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lunedì 14 novembre 2022

Dopo i CINGHIALI, adesso abbiamo i LUPI!

E' ufficiale. A Pietra de' Gorgi ci sono i lupi. Per consolarsi alcuni dicono: "Si tratta solo di una famigliola; babbo, mamma e figlioli (due)". Come a dire: sono inoffensivi, via!

E' piuttusto strano che dopo secoli a raccontarci favole sui lupi cattivi (avete presente Cappuccetto rosso?) adesso si dica: "I lupi all'uomo non fanno niente... Lo rispettano".

Sarà! Intanto mi dicono che a Montalto i lupi se so magnati un cane, lasciando quello che c'era attaccato alla catena (cioè il povero cane) tutto spolpato.

Allora. Primo non sto parlando a vanvera. Cito quanto riferitomi da due vignaioli che hanno le viti nella valle sotto il cimitero. La valle dove lì vicino una volta c'era la famosa Pescaia di Pietra de' Giorgi.

Sono fonti entrambe molto attendibili. E poi, Fiorella l'altra sera, verso le 19, ha visto un cane grigio vicino al cassonetto di via Ferrari. "Poteva essere un lupo o fors'anche una volpe..". 

Fiorella è molto ferrata in botanica, ma lo è meno in zoologia.

Tuttavia bisogna prestarle fede. Quel canide era sospetto.

Temo fortemente che quel canide se possa aver magnato i gatti della via. Quei bei gattoni cicciottelli che vengono a pranzo e a cena da me, dalla mia vicina Daniela e da altre due coppie che hanno casa in via Ferrari. Si tratta di una gatta siamese (da me ribattezzata Putin), di una gatta bianca, un po' lagnosa, e di un bel maschio tutto nero. Girano nel nostro giardino alle ore piccole e contrastato l'orda dei topi.

Questi gatti avevano una casa, sul colle che domina il paese. Ma hanno preferito andarsene via e vivere alla giornata. Tanto, c'è molta brava gente disposta a nutrirli e ogni tanto a concedergli una saporita dormita sul divano. In cambio di qualche topo morto ammazzato e depositato sullo zerbino di casa.

Se al bilancio della nostra comunità ci aggiungiamo anche quel tipo che ogni tanto spara (si spera che spari in aria) e che abita nella Pietra di sopra (in che via? onestamente non lo so), beh allora possiamo dire che siamo pronti per veder girare gli zombi nel nostro Villaggio.

Amen!



sabato 12 novembre 2022

POZZI: tutta acqua SPRECATA!

Passegiando nei dintorni di Pietra de' Giorgi vi sarete sicuramente accorti che questa località nasconde nel sottosuolo numerose falde acquifere. Basta guardare quanti sono e come sono folti i CANNETI che si trovano un po' dappertutto. Per esempio lungo la strada che porta a Cigognola o lungo quella che va a Mornico. Appena fuori paese.

Ma se sono numerosi e folti i canneti, ci sono anche dappertutto dei vecchi pozzi. Naturalmente sono in disuso. Ma ci scommetto che sotto c'è acqua da vendere. Uno dei più belli è quello che si trova in prossimità del trivio che conduce da un lato a Mornico e dall'altro in Costa Grossa. Uno punto fra i più freschi di Pietra de' Giorgi.

Avete sentito parlare della siccità? Immagino di sì. E avrete senz'altro visto in che penose condizioni versava il Po quest'estate.

Bon. Io non dico di tornare ad utilizzare l'acqua dei pozzi. Probabilmente c'è tutta una legislazione che lo proibisce. Chi ne sa più di me, parli!

Però forse bisognerebbe "includere" nel discorso sulla siccità, che viene portatto avanti dai Media, anche il discorso dei vecchi pozzi contadini e delle vecchie falde, che attualmente sono del tutto ignorate e inutilizzate.

Qualcuno ha proposto di valorizzare i fontanili, che "solcano" la pianura padana, soprattutto nel milanese. Se n'è parlato sui giornali, quest'estate.

Dopo di che ... silenzio stampa!

Anche questo è un modo per .. non costruire il futuro.




COSA diventerà PIETRA de GIORGI in un non lontano FUTURO?

 

Io non ho la palla di vetro, ma credo di poter azzardare l'ipotesi che la Pietra de' Giorgi che continuerà ad esistere non sarà la Pietra de' Giorgi del centro storico, già fin da ora in stato di penoso abbandono. Sarà la Pietra de' Giorgi delle case fuori paese, cioè delle villette unifamiliari.

Peccato che queste case non siano in grado di creare una realtà di Villaggio, anche se nella maggior parte dei casi sono abitate da Predalini.

Vediamo di conoscere un po' più da vicino la realtà di questo "tessuto" urbanistico che è venuto su in tempi abbastanza recenti e che, come abbiamo già detto, non c'entra niente con la Pietra de' Giorgi originaria.

Una prima considerazione. 

Tutte queste villette appartengono a persone  che dopo aver emigrato per necessità o per scelta, lasciandosi alle spalle una casa fatiscente in paese, sensibili al richiamo del cuore hanno deciso da vecchi di tornare sui loro passi, costruendo alla periferia del paese una casa più confortevole di quella originaria.

Un caso per certi versi esemplare è quello di Angelo Manfredi, che dopo aver tentato, giovanissimo, la sorte voltando le spalle al lavoro dei campi e aprendo bottega a Milano, da anziano è tornato nel villaggio natio. Ma non si è sognato di andare a vivere nella vecchia, angusta, abitazione di famiglia e si è fatto costruire una villa fuori paese, sulla strada per Mornico. 

Un altro caso significativo è quello di Maria Giulia Mezzadra. Il nonno originario di Cava Manara, si era installata in un complesso rurale situato al principio della via Moretti, la via che conduce alla distilleria. Una via stretta, che un tempo era un sentiero. Nel 1959 il padre di Maria Giulia, decidendo di ritirarsi, vende il rustico e costruisce una villetta panoramica su due piani in via Ferrari, nel tratto che scende verso la chiesa di Castagnara.

Oggi il "rustico" di via Moretti, che un tempo aveva anche una stalla e diversi locali di lavoro,  è uno dei pochi edifici del centro storico che è stato restaurato e trasformato in casa d'abitazione.

Anche Peppino Astranti, portalettere in pensione di Pietra de' Giorgi, abitava in una delle case minime del "centro storico". Anche lui a un certo punto ha deciso di vivere in un ambiente più confortevole e si è fatto costruire una graziosa villetta in via Ferrari, subito fuori paese.

Un'altra predalina la cui famiglia abitava nel "centro storico", Renata Ferrari, adesso abita col marito a Milano. Ma possiede un villone alla periferia di Pietra che è stata costruita  negli anni '70 in uno stile che a me piace definire alla Cormayeur. Per mantenere in buone condizioni questa casa decisamente impegnativa, lei e il marito vengono su spesso a pulirla e a farci dei lavori. Oltre all'orto coltivano, a livello amatoriale,  qualche vigna.

I casi citati appartengono tutti alla Pietra de' Giorgi di sopra, quella dove è situato il Comune. Ci sono però tutto attorno parecchie frazioni, alcune in collina (come Pecorara) altre al piano (come Scorzoletta).

Le frazioni più antiche, un tempo più importanti di adesso, versano in uno stato di abbandono simile a quello del capoluogo. Altre, invece, sono più simili al villaggio delle villette di cui abbiamo parlato. Sono frazioni fatte di casette unifamilari sorte abbastanza di recente, mediamente anonime, quasi tutte dislocate lungo la strada provinciale 198 che collega Broni con l'entroterra di Rocca de' Giorgi.

E il Covid? Il Covid ha inciso in qualche maniera sulla vita di questa antica comunità di contadini vignaioli?

Rispetto ad altre località, che hanno visto un massiccio trasferimento di cittadini  per lo smart working, Pietra de Giorgi è stata appena sfiorata da questo fenomeno. 

Qualcuno però è venuto su perché attratto dal paesaggio e dalla quiete. Si segnala in particolare il caso di Daniela Barosi, una distinta signora di origini milanesi, che ha vissuto a lungo in Toscana e che un anno fa ha deciso di prendere in affitto un'abitazione "secolare" situata al confine fra il centro storico e la periferia delle villette, dove vive con un gatto ... anziano quasi quanto il paese.

La casa è stata sommariamente restaurata e certo non può ambire ad essere un esempio di riqualificazione urbanistica.



  



sabato 5 novembre 2022

I negozi (di una volta) a PIETRA de' GIORGI

Fino a qualche anno fa a Pietra de' Giorgi (parte di sopra) c'era una posteria con annesso forno per il pane e una trattoria: la premiata ditta TORTI, gestita da Roberto Torti e Marisa Tidone (ai fornelli). La trattoria attirava gente dalla pianura. La Micca pavese sfornata da Roberto era ambita in tutto il circondario. 

Purtroppo il lavoro logora e i due coniugi, poco prima che infuriasse il Covid, hanno dovuto chiudere baracca e burattini.

In molti qui a Pietra si sono rammaricati del fatto che i Torti non abbiano trovato qualcuno che gli subentrasse. I villaggi infelici non fanno, evidentemente, gola a nessuno.

Pensare che Pietra de' Giorgi, negli anni del suo massimo "splendore" (gli anni '50) era tutta una sfilza di negozi, che si snocciolavano senza soluzione di continuità, come un rosario, dall'attuale via Ferrari (SP 47), nel punto in cui incrocia la via Porri (SP 46), alla via Moretti (SP46) dove c'è la distilleria (ora in semi abbandono).

E c'era pure un mulino, nella piazza dell'ufficio postale, dove è stato di recente aperto (per fortuna!) un nuovo negozio di alimentari, gestito da Antonella Morini e suo marito.

Nel prossimo post nomineremo qualcuno degli antichi negozi di Pietra. Per la gioia, si spera, dei vecchi del paese.

SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...