mercoledì 18 dicembre 2024

LOGISTICHE , ANALFABETISMO e BRACCINO CORTO

L'ultimo rapporto dell' Ispra denuncia il criminale consumo del suolo che è stato portato avanti in Italia (coinvolte svariate amministrazioni di diverso colore). Sorpresa: non si è cementificato x costruire case, di cui c'è un bisogno assoluto. Si è cementificato x costruire parcheggi e logistiche.

Basta scendere a Broni x rendersi conto della verità di questa affermazione. Consiglio una gita turistica alla volta di Castel San Giovanni. Non per boschi o per riviere, ma x logistiche. Un incubo.

Domanda: a quando una bella logistica a Pietra de' Giorgi? I precedenti ci sono, visto che in questi anni si sono costruiti parcheggi e aree asfaltate ovunque fosse possibile. Però lo stato e la caratura delle strade non consente il passaggio di TIR.

Che culo!

Un altro rapporto, non ricordo di quale agenzia, certifica che un terzo degli Italiani non è più in grado di comprendere un articolo di giornale. Chiedo conferma alla mia giornalaia, dove compero l'unica copia del Domani che le fornisce il solerte distributore. Nessun giovane compera un quotidiano. Dai cinquant'anni in su invece si legge ancora la stampa quotidiana.

Considerazioni che faccio fra me e me: niente da eccepire, nell'Ottocento i contadini non sapevano leggere! Corsi e ricorsi della storia! A quando una nuova spedizione dei Mille?

La Televisione? Non è una alternativa, da quando è stata lottizzata in maniera vergognosa.

I Social? Mica ti raccontano quello che succede nel mondo! In compenso sai tutto sul tipo di pizza che ha consumato la notte prima il tuo compagno di calcetto (o di volley).

Hai inclinazioni autolesionistiche? Evita di frequentare una palestra. I discorsi che fanno i muscolosi e le muscolose istigano a comperare - di corsa - dell'arsenico. Per autoconsumo.

Ergo. Faccio ginnastica a casa mia. Per fortuna la pasticceria che frequento tutti i giorni (cappuccino + brioche + lettura del giornale) a massimo ti propina Jingo Bell. E' un'oasi di raffinata compostezza. Finché dura!

Alla mia richiesta di sottoscrivere un piccolo obolo a favore di una famiglia libanese non ha risposto nessuno, tranne mia sorella. Sono rimasto esterefatto! Poi ho pensato: certo, che stupido! gli hai proposto uno dei tuoi romanzi! Mica sei la Ferragni! La quale peraltro ha proposto un pandoro, non un libro. C'è chi è in sintonia con i tempi e chi ha la testa ancora contaminata dai classici!

AMEN



giovedì 12 dicembre 2024

AIUTIAMO UNA FAMIGLIA LIBANESE

Carissimi, 

visto che siamo sotto Natale ho pensato di proporvi un atto di BUONISMO, allo scopo, anche, ma non solo, di contrastare il CATTIVISMO di cui stanno dando prova le istituzioni italiane ed europee. A differenza di alcuni Influencer molto più dotati di me non vi proporrò un Pandoro, ma:

1) una donazione libera

2) l'acquisto di uno dei miei ultimi  romanzi a prezzo di costo (li ho già stampati e pagati). Diciamo 15,00 euro cadauno.

3) l'acquisto dell'ultimo romanzo che è ancora in lavorazione (uscita prevista febbraio 2025) e che non so ancora cosa mi costerà, per cui forfettizzo il contributo in 20,00 euro a copia.

A chi andrebbero queste donazioni? 

Presto detto: a una famiglia libanese che se la sta passando piuttosto male (gli stipendi non vengono pagati e gli Israeliani bombardano).

Per dribblare gli occhi indiscreti del Grande Fratello, suggerisco di versare a me l'obolo natalizio. Poi io girerò le somme a un prete che ospita il rampollo di questa famiglia, che è in Italia per ragioni di studio. La chiesa Valdese li ha già aiutati nei mesi scorsi, ma chiaramente un aiutino in più non guasterebbe.

Dovete fidarvi, giovani. Se non vi fidate, amen. Se poi trovate indigesti i miei romanzi, ripiegate sulla soluzione 1. Nel caso, se non altro per educazione, optiate per uno dei miei romanzi, tenete conto che, se non abitate a Pietra de' Giorgi, ci saranno delle spese postali.

A seguire vi fornisco l'elenco ragionato dei romanzi. Sono romanzi che io ho deciso di non pubblicare perchè conosco le case editrici e conosco il pubblico dei lettori. 

Ciò significa che vi propongo una "purga"? Non esageriamo. Caso mai vi propongo l'immersione - scusate la presunzione - in qualcosa di non scontato. 

1) Croak Pi (storia romanzata di Pietra de' Giorgi)

2) La vita in prosa (il passato torbido che emerge da uno scritto incompiuto)

3) Al di là delle apparenze  (la riscoperta di un amore perduto)

4) Che il destino si compia (un viaggio picaresco fra futili amori e incidenti... domestici)

5) Fiction (titolo provvisorio = un giallo familiare da sciogliere)





P.S. ovvio che io contribuisco a mia volta e non "in natura". Attenzione: qualcuno di voi ha già ricevuto in passato - in omaggio - uno di questi romanzi. Evitate il doppione! 

mio IBAN: IT91K0306909498100000004823



 




lunedì 9 dicembre 2024

PERCHE' facciamo così poco per i VECCHI?

Intendiamoci. Non voglio minimamente disconoscere nè sminuire i sacrifici che molti hanno fatto o fanno per i loro familiari anziani. Ciò che voglio dire è un'altra cosa: di fronte al problema dei nostri vecchi noi procediamo in ordine sparso, ognuno come può. E raramente siamo capaci di inventare qualche nuova "ricetta". Le soluzioni adottate si contano sulle dita di una mano: 

1) sofferta assistenza a distanza (ognuno a casa sua)

2) coabitazione sofferta

3) badante (soluzione sempre sofferta

4) casa di riposo.

Noi tutti siamo persone con limitate risorse economiche. Se fossimo ricchi, ma proprio ricchi, non ci sarebbero problemi. Creo in un'ala del "castello" un  hospital confortevole, con medico a gettone, infermiera, fisioterapista, badante 1 e badante 2, animatrice, prestigiatore, truccatrice... E il gioco è fatto.

Stai scherzando? No, non sto scherzando. In un film di qualche anno fa un figlio ricco metteva a disposizione del padre, che stava morendo di cancro, un appartamentino e una ragazza esperta in droghe (una tossica, insomma), per aiutare il vecchio a gestire i suoi dolori e al momento opportuno il fine vita (allora, va da sè, non esistevano ancora gli hospice).

Ma torniamo a noi.

Quando dico che procediamo in ordine sparso in realtà intendo dire che ci facciamo sopraffare dal problema, in genere lo affrontiamo quando non se ne può fare più a meno e a quel punto non inventiamo niente di nuovo.

Perché?

Perché noi tutti, spiace dirlo, raramente coltiviamo la dote della creatività. Magari siamo creativi se si tratta di fare delle torte o del bricolage. Ma rispetto ai problemi esistenziali, nostri e altrui, procediamo in modo si potrebbe dire pavloviano: gli altri fanno così e anche noi facciamo così. Come i gatti e i cani, che agiscono in base al loro patrimonio istintuale.

E il nostro patrimonio "istintuale" in fatto di vecchi cosa suggerisce?

Ben poco, ahimè. 

Intanto alla VECCHIAIA, nostra e altrui, non ci pensiamo prima. Lasciamo che arrivi con il suo corredo di problemi. Quando ormai è troppo tardi per tirar fuori una soluzione decente, che non sia la solita affannosa risposta emergenziale.

I vecchi, lo sanno tutti i caregiver, sono il primo problema in assoluto. Ma non perché stanno male. Questo viene dopo. Lo sono perché non accettano di star male, di dover pesare sugli altri e quindi non collaborano. Anzi, mettono i bastoni fra le ruote.

Domanda: qualcuno si preoccupa per caso di "educare" i vecchi ad affrontare la loro vecchiaia, con il relativo corteo di malattie?

Successiva domanda: qualcuno per caso si preoccupa di istruire i careviger (figli, figlie, mariti, mogli etc.) ad affrontare il problema anziano in casa?

Guardate che intendo riferirirmi sia alla vecchiaia dei propri genitori o del coniuge. Ma anche alla nostra, di vecchiaia. Un tema che preferiamo rimuovere. Per cui arriviamo impreparati all'appuntamento.

Eh, la madonna. Cosa pretendi?

Vi sento, neh! Cosa pretendo? Suggerisco di riservare al problema vecchi e vecchiaia la stessa attenzione che riserviamo al problema bambini, adolescenti, coppie in crisi, donne maltrattate etc. etc. Tutte categorie che non se la passano molto bene, di questi tempi. Ma almeno se ne parla. Anche se non abbastanza.

Certamente la soluzione, qualsiasi sia, a questo come agli altri problemi non può che essere "comunitaria". Facendo affidamento soltanto sulle proprie risorse non si va molto lontano. Primo, perchè abbiamo limitate risorse economiche, secondo perchè, come già detto, siamo poco creativi.

Vi sembra, per caso, che ci sia un vasto movimento d'opinione che si proponga di attrezzare le comunità ad affrontare questi problemi? Vi sembra che ci siano frequenti incontri pubblici per discutere delle patologie dell'anziano e della sua "psicologia" di fronte alla malattia, all'invalidità, alla morte? Vi sembra che i comuni si facciano in quattro per dotarsi di strutture deputate all'incontro, alla discussione, al confronto? Se poi passiamo dalle parole ai fatti, beh la situazione è ancora più triste. I privati continuano ad aprire case di riposo, perchè sono un affare. La collettività e le istituzioni voltano la testa dall'altra parte e lasciano marcire anche le soluzioni che hanno sotto mano (penso allo scandalo del Melograno, di cui tutti voi siete a conoscenza).

Il fatto è che viviamo in una società che guarda alla carriera e al rendimento economico. E all'intrattenimento. Non guarda al benessere della gente. E dedica più attenzione al  Festival di San Remo o ai dissapori della coppia Fedez Ferragni che non ai vecchi abbandonati, trascurati, mal sopportati.

E' lampante che i radar individuali e collettivi non intercettano il problema. Oddio, ci sono molti temi che non vengono intercettati, esempio quello dei carcerati, quello dei migranti, quello dei femminicidi, quello della dispersione scolastica, quello dell'assistenza sanitaria, quello dell'emergenza ambientale etc. etc.

Si suol dire: mal comune mezzo gaudio. Beh, io come vecchio in itinere debbo dire che la cosa non mi consola affatto!


 






SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...