mercoledì 30 novembre 2022

PROGETTI per PIETRA de' GIORGI?

Di progetti audaci e coraggiosi per Pietra de' Giorgi non se ne vedono in giro. A dire il vero non si vede in giro niente. 

Abbiamo già detto in un altro post di come in questo Comune sia diventata astronomica la TARI. Nessuno fra i miei conoscenti in Lombardia e in Piemonte paga così tanto. Alla crescita esponenziale di questo balzello non ha corrisposto un miglioramento del servizio. Il servizio è lo stesso di vent'anni fa. Ed è carente adesso, come lo era allora.

Basti dire che noi paghiamo per una "pulizia della strada" che non viene fatta! Ciò che viene fatto è solo il ritiro dai cassonetti della spazzatura. Il minimo sindacale, insomma.

Ma come testimoniano le foto di cassonetti rigurgitanti, pubblicate in più riprese sui social da cittadini indignati, questo minimo sindacale non sempre viene rispettato.

Quello della spazzatura non è tuttavia il  problema maggiore che affligge Pietra de' Giorgi. Ciò che affligge veramente questo villaggio è la mancaza di un visione del futuro. La mancanza di qualsiasi progetto.

Accontentarsi della normale amministrazione - obiettivo che peraltro non viene raggiunto - non basta. Basta solo per lasciar andare le cose alla malora.

Pietra de' Giorgi è un paese in decadenza, con un centro storico di case fatiscenti abbandonate. Più una serie di frazioni composte per lo più di case sparse e una "periferia" di villette, anch'esse sparse.

L'unico punto di forza di Pietra de' Giorgi è il fatto di essere costruito in alto, su una sorta di "sperone" roccioso (da cui Pietra de' Giorgi, dove Giorgi sono i "feudatari" di una volta). Ma non tutto il Comune gode di questo vantaggio. Attorno a questo "sperone" ci sono intere zone a rischio ideogeologico. Terreni dove non si può costruire e dove, a differenza di Ischia, non si costruisce. Un punto a favore della nostra Amministrazione comunale.

Prima del covid ha fatto molto parlare di sè la "Casa dei Melograni". Una luogo d'accoglienza per bambini affetti da tumori del sangue in cura a Pavia. Oggi se si va su Internet la Casa dei Melograni risulta chiusa definitivamente. 

Cos'è successo?

Io che abito a neanche un chilometro da questa struttura non sono in grado di dirlo. Certo, se indagassi qualcosa la verrei a sapere. Ma indagare non è una cosa che i predalini apprezzino molto.

Le strade... Stendiamo un velo pietoso. Basti dire che ci sono piccole frane stradali (come quella in prossimità del cimitero) che risalgono ad almeno 5 anni fa e che sono tuttora lì, a fare le belle statuine, con il loro bel cartello "frana". E' vero, ci sono cedimenti stradali che sono stati riparati. Probabilmente non era possibile ignorarli. Ma non sono stati riparati certo dall'oggi al domani. Come quello del Quadrivio.  Fra parentesi il vecchio cartello che segnalava la strettoia dovuta alla frana è ancora lì a far da sentinella! Il fatto che alcune frane fossero di competenza della Provincia e non del Comune non cambia lo scenario. Lo stato in cui versa la strada vicinale che passa per Calcababbio è lì a testimoniare una realtà sconfortante. Purtroppo è una strada che è in condominio con Redavalle.  E questo, stando a ciò che si vede, rallenta e blocca tutto. Potremmo definirla la strada dei rappezzi a macchia di leopardo. Un bell'esempio di sinergia!

L'acquedotto. Anche qui meglio glissare. Le condutture sono molto vecchie. Sembra che in parte le stiano rifacendo. Alla buon ora!

Un servizio che mediamente funziona è lo sgombero della neve. I trattori con la pala passano, anche di notte. Di questo non possiamo lamentarci.

E poi? A parte il servizio scolastico, non c'è altro... L'esistenza di una scuola elementare a Pietra è un fiore all'occhiello dell'Amministrazione Comunale. Ma è uno strano fiore all'occhiello, visto che a Pietra non nascono quasi bambini e dunque non si capisce perchè l'abbiano attivata, questa scuola... Va da sè che il servizio ha un costo. Ma qual è la sua ragion d'essere e il suo ritorno?




 

 


 




lunedì 28 novembre 2022

CRISI O RIMONTA DELLA DEMOCRAZIA?

Si è tanto parlato in questi anni di crisi delle democrazie occidentali, per l'emergere delle istanze sovraniste (Trump, Le Pen, Bolsonaro, Salvini, Grillo...). 

Un tormentone questo della crisi delle democrazie occidentali più tormentone delle becere canzonette estive (io ricordo con terrore El Meneito, ma non ricordo se fosse un tormentone estivo o capodannizio...). 

Bon.

Adesso assistiamo a episodi che mettono in luce la crisi delle autocrazie. Ma nessuno ne parla, nessuno collega ciò che succede in questi giorni in Iran, con ciò che succede in questi giorni in Cina. 

In Iran non ne possono più del governo religioso dei cosiddetti religiosi. Governo oscurantista e liberticida. In Cina cominciano a non poterne più della politica anti covid, a base di segregazioni forzate di milioni di persone.

Tutto per non aver saputo inventare un vaccino efficace. Che figuraccia!

A mio parere sono le prime avvisaglie di una "sofferenza" che sta coinvolgendo le "adamantine" dittature di mezzo mondo.

Da noi la logica dominante è quella del profitto. Ok.

Nelle autocrazie la logica dominante è un "pensiero" unico il più delle volte datato.

A quando le proteste in Russia? A quando le proteste in Turchia?


domenica 27 novembre 2022

SCENE di CACCIA a PIETRA de' GIORGI?


Malgrado sia ispirato da una corrosiva critica sociale, consiglio la visione del film "Scene di caccia in Bassa Baviera". E' un film del 1968-69  e questo la dice tutta.

Ma se mettiamo sullo sfondo i toni più acri e lo guardiamo come "documentario", forse riusciamo a farci un'idea della realtà contadina. Anche, per estensione, della realtà contadina di Pietra de' Giorgi. Quando ancora era un villaggio a tutti gli effetti. Prima del grande esodo dei giovani verso la pianura e la città.

Beninteso, ci sono molte differenze fra le due situazioni. Nel film si vede una Baviera contadina mediamente "opulenta", in cui si lavora la terra utilizzando in pieno le macchine agricole. E' la Baviera delle coltivazioni intensive (grano) e dell'allevamento intensivo (maiali).

A quanto ne so a Pietra, negli anni '50 e 60, le macchine da lavoro stavano facendo una comparsa molto timida. E certamente nessuno possedeva le decine e decine di maiali che si vedono nel film.

Pietra' de Giorgi, a parte alcuni viticultori benestanti, era un paese molto povero, con negozietti angusti, case "minime", strade strette e malandate, servizi che lasciavano ancora molto a desiderare..

Le chiacchierate che io ho fatto (prima del Covid) con alcuni vecchi mi hanno permesso di cogliere gli aspetti economici e sociali del tempo. Ma non mi hanno consentito di cogliere l'atmosfera che si respirava nel paese.

Il film sulla Baviera ci presenta una realtà intrisa di pregiudizi e di conflittualità latenti. Conflittualità fra famiglie e fra uomini e donne. Quel villaggio bavarese trasudava violenza. Una violenza sotto pelle, che si manifestava nel pentegolezzo e nell'esclusione. 

Pietra de' Giorgi era più "buona", più accogliente, più tollerante?

Non possiamo saperlo. I vecchi su tutto questo "tacciono". Certamente, per cogliere la realtà contadina, non credo facciano testo certi film intrisi di buonismo e di colore locale, come "Pane amore e fantasia", che riciclano il solito falso cliché degli Italiani brava gente.

Insomma, com'era la vita di un villaggio contadino come Pietra de' Giorgi?

Immagino (ma è solo un'ipotesi) che la cultura dominante fosse quella del campanile: municipalista e clericale. Nel bene e nel male. Qualcuno degli intervistati mi ha fatto capire che a Pietra se una famiglia era in difficoltà poteva contare sull'aiuto degli altri. Non ho motivo per ritenere che non fosse vero. 

Ma non posso neanche pensare che a Pietra scorresse tutto liscio. Con le pezze sul culo, ma un cuore grande così. 

A confronto il villaggio bavarese del film di "anima" ne ha fin troppa. Astiosa, ostile, cinica. L'ho detto: è un film animato da una forte carica (sessantottina) di critica sociale.

Proposta: facciamo la tara da una parte e dall'altra e forse riusciremo a immedesimarci per un secondo in una realtà, quella di un villaggio contadino, che ormai non esiste più.

Buona visione.




venerdì 25 novembre 2022

PERCHE' nessuno RACCOGLIE i cachi?

I cachi (o anche kaki) non piacciono alla gente di Pietra de' Giorgi?

No, non credo che sia questa la ragione per cui i cachi nel nostro Villagio marciscono sugli alberi. Credo piuttosto che non si abbia voglia e tempo di raccoglierli.

Quasi più nessuno in questo Villaggio mette mano ai campi. I campi stessi non esistono neanche più. Esistono i filari di vite o al massimo  dei giardini o dei cortili erbosi che vivacchiano incolti guardando in faccia  case ormai fatiscenti.

Le nuove ville, di cui abbiamo già parlato, hanno piante ornamentali, ma non offrono frutta da mangiare (cachi, fichi, melograni...). 

Di conseguenza i cachi non vengono raccolti. Come non vengono raccolte le mele e le ciliege.

Propongo di trattare tutte queste piante abbandonate alla stregua di una specie in estinzione. Sono la testimonianza di un passato in cui si viveva di terra e avere piante da frutto era una ricchezza, come allevare un maiale.

Il maiale in realtà viene ancora allevato da parecchie famiglie a Pietra de' Giorgi. Meglio, viene fatto allevare, poi viene fatto macellare e qualcuno sta anche a guardare il  norcino al lavoro bevendo bonarda insieme ai compari o ai parenti.

Di salame di proprietà ce n'è parecchio, pertanto, nelle case di Pietra de' Giorgi.

Una dispensa per i tempi magri?

Macche! Un tempo era senz'altro così. Adesso il salame non è più un cibo conservato da mangiare quando la terra gela e i campi vanno in letargo. Adesso è una prelibatezza di cui vantarsi.

Se qualcuno ha voglia di assistere all'uccisione e alla macellazione del maiale senza assistervi di persona, consiglio un vecchio film con Hanna Schygulla: Scene di caccia in Bassa Baviera. E' un film del 1969 e affronta con un certo anticipo il problema della discriminazione dei gay.  Oltre a "raccontare" con bravura il conformismo, venato di nostalgie nazisteggianti, dei bravi Bavaresi.




domenica 20 novembre 2022

I RICCHI EPULONI

A Milano i "nuovi" poveri (bianchi, lavoratori, sui 40 anni) fanno la fila da Pane amico. Negli Emirati Arabi 14 commensali hanno speso l'equivalente di 165.000 euro per una cena (quasi 12.000 euro a testa). Uno dei piatti era costituito da una bistecca ricoperta d'oro (commestibile).

Almeno Paperon de' Paperonis era avaro. Mai avrebbe speso una cifra del genere per delle bistecche.

Il fenomeno dei "nuovi" poveri è presto spiegato: sono persone (soprattutto donne) che fanno lavori precari o MAL PAGATI.

Salvini, gli immigrati non c'entrano niente! Il vero problema, oggi come una volta, sono i "padroni".



SEMPLIFICARE la REALTA' (ovvero, non prendere precauzioni contro il male)

La tecnologia ci offre gli strumenti per "decodificare" il mondo in cui viviamo. Ma il nostro comportamento è pre-tecnologico, anche se passiamo molto del nostro tempo con il naso nello schermo di uno smart-phone. 

Un esempio banale. Sul nostro telefonino Google propone ogni giorno una sorta di RASSEGNA STAMPA, in cui si parla un po' di tutto. Dai comportamenti "strani" degli animali al caro energia.

Si potrebbe definirla un condensato stile Reader's Digest della cronaca di tutti i giorni.

Bene. In questa rassegna stampa capita spesso di incocciare in articoli di un certo interesse, che riguardano per esempio la salute. Ma anche l'economia.

Finita la premessa. E adesso veniamo al... "dunque".

Io faccio parte di una minoranza che si sforza di ... pararsi il culo. Tanto è vero che indosso la mascherina nei luoghi chiusi.

Vedo però che la maggior parte della gente non prende nessuna misura profilattica. "In culo al covid" sembra che dicano questi "buontemponi" e in culo agli uccellacci del malaugurio.

Infatti mi guardano tutti con sospetto, riprovazione, a volte con ostilità.

E' chiaro che io gli sto rovinando la festa. Cioè il  bisogno di credere che la realtà è rosea, positiva, allegra. Insomma, una festa di natale e di ferragosto continua.

"Lasciatemi cantare...".

Per certi versi li posso anche capire. Vivere nella consapevolezza che questo mondo è popolato di minacce mortali non fa bene alla psiche. Bisogna avere le spalle molto robuste per non farsi prendere dal panico. 

C'è una guerra a pochi chilometri da casa. Si prospetta un 2023 da brivido. Il covid non è stato domato. Anche un'influenza può essere mortale. Sta dilagando il cancro dei quarantenni. Gli ospedali sono sentine di batteri a cui gli antibiotici non fanno ormai più un baffo, il clima ci sta presentando il conto...

Eppure il bisogno di credere che viviamo su una nuvoletta, anzichè sospesi su un abisso è più forte di tutto!





IMPERTINENZA FELINA

Putin, intesa come gatta siamese di circa 4 anni, è ... ricomparsa! 

Dunque non era stata mangiata dal lupo o dalla volpe.

Da gatta impertinente qual è, alle ore 8,00 ci ha svegliati con potenti miagolii sotto la finestra. Poi ha mangiato una mezza dose di rancio e quindi si è spostata sotto la finestra della vicina di casa (il McDonalds di Daniela). Anche qui ha lanciato potenti miagolii. Ma niente pappa. Non l'ha neanche assaggiata. Si è accontentata di una esibizione canora.

Dunque quelle esternazioni mattutine erano sostanzialmente un messaggio per gli umani: "Sono tornata! Sono ancora qui! Non sognatevi di mancare al vostro dovere (ovvero: foraggiarmi di cibo). Brindate, orsu! alla mia ricomparsa. Il territorio, dal punto di vista umano è vostro, ma dal punto di vista gattino è mio e solo mio".

(un ragionamento, fateci caso, che spiega perché le sia stato dato il nome che porta).

Adesso attendiamo di vedere se torna anche la Bianchina. E se si rifà vivo il Nero.

L'ipotesi più accreditata nel quartiere è che i predatori non c'entrino niente. Ma c'entrino gli umani.

Ovverosia gli ex padroni di Putin e Bianchina. Che ogni tanto cercano di riappropriarsi delle gatte in fuga. Ma queste non ne vogliono sapere e appena possono sgusciano da una fessura e tornano alla beata vita randagia (assistita).

Gli ex padroni di queste due bestiole ardimentose (e scroccone) non si sono ancora chiesti: "Come mai le due gattine non ne vogliono sapere di noi?".

Io sono portato a pensare che non siano padroni "malvagi", quanto piuttosto padroni troppo appiccicosi.



sabato 19 novembre 2022

CHI sta mangiando i GATTI di PIETRA de' GIORGI?


C'è qualcuno che a Pietra de' Giorgi apprezza molto la carne di gatto. Eppure non ci sono trattorie in paese...

Scherzi a parte. Un piccolo dramma si sta svolgeno in paese: stanno scomparendo i gatti!

Parlo con cognizione di causa. Io abito in via Ferrari e ci sono almeno 5 gatti che mi vengono a visitare. Perché la campagna sotto di me è ricca di topi. 

E poi c'è una signora che ama i gatti e che ha creato un piccolo McDonald davanti a casa sua. Croccantini, acqua pulita, bocconcini di carne o di salmone.

Vi elenco i gatti che ho imparato a conoscere in questi mesi. Badate bene: quattro di loro (su cinque) sono scomparsi!

Raso terra = un delizioso persiano con le gambe corte che corre come un Marines sotto le bombe. Sparito da quest'estate almeno.

Faccia di luna = un bel tigrato molto pauroso, ma anche molto vorace. Sparito anche lui!

Nerone = un bel maschio tutto nero e molto sicuro di sè. Per il momento ancora vivo.

Putin = una gattina siamese molto aggressiva che fra la spola fra tre case in via Ferrari. Sparita!

Bianchina = la sua rivale, meno performante, più lagnosa. Manca da alcuni giorni.

Si tratta, come avrete capito, di gatti domestici. Non sono dei randagi, insomma. Hanno una casa. In due casi (Putin e Bianchina) non si trovavano bene a casa loro e hanno scelto di vivere ... chiedendo la carità. Putin, per esempio, scrocca da mangiare e da dormire a tre nuclei familiari. Uno è il mio. Gli altri due (che io chiamo il "suo piano B e piano C") sono due famiglie predaline che si sono trasferite in città e che ogni tanto vengono su a mettere ordine nella loro seconda casa.

E' una gatta molto indipendente e per questo preferisce non venire stabilmente a vivere da me e se la gioca con tre protettori.

Recentemente Fiorella (mia moglie) ha avvistato un lupo vicino al cassonetto di via Ferrari.

Che sia lui che si mangia i gatti?

Io ho avvistato tempo fa una volpe nel giardino abbandonato del mio vicino.

Che sia lei che si mangia i gatti?

E poi ci sono gli uccelli rapaci. Nei nostri celi vola di sicuro un falco.

Epperò qualcosa non torna. Questi gatti per mesi hanno fatto la spola fra casa loro, le loro varie basi d'appoggio, il mio giardino, il McDonald della mia vicina Daniela. E nessuno è scomparso.

Poi, improvvisamente...



lunedì 14 novembre 2022

FARE PROGETTI

 Fare progetti significa:

1) andare contro quelli che non vogliono cambiare niente

2) andare contro quelli che voglion cambiare cose diverse da quelle che vogliamo cambiare noi.

Bon. 

Detto questo, qual è la situazione di Pietra de' Giorgi?

Si vogliono fare dei progetti? 

Si vuole contrastare qualsiasi progetto di cambiamento? 

Si vogliono fare progetti che vanno in una direzione diversa da quella che noi vorremmo venisse percorsa?



Dopo i CINGHIALI, adesso abbiamo i LUPI!

E' ufficiale. A Pietra de' Gorgi ci sono i lupi. Per consolarsi alcuni dicono: "Si tratta solo di una famigliola; babbo, mamma e figlioli (due)". Come a dire: sono inoffensivi, via!

E' piuttusto strano che dopo secoli a raccontarci favole sui lupi cattivi (avete presente Cappuccetto rosso?) adesso si dica: "I lupi all'uomo non fanno niente... Lo rispettano".

Sarà! Intanto mi dicono che a Montalto i lupi se so magnati un cane, lasciando quello che c'era attaccato alla catena (cioè il povero cane) tutto spolpato.

Allora. Primo non sto parlando a vanvera. Cito quanto riferitomi da due vignaioli che hanno le viti nella valle sotto il cimitero. La valle dove lì vicino una volta c'era la famosa Pescaia di Pietra de' Giorgi.

Sono fonti entrambe molto attendibili. E poi, Fiorella l'altra sera, verso le 19, ha visto un cane grigio vicino al cassonetto di via Ferrari. "Poteva essere un lupo o fors'anche una volpe..". 

Fiorella è molto ferrata in botanica, ma lo è meno in zoologia.

Tuttavia bisogna prestarle fede. Quel canide era sospetto.

Temo fortemente che quel canide se possa aver magnato i gatti della via. Quei bei gattoni cicciottelli che vengono a pranzo e a cena da me, dalla mia vicina Daniela e da altre due coppie che hanno casa in via Ferrari. Si tratta di una gatta siamese (da me ribattezzata Putin), di una gatta bianca, un po' lagnosa, e di un bel maschio tutto nero. Girano nel nostro giardino alle ore piccole e contrastato l'orda dei topi.

Questi gatti avevano una casa, sul colle che domina il paese. Ma hanno preferito andarsene via e vivere alla giornata. Tanto, c'è molta brava gente disposta a nutrirli e ogni tanto a concedergli una saporita dormita sul divano. In cambio di qualche topo morto ammazzato e depositato sullo zerbino di casa.

Se al bilancio della nostra comunità ci aggiungiamo anche quel tipo che ogni tanto spara (si spera che spari in aria) e che abita nella Pietra di sopra (in che via? onestamente non lo so), beh allora possiamo dire che siamo pronti per veder girare gli zombi nel nostro Villaggio.

Amen!



domenica 13 novembre 2022

ADESSO I CINGHIALI sbranano i VECCHI!

I dintorni di Pietra de' Giorgi pullulano di cinghiali. Io ho dovuto dovuto fermare, mesi fa, la mia "coraggiosa" Ford Ka dalle parti di Calcababbio perchè una mandria con tre cinghiali adulti e una quindicina di cuccioli stava attraversando la strada. Un cinghiale adulto si è voltato, mi ha guardato dall'alto e ha detto "Fermo lì!". Naturalmente la mia è stata una fantasia. Ma chi comprende il linguaggio dei cinghiali sa che io ci ho azzeccato.

Bon!

Ultimamente Fio stava passeggiando in direzione di Cigognola e ha visto sulla collina una mandria di una trentina di capi. Nessuno di loro si è voltato. Invece si è voltata Fiorella ed è tornata rapidamente a casa.

Il mio dirimpettaio ha una telecamera e dice che di notte i cinghiali risalgono dalla valle e sbucano sulla provinciale attraversando la villa del mio vicino, in disuso. Per fortuna la mia casa è recintata. Io, a differenza di molti predalini assenteisti, sono quello che il codice civile, con un linguaggio un po arcaico, chiama un buon padre di famiglia.

Oggi leggo che un cinghiale (uno solo) ha staccato un braccio e una gamba a un novantenne, mi pare nel Mantovano. Nel cortile di casa del vecchio. Non sui bricchi! In poche parole se lo stava mangiando.

Un solo cinghiale, gente! Non so se mi spiego.

Detto questo, io non conosco legislazione e quant'altro. Non sono informato e perciò evito di fare crociate.

Ma credo che del problema bisognerebbe che qualcuno se ne facesse carico.

Faccio, deferentemente, una domanda: il Comune, in questa faccenda, ha o non ha una competenza in materia?

E se, putacaso, ce l'ha, perché non fa nulla?

Dal punto di vista, molto particolare, di Pietra de' Giorgi questa "invasione" è concreta, palpabile, acclarata. Mentre l'alta invasione, quella dei poveracci che vengono dall'Africa, qui non si è ancora percepita.

Ma forse anche i cinghiali sono dei poveracci. 

Cosa ne dice il parroco di Pietra de' Giorgi? Cioè la "nostra" autorità spirituale?

sabato 12 novembre 2022

POZZI: tutta acqua SPRECATA!

Passegiando nei dintorni di Pietra de' Giorgi vi sarete sicuramente accorti che questa località nasconde nel sottosuolo numerose falde acquifere. Basta guardare quanti sono e come sono folti i CANNETI che si trovano un po' dappertutto. Per esempio lungo la strada che porta a Cigognola o lungo quella che va a Mornico. Appena fuori paese.

Ma se sono numerosi e folti i canneti, ci sono anche dappertutto dei vecchi pozzi. Naturalmente sono in disuso. Ma ci scommetto che sotto c'è acqua da vendere. Uno dei più belli è quello che si trova in prossimità del trivio che conduce da un lato a Mornico e dall'altro in Costa Grossa. Uno punto fra i più freschi di Pietra de' Giorgi.

Avete sentito parlare della siccità? Immagino di sì. E avrete senz'altro visto in che penose condizioni versava il Po quest'estate.

Bon. Io non dico di tornare ad utilizzare l'acqua dei pozzi. Probabilmente c'è tutta una legislazione che lo proibisce. Chi ne sa più di me, parli!

Però forse bisognerebbe "includere" nel discorso sulla siccità, che viene portatto avanti dai Media, anche il discorso dei vecchi pozzi contadini e delle vecchie falde, che attualmente sono del tutto ignorate e inutilizzate.

Qualcuno ha proposto di valorizzare i fontanili, che "solcano" la pianura padana, soprattutto nel milanese. Se n'è parlato sui giornali, quest'estate.

Dopo di che ... silenzio stampa!

Anche questo è un modo per .. non costruire il futuro.




COSA diventerà PIETRA de GIORGI in un non lontano FUTURO?

 

Io non ho la palla di vetro, ma credo di poter azzardare l'ipotesi che la Pietra de' Giorgi che continuerà ad esistere non sarà la Pietra de' Giorgi del centro storico, già fin da ora in stato di penoso abbandono. Sarà la Pietra de' Giorgi delle case fuori paese, cioè delle villette unifamiliari.

Peccato che queste case non siano in grado di creare una realtà di Villaggio, anche se nella maggior parte dei casi sono abitate da Predalini.

Vediamo di conoscere un po' più da vicino la realtà di questo "tessuto" urbanistico che è venuto su in tempi abbastanza recenti e che, come abbiamo già detto, non c'entra niente con la Pietra de' Giorgi originaria.

Una prima considerazione. 

Tutte queste villette appartengono a persone  che dopo aver emigrato per necessità o per scelta, lasciandosi alle spalle una casa fatiscente in paese, sensibili al richiamo del cuore hanno deciso da vecchi di tornare sui loro passi, costruendo alla periferia del paese una casa più confortevole di quella originaria.

Un caso per certi versi esemplare è quello di Angelo Manfredi, che dopo aver tentato, giovanissimo, la sorte voltando le spalle al lavoro dei campi e aprendo bottega a Milano, da anziano è tornato nel villaggio natio. Ma non si è sognato di andare a vivere nella vecchia, angusta, abitazione di famiglia e si è fatto costruire una villa fuori paese, sulla strada per Mornico. 

Un altro caso significativo è quello di Maria Giulia Mezzadra. Il nonno originario di Cava Manara, si era installata in un complesso rurale situato al principio della via Moretti, la via che conduce alla distilleria. Una via stretta, che un tempo era un sentiero. Nel 1959 il padre di Maria Giulia, decidendo di ritirarsi, vende il rustico e costruisce una villetta panoramica su due piani in via Ferrari, nel tratto che scende verso la chiesa di Castagnara.

Oggi il "rustico" di via Moretti, che un tempo aveva anche una stalla e diversi locali di lavoro,  è uno dei pochi edifici del centro storico che è stato restaurato e trasformato in casa d'abitazione.

Anche Peppino Astranti, portalettere in pensione di Pietra de' Giorgi, abitava in una delle case minime del "centro storico". Anche lui a un certo punto ha deciso di vivere in un ambiente più confortevole e si è fatto costruire una graziosa villetta in via Ferrari, subito fuori paese.

Un'altra predalina la cui famiglia abitava nel "centro storico", Renata Ferrari, adesso abita col marito a Milano. Ma possiede un villone alla periferia di Pietra che è stata costruita  negli anni '70 in uno stile che a me piace definire alla Cormayeur. Per mantenere in buone condizioni questa casa decisamente impegnativa, lei e il marito vengono su spesso a pulirla e a farci dei lavori. Oltre all'orto coltivano, a livello amatoriale,  qualche vigna.

I casi citati appartengono tutti alla Pietra de' Giorgi di sopra, quella dove è situato il Comune. Ci sono però tutto attorno parecchie frazioni, alcune in collina (come Pecorara) altre al piano (come Scorzoletta).

Le frazioni più antiche, un tempo più importanti di adesso, versano in uno stato di abbandono simile a quello del capoluogo. Altre, invece, sono più simili al villaggio delle villette di cui abbiamo parlato. Sono frazioni fatte di casette unifamilari sorte abbastanza di recente, mediamente anonime, quasi tutte dislocate lungo la strada provinciale 198 che collega Broni con l'entroterra di Rocca de' Giorgi.

E il Covid? Il Covid ha inciso in qualche maniera sulla vita di questa antica comunità di contadini vignaioli?

Rispetto ad altre località, che hanno visto un massiccio trasferimento di cittadini  per lo smart working, Pietra de Giorgi è stata appena sfiorata da questo fenomeno. 

Qualcuno però è venuto su perché attratto dal paesaggio e dalla quiete. Si segnala in particolare il caso di Daniela Barosi, una distinta signora di origini milanesi, che ha vissuto a lungo in Toscana e che un anno fa ha deciso di prendere in affitto un'abitazione "secolare" situata al confine fra il centro storico e la periferia delle villette, dove vive con un gatto ... anziano quasi quanto il paese.

La casa è stata sommariamente restaurata e certo non può ambire ad essere un esempio di riqualificazione urbanistica.



  



venerdì 11 novembre 2022

Le CHIACCHIERE da BAR e i limiti della nostra DEMOCRAZIA

Certe volte viene da dubitare. 

Sarà per caso una cosa seria questa Democrazia in cui i politici sono per lo più dei capo popolo e gli elettori, in gran maggioranza, sono degli "ignoranti"?

Attenzione, non intendo dire che gli elettori sono analfabeti o TROLL (peraltro è vero anche questo). Intendo dire che gli elettori prendono posizione su questioni che non conoscono nel dettaglio. Anche perché si tratta di questioni spesso complesse, accessibili quasi soltanto agli addetti ai lavori.

Prendiamo il caso dell'IMMIGRAZIONE dall'Africa e dal Medio Oriente. L'elettore medio non ha dubbi: "Aiuto, siamo invasi! i negri vengono qui a spacciare droga, ci rubano il lavoro (se per questo ce lo rubano anche i Rumeni), ci ammazzano mentre andiamo a fare la spesa...".

Questa convinzione è corroborata peraltro dal "caro leader" di turno, che per far vedere che lui è il tipo giusto spara cazzate un giorno sì e un giorno no, incrementando il tasso di ignoranza dei suoi elettori.

Questi elettori naturalmente non si sognano di informarsi. Da un po' di tempo è di moda schivare i "giornaloni" (tipo Corriere della sera o Repubblica). I talk show che vengono visti, quando vengono visti, sono quelli più guardoneschi e scandalistici. Non certo Otto e mezzo della Lilli Gruber (che peraltro ha il vizio di chiamare sempre le stesse persone).

Fra i giornali d'opinione, quelli più disponibili a informare, dati alla mano e a far parlare i competenti (filosofi, giuristi, imprenditori...) sono snobbati dagli stessi edicolanti. A Casteggio un edicolante della piazza non tiene per esempio Il Domani perché lo ritiene troppo di sinistra. Naturalmente lui ti dice con la sua bella faccia di tolla: "Il Domani, cos'è?".

Con questo scenario, non c'è da stupirsi se le questioni scottanti del momento vengono "affrontate" solo a colpi di slogan e di gesti plateali . In primis la questione dell'emigrazione.

Personalmente ho tentato di farmi un'idea del problema, sia sotto il profilo giuridico, sia sotto quello economico. Confesso che non ho ancora capito bene come stiano ralmente le cose. Questo per dire che non è facile orientarsi. E per dire che sarebbe meglio non dico "sospendere il giudizio", ma almeno evitare di spararla grossa su cose che non si conoscono.

Una volta le si chiamava chiacchiere da treno o chiacchiere da bar. Adesso sono diventate l'ago della bilancia della nostra politica.

giovedì 10 novembre 2022

PIETRA de' GIORGI e... il colore locale

Tempo fa una compita signora mi ha rimproverato perché io, in alcune pagine che avevo scritto sulla Pietra de' Giorgi dei tempi andati, non avevo reso il "colore locale". I vecchi da me intervistati erano solo delle "voci" e non testimoni di un passato, con le sue passioni, i suoi vizi e le sue virtù. Probabilmente la compita signora si aspettava di leggere delle pagine commoventi. E invece io avevo imbastito una sorta di processo alla storia, per spiegare come mai Pietra de' Giorgi, da vivace villaggio contadino fosse diventato col tempo un quartiere dormitorio di villette che si ignoravano l'un l'altra.

Oggi posso confessare che io, nelle interviste ai sopravvissuti della Pietra de' Giorgi degli anni '40 e '50 non ho mai avvertito nessuna nota "passionale". E quindi ho finito per imbastire un processo alla storia di Pietra de' Giorgi per mancanza di... "colore locale".

"Possibile che a Pietra non ci siano mai state storiacce di corna?". Mi chiedevo io guardando in faccia quelle vecchie e quei vecchi?  Possibile che a Pietra de' Giorgi, come me la raccontano questi qui, ci sia stato posto solo per il duro lavoro dei campi, il formaggio, gli alberi da frutto, i bovini e gli ovini, le strade sterrate, la guerra, la fuga verso la pianura dei giovani, alla ricerca di una vita diversa da quella, probabilmente 'grama' condotta dai loro genitori e dai loro nonni?

Ogni tanto qualcuno alludeva alle sagre e alle feste di paese. Parlava del cinema che era stato aperto dal padrone della distilleria. E poi... magari saltava fuori qualche pudico accenno alla povertà di molti abitanti di Pietra e quella frase, un po' cattolica, che suggeriva l'idea che a Pietra nessuno era mollato a se stesso e se c'era bisogno di aiutare qualcuno, beh, lo si faceva senza far tante storie.

Insomma, io con le mie interviste non ero riuscito a sollevare nessun velo. Davanti a me scorreva la storia di un paese che era stato contadino per centinaia di anni e che a un certo punto aveva dismesso i suoi bovini, i suoi ovini, i suoi alberi da frutto. Per convertirsi a una asettica coltivazione della vite. Solo e soltanto della vite. Con la maggioranza della gente che ormai lavorava giù al piano, preceduta in questo esodo dai ragazzi degli anni '50, che erano andati a fare i salumieri a Milano, le operaie nelle fabbrichette di bambole di Santa Giuletta, gli operai alla Necchi, alla Cementifera e via discorrendo.

Però una trama nascosta si intravvedeva in quei racconti. I paesani di Pietra erano quasi tutti imparentati fra di loro. Pietra era un agglomerato di famiglie, con sempre gli stessi cognomi.

A portare un po' di colore in questo grigiume c'era solo l'antenato di questa o di quella famiglia che, invece, veniva da fuori e aveva avviato una attività a Pietra. Come il padre di Roberto Torti, che prima di aprire una trattoria a Pietra, in via Moretti, aveva gestito un bar a Mornico Losana: il bar che poi sarebbe diventato quello dei fratelli Calvi, "famoso" in zona per le sue ciambelline.

In questo scenario alcuni spezzoni di storie facevano intuire un po' di vita. Era però solo un baluginio momentaneo. Come la storia di Marisa Tidone (che poi non si chiama affatto Marisa) che da ragazzina era scesa a Pietra per la vendemmia provenendo da Romagnese, ospite in casa di certi cugini. E qui aveva conosciuto il suo futuro marito.

A muover tutto, a Pietra, sembra proprio che, fin dai da tempi antichi, sia stata l'uva e il vino. Anche quando l'uva non era la regina delle valli e dei poggi (come adesso), ma era solo la coltivazione che consentiva di fare un po' di commercio e di tirar su qualche spicciolo. 






POSSIAMO DIRE addio alla GENTE PER BENE!

Di "gente per bene", o come direbbe una pubblicità dell'acqua minerale, di gente PULITA DENTRO, voi ne conoscete?

Credo che sia difficile oggi definire la gente per bene. Si tratta infatti di una categoria ottocentesca che gli avvenimenti del XX secolo hanno spazzato via. Il fenomeno dei TROLL, a cui ci hanno abituato i social negli ultimi 30 anni, a ben vedere è nato infatti prima. 

Sto pensando a una certa grettezza piccolo borghese, a quel tipo tutto particolare di opportunismo, a quel certo carrierismo di bassa lega... Lo troviamo nelle novelle di Pirandello, declinato in salsa siciliana. Lo troviamo nei film di Sordi. 
E si manifesta proprio negli anni in cui raggiunge il suo acme la retorica, l'enfasi. Prima l'enfasi sull'Italianità (il ventennio fascista), poi l'enfasi sulla morale (il trentennio democristiano).

Naturalmente le ultime tendenza della moda TROLL hanno portato una nota inedita nel fenomeno di cui stiamo parlando: la maleducazione e l'aggressività, che si spinge fino a una sorta di delirio selvaggio. Lo stesso delirio selvaggio del "tifo" sportivo.
Lo abbiamo visto all'opera, in tempi recenti, nelle esternazioni dei no vax, no mask, no green pass. Ma come non ricordare le facce dipinte di verde e le corna vichinghe di certi partecipanti ai raduni di Pontida.
Niente a che vedere con la protesta sociale, che a volte può diventare anche violenta, ma che non è ispirata dalla grettezza, dall'opportunismo. Ciò che sta succedendo oggi nei paesi mediorientali, dove si rischia la vita per affermare i più elementari diritti della persona dovrebbe bastare per stabilire qual è il confine fra "protesta" e l'antagonismo qualunquista.

Difficile orientarsi in questa brodaglia sociale dove convivono le più diverse componenti: il rancore, l'individia, l'animosità, la rivalsa sociale, l'ignoranza...
Resta il fatto che dove si afferma questo "modo nuovo" di essere in relazione con gli altri, la gente per bene viene respinta fuori dalla storia. Non fa più tendenza. Smette di essere un punto di riferimento.
"E' un galantuomo". Che espressione obsoleta!
Eppure ce ne sarebbe bisogno più che mai di gente per bene, di gente che fa il suo dovere (ormai abbiamo metabolizzato Schettino, semmai ci siamo vergognati di un gesto che non ha precedenti nella storia della marina). 
Riaffermare l'etica, lo stile della gente per bene potrebbe essere utile per far trapelare il principio che evadere le tasse è un crimine contro la società, contro il paese, contro la nazione e non è una bravata socialmente accettabile.

Va da sè che la tassazione deve essere ispirata a sani principi e non può essere un "sopruso" bello e buono come certi prelievi fiscali di cui abbiamo già parlato in queste pagine (la TARI a Pietra de' Giorgi).




mercoledì 9 novembre 2022

FIORELLA e .. il BOLLITORE

In questo periodo di incertezza (climatica, etica, politica etc) io e Fiorella, durante il giorno, ce ne stiamo nelle rispettive stanze, scaldate da una pompa di calore. Alle 17 prendiamo il the, a volte con i pasticcini. 

Peccato però che in queste ore la sala non sia riscaldata (a breve installeremo anche qui una pompa di calore), perché il riscaldamento a termosifoni, dato l'alto costo del metano, lo usiamo solo per colazione, pranzo e cena.

Portando in tavola il bollitore, Fiorella ha scoperto che funziona come un piccolo termosifone e ha cominciato a passarselo sulla schiena, lanciando urletti di gioia (gli stessi che lancia quando si immerge in una piscina termale). Io, per imitarla, ho messo le mani sulla teiera e immediatamente mi sono sentito meglio.

Morale. Di questi tempi va sfruttata qualsiasi fonte di calore.  Ovverosia: uno scaldino si nasconde dove meno te lo aspetteresti.

CONVIENE fare SCORTE?

Il mondo non si divide in bianchi, gialli, neri, rossi... Si divide in pessimisti e ottimisti. Entrambi negano di esserlo e dichiarano con faccia tosta: "Io non sono pessimista (od ottimista)... Io sono realista!".

Lasciamoli alla loro illusione. 

Io non ho difficoltà a dire che sono pessimista. E di conseguenza non credo che si tornerà, passato l'inverno, a una situazione più normale. Le vacche grasse... scordiamocele!

Caro energia... di conseguenza inflazione... crisi del circuito commerciale mondiale... da cui carenza di certi materiali e certi manufatti (es. componentistica elettronica, litio etc.). 

Quello che abbiamo sperimentato durante la pandemia con le mascherine, si riproporrà in futuro con molti materiali e prodotti. Già adesso occorre attendere mesi per avere una macchina. Nessuno fa più magazzino e quindi anche comperare una pompa di calore può diventare un problema.

Recentemente ho frequentato molto i rivenditori di materiale elettrico. Il loro mantra era: aumenta tutto! Ogni giorno devi aggiornare i listini!

Anche in farmacia è così. Un prodotto che io compero da anni per idratare il cavo orale è passato in pochi mesi da 10 euro a 13 euro.

E' l'inflazione, bellezza!

Ecco perché io faccio scorte! Ma badate bene, non sto banalmente parlando della pasta o del riso o della carta igienica. Quello che bisogna fare è perlustrare palmo a palmo la casa e individuare le apparecchiature o gli oggetti che stanno invecchiando e che presumibilmente richiederanno entro l'anno di essere sostituiti. Faccio un esempio banale: la vaschetta dell'acqua del WC. La pagavo una volta 40 euro. Di recente l'ho pagata 70 euro. Fra un anno costerà 100.

Comperata, messa da parte, in attesa di essere installata.

Le offerte speciali! Ecco il segreto. Da Euronics ho trovato a 40,00 euro una ventola a soffitto Vortice che ne costava 200,00. Euronics ha deciso di non trattare più questo prodotto e di conseguenza sta liquidando il suo il magazzino.

Comperata di corsa. La installerò fra 6 mesi.

Ma non voglio dilungarmi. Ci siamo capiti. Guardiamo al futuro con "ragionevole" pessimismo e non ci troveremo impreparati.

Gli Ucraini (intendo la gente comune) si sono organizzati in previsione del peggio da almeno sette anni. E oggi sono in grado di resistere alla spallata russa.

Bravi!

 



sabato 5 novembre 2022

LA CASA dell'ACQUA

L'acqua di Pietra de' Giorgi (intendiamo l'acqua dell'acquedotto, non quella dei pozzi) non è il massimo della vita (eufemismo). Sul mio scolavivande lascia un vistoso deposito ferroso e poi è decisamente calcarea.

Probabilmente le tubazioni sono antiche e corrose dal tempo.

Pare che l'acqua di Broni sia "meglio". Me lo ha confidato un funzionario dell'Acaop anni fa. Sembra infatti che l'acquedotto di Broni "peschi" in pozzi più profondi di quelli di Pietra.

Entrambi questi pozzi sono dislocati in pianura e, come ha documentato l'Ispra in una sua analisi recente, non c'è da stare allegri! I pesticidi e altre "schifezze" sparse sui terreni dall'agricoltura e dall'industria hanno inquinato la falda.

Sarà vera la notizia che l'acqua di Broni, rispetto a quella di Pietra de' Giorgi, proviene da pozzi più profondi e quindi meno inquinati? Non sono in grado di verificarlo. E perciò non la do per certa.

Ma se fosse vero che i pozzi di Broni sono più profondi, meglio utilizzare l'acqua di Broni. Non per berla, ma sicuramente per cucinare. Per bere, io preferisco acqua che sgorga sopra i mille metri. In altre parole, l'acqua minerale.

Ma come utilizzare l'acqua di Broni se si abita a Pietra de' Giorgi? Semplice, attingendo alla Casa dell'acqua, un gabbiotto sito in viale Gramsci che distribuisce acqua filtrata dell'acquedotto. Costo, 5 centesimi di euro a bottiglia di un litro.

Mi dicono che a Broni hanno appena inaugurato un altro "gabbiotto" in via Enzo Togni, di fianco all'edicola.

P.S. un'altra Casa dell'acqua c'è anche a Oliva Gessi, nella piazza del Comune. Ma non so come sia l'acqua dell'acquedotto di questa graziosa località.

I negozi (di una volta) a PIETRA de' GIORGI

Fino a qualche anno fa a Pietra de' Giorgi (parte di sopra) c'era una posteria con annesso forno per il pane e una trattoria: la premiata ditta TORTI, gestita da Roberto Torti e Marisa Tidone (ai fornelli). La trattoria attirava gente dalla pianura. La Micca pavese sfornata da Roberto era ambita in tutto il circondario. 

Purtroppo il lavoro logora e i due coniugi, poco prima che infuriasse il Covid, hanno dovuto chiudere baracca e burattini.

In molti qui a Pietra si sono rammaricati del fatto che i Torti non abbiano trovato qualcuno che gli subentrasse. I villaggi infelici non fanno, evidentemente, gola a nessuno.

Pensare che Pietra de' Giorgi, negli anni del suo massimo "splendore" (gli anni '50) era tutta una sfilza di negozi, che si snocciolavano senza soluzione di continuità, come un rosario, dall'attuale via Ferrari (SP 47), nel punto in cui incrocia la via Porri (SP 46), alla via Moretti (SP46) dove c'è la distilleria (ora in semi abbandono).

E c'era pure un mulino, nella piazza dell'ufficio postale, dove è stato di recente aperto (per fortuna!) un nuovo negozio di alimentari, gestito da Antonella Morini e suo marito.

Nel prossimo post nomineremo qualcuno degli antichi negozi di Pietra. Per la gioia, si spera, dei vecchi del paese.

COSA pagano di TARI gli altri

Abbiamo fatto un giro di telefonate (pardon... di messaggini) per capire cosa pagano di TARI altre persone residenti nel nord. Ecco che cosa abbiamo scoperto.


ARONA, 2 persone, 80 mq = 200,00 euro

STRESA, 3 persone, 107 mq. = 190,00 euro

ROMANO di L., 2 persone, 103 mq. = 142,00 euro

MILANO, 2 persone, 80 mq. = 235,00 euro


Come vedete, si tratta di cifre "ragionevoli" che incidono nella misura di 15,00/20,00 euro al mese. Siamo ben lontani dalla "mostruosità" di Pietra de' Giorgi:

2 persone, 91 mq = 329,00 euro.

Il responsabile comunale del tributo, da me interpellato, ha detto che l'incremento è giustificato da "variazioni del metodo di calcolo del tributo".

Balle!

Il metodo di calcolo del tributo è sempre lo stesso. Ed è uguale dappertutto.

Caso mai quello che è cambiato è il costo del servizio offerto dalla Broni Stradella srl, sulla base del quale viene calcolato il tributo. 

Al Comune compete di accettare il preventivo o di respingerlo. Non mi risulta sia mai stato "respinto".

Con le conseguenza che vediamo. Un prezzo esorbitante per un servizio decisamente MEDIOCRE (quando mai viene fatta a Pietra de' Giorgi la pulizia della strada?).




venerdì 4 novembre 2022

C'era una volta il premio Suzzara...

Suzzara, "graziosa" cittadina del Mantovano. Non lontana da Guastalla "patria" di Ligabue e da Gonzaga.

Val la pena di visitarla? Sì, per una ragione precisa. A Suzzara c'è il museo che ospita i quadri che si sono piazzati nel premio Suzzara. Un "torneo" pittorico che si è iniziato a tenere negli anni '50 e che ha visto fra i suoi concorrenti pittori come Dudreville e Ligabue. 

La giuria era composta di intellettuali (fra cui Zavattini), di contadini, di operai e di impiegati. I premi erano in natura: un vitello, un trattore etc. L'obiettivo del premio: quello di avvicinare il popolo all'arte. I concorrenti appartenevano per lo più alla corrente del realismo e del realismo esistenziale, trionfante a Milano nel dopoguerra. Correnti pittoriche coeve dei nuclearisti di Baj e Dangelo. Il soggetto era spesso il lavoro. 

Io da bambino ho personalmente conosciuto Piero e Dimitri Plescan, due realisti esistenziali. Era l'epoca in cui l'aria di Milano era ammorbata dal tanfo del carbone. C'erano ancora i gasometri di Sironi. I frigoriferi si contavano sulle dita di una mano. In compenso le macchine erano ancora poche e si viaggiava sui tram. Le gallerie d'arte e le librerie attiravano la gente come mosche. C'era vitalità, cultura, voglia di fare...  Piazza del Duomo era piena di luminarie e di notte, attorno alla statua equestre di Vittorio Emanuele II, ci si radunava per parlare di politica.

Ma perchè vi parlo del premio Suzzara?

Perché qualche lettore ha apprezzato l'immagine del blog, che è tratta dal quadro "Una merenda contadinesca" del vincitore del premio Suzzara, il pittore ligure Aurelio Caminati.

L'ENNESIMA RSA

Le RSA crescono come funghi nel comprensorio bronese e casteggino. L'ultima, che si sta apparecchiando, si insedierà nell'ex albergo SAVINI a Scorzoletta.

Parlando fra amici ci siamo trovati tutti d'accordo: le RSA sono l'ultima spiaggia. Meglio ancora, sono una spiaggia da evitare come la peste. E non certo solo per via del Covid. Nelle RSA la vecchiaia assume un aspetto penoso e precipita più rapidamente nell'oltretomba.

Esistono alternative?

Purtroppo le alternative richiedono un salto di mentalità che non è da tutti. E richiedono a contorno situazioni che non sono alla portata di tutti (una case senza ostacoli architettonici, una famiglia allargata, risorse economiche e buona volontà...).

Un giorno ne parleremo. Posso solo antipare un concetto: meglio trascorrere la vecchiaia a casa propria, fra le proprie cose, guardando paesaggi familiari. Possibilmente in un contesto allegro e rasserenante, con bambini, gatti, cani e qualche fantasma che aleggia nel sottotetto.


P.S. In questa zona ciò che non manca sono: le RSA, i Supermercati, la Logistica. Le cose che mancano sono invece tantissime. Una per tutte: la voglia di migliorare, la voglia di fare progetti per il futuro, la voglia di essere generosi...


UNO "SQUILIBRATO" si aggira per PIETRA de' GIORGI

In certe ore del giorno è possibile incontrare branchi di cinghiali nei vigneti ai margini dell'abitato di Pietra de' Giorgi. In certe ore del giorno le macchine che scendono in pianura rischiano di tirar sotto uno scoiattolo, un leprottino o un capriolo. 

A tutte le ore del giorno e della notte può capitare di incocciare, in via Moretti, in uno "squilibrato" che inneggia al Duce, urla dietro i suoi vicini, distrugge vasi di fiori e se la prende con i Rumeni.

Ultimamente, purtroppo, Pietra ha "guadagnato" qualche new entry che avremmo preferito non guadagnare. 

Il Covid ha portato "sangue nuovo". Ma non del migliore, sembrerebbe...

Dalle parti di via Porri si sontono uluare dei cani... Qualcuno dice che si tratta di un "allevamento". In tal caso è un allevamento clandestino.

Chi vigila su Pietra de' Giorgi?

A parte il suo santo Patrono, ci risulta che non vigili nessun altro!

UN BALZELLO ECCESSIVO

PERCHE' PAGHIAMO cosi TANTO  di TARI 

a Pietra de' Giorgi?

TARI = Tassa sui rifiuti. E' commisurata alla superficie della casa e al numero degli abitanti.


Sembra molto semplice. Non è vero? Meno semplice da capire è perche la TARI a Pietra de' Giorgi continui di anno in anno ad aumentare e quest'anno abbia raggiunto una cifra da capogiro. 


TARI 2014 >      95,00 euro

TARI 2015 >     100,00 euro

TARI 2016 >     210,00 euro

TARI 2017 >     207,00 euro

TARI 2018 >     210,00 euro

TARI 2019 >     219,00 euro

TARI 2020 >     219,00 euro

TARI 2021 >     264,00 euro

TARI 2022 >     329,00 euro


Gli importi su citati si riferiscono a una casa di 91 mq abitata da 2 persone. Un nucleo familiare minimo, quindi. Un nucleo familiare che non è corretto SPELARE in questa maniera.

PERCHE' (in) FELICE?

Il villaggio (in) FELICE è Pietra de' Giorgi, nell'Oltrepo pavese. Ma potrebbe anche essere Rovescala o un altro paese del vino. 

Sono tutti villaggi che erano popolosi e attivi fino a 50 anni fa e che sono diventati nel corso del tempo villaggi "fantasma". Se si guarda dalle finestre di uno dei tanto ruderi che compongono questi villaggi si vedono interminabili filari di viti e qualche raro boschetto, qualche canneto. In questa campagna, che una volta era una campagna a tutti gli effetti, domina oggi la monocoltura. La campagna è diventata una "fabbrica" e gli uomini sono stati sostituiti da macchinari (ultimi arrivati quelli che fanno la vendemmia).

Può essere un Villaggio di questo tipo un Villaggio FELICE?  Sicuramente no! Il Villaggio "fantasma" di cui stiamo parlando è un borgo senza futuro, in inarrestabile calo demografico, con una popolazione in prevalenza di vecchi.

Potrebbe questo Villaggio infelice diventare un Villaggio FELICE?

E' tutto da vedere.

Sicuramente perché diventi un Villaggio Felice occorre un PROGETTO. Bisogna darsi da fare sul serio. Bisogna volerlo fare. Le difficoltà sono gigantesche. Ma la sfida è sicuramente interessante...



SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...