domenica 6 aprile 2025

Forse SEMPLIFICHIAMO troppo e bisognerebbe cominciare a RAGIONARE

Ci sono alcune SEMPLIFICAZIONI che sono utili. Ma sono utili nel corso di una manifestazione di piazza, dove non puoi certo metterti a fare dei distinguo. Il PATRIARCATO è una di queste. Come negli anni '60 gli slogans urlati contro l'Imperialismo (un concetto figliato da Lenin) o contro le Multinazionali.

Certo, c'era una base di vero in queste semplificazioni. E ancor oggi siamo in balia delle Multinazionali. Mentre l'Imperialismo si è spaccato in più tronconi e "sfarfalleggia" da est a ovest e da nord a sud. C'è l'imperialismo russo, quello ottomano, quella israeliano, quello cinese, e per finire, l'odiato intramontabile imperalismo yankee.

Tornando al Patriarcato, è evidente che solo i sempliciotti possono far propria questa chiave di lettura per spiegare i reiterati femminicidi di casa nostra. Se per Patriarcato, beninteso, si intende il vecchio, millenario dominio dell'uomo sulla donna, che ancora oggi viene riproposto da certi implacabili e impuniti regimi oscurantisti.

Questo vecchio e millenario dominio, da noi è tramontato, anche se non da molto. Diciamo che ha cominciato a sgretolarsi da qualche decennio, sotto la spinta combinata di diversi fattori, fra cui a mio parere - non ultimo - le migrazioni interne degli anni '50 e '60, che hanno fatto saltare il dispotismo di villaggio (spesso fomentato dal clero). Si trattava di un potente strumento di controllo sociale che con la desertificazione delle campagne e delle zone interne ha ricevuto un duro colpo. Difficile infatti riproporre certi schemi patriarcali nelle periferie industriali del nord Italia (riguardate a questo proposito il film Romanzo popolare di Monicelli, con Ugo Tognazzi e Ornella Muti, 1974).

Ma allora i femminicidi?

Vi invito a questo proposito a leggere l'inchiesta del Domani (6 aprile) sul tema delle pulsioni violente degli uomini. 

Ebbene, solo il 3 per cento degli uomini over 65 anni trova giustificabile picchiare una donna. Mentre  ha meno scrupoli il 24 per cento dei giovani e il 12 per cento degli uomini di mezza età.

D'altronde che la gioventù di oggi sia una gioventù VIOLENTA e per certi versi squadrista è confermato dalla cronaca di tutti i giorni. Che peraltro visualizza soltanto la punta dell'iceberg. Perchè episodi come il bullismo o il girare armati di coltello sono diffusi in modo molto più capillare di quanto appaia dalla cronaca nera. Ultima forma che ha assunto questa violenza di branco la caccia al maranza che si sta scatenando nel vicentino e dintorni, fomentata da anni di messaggi di odio (leghisti) contro gli immigrati. 

Intendiamoci. La riforma del diritto di famiglia, che sancisce la parità fra uomo e donna e manda in soffitta la potestà maritale e la patria potestà risale al 1975 (legge n. 151). E solo nel 1981 viene abolito (legge 442) il delitto d'onore e il matrimonio riparatore. La classe politica italiana intrisa di clericalismo non aveva permesso che fosse applicato il dettato costituzionale sulla parità di genere (articolo 3). E solo con il referendum sul divorzio del 1974 era stata costretta ad abdicare, prendendo atto della nuova sensibilità maturata nella società civile (peraltro non dimentichiamoci che il NO alla proposta di abrogare l'istituto del divorzo aveva trionfato con il 59,3% dei consensi. In altre parole il 40,7 per cento degli Italiani si era dichiarato a favore della insolubilità dell'unione matrimoniale).

Ribadito questo (cioè ribadito il fatto che le istanze egualitarie da noi sono un portato recente), i fatti di questi ultimi anni, che vedono come protagosti quasi esclusivamente i giovani, suggeriscono l'idea che la chiave di lettura del PATRIARCATO non chiarisca il fenomeno dei femminicidi. Anzi, per certi versi rischi di essere una chiave di lettura fuorviante.

Si è parlato tanto di crisi del maschio. Orbene, se è comprensibile che un settantenne (cresciuto in un'ottica patriarcale) possa disapprovare il comportamento emancipato della figlia o della nipote, le cose si fanno più complicate quando ad alzare il coltello è un giovane di vent'anni. Che non ha respirato l'aria viziata del conformismo clericale degli anni '50.

Ma che aria respirano i giovani di oggi e nello specifico che vissuto hanno circa i rapporti fra i sessi e più in genere i rapporti fra le persone?

A giudicare dai comportamenti messi in atto dalle ultime generazioni, si direbbe che l'aria che questi ragazzi e queste ragazze hanno respirato è un'aria TOSSICA  ed è tossica quanto se non di più dell'aria che si respirava ai miei tempi, quando l'ideologica  patriarcale, per quanto agli sgoccioli, era ancora ben radicata nel tessuto sociale.

O kappa. Ma Tossica quanto? Tossica come? Tossica perchè?

Ecco, queste sono le domande che non possiamo non porci a fronte dell'ondata di violenza che sta travolgendo le giovani generazioni. Una ondata di violenza che ha tutti i crismi di qualcosa di nuovo, di qualcosa di inedito. E che sarebbe semplicistico ricondurre banalmente alla permanenza di modi di pensare e di sentire vetero patriarcali.

I comportamenti messi in atto dai ventenni (non tutti, per fortuna) mi fanno pensare che  la cultura giovanile delle ultime generazioni sia scivolata su una china perversa, caratterizzata dalla violenza, dal disprezzo, dall'uso dell'altro, dalla mancanza di rispetto. Una cultura che si ispira a modelli gangsteristici, in cui l'uomo è un guerriero e la donna viene declassata al rango di ricompensa del guerriero dominante. Lo stesso modello che ispira, se vogliamo, la nuova amministrazione americana, intrisa di bullismo travestito di nazionalismo.

Ricordate gli attacchi che riceveva qualche anno fa Laura Boldrini, in veste di presidente della Camera? Erano attacchi ignobili, squallidi, che miravano soprattutto a screditare l'etica della tolleranza e dell'inclusività. Fu allora che si fece strada il termine dispregiativo buonismo, con il quale si voleva ridicolizzare l'approccio di sinistra al tema dell'immigrazione (della sinistra, ma non certo del ministro DEM Marco Minniti). 

Oggi il buonismo è finito in soffitta e al suo posto trionfa il cattivismo. Il cattivismo, tanto per restare alla cronaca più recente, di coloro che considerano "subumani" gli abitanti della striscia di Gaza e che come tali non meritano di sfamarsi, di essere curati, di avere un tetto sopra la testa. In buona sostanza... di vivere!



venerdì 4 aprile 2025

DOVE si nascondono i GIOVANI carini e INTELLIGENTI?

Nella mia ricerca spasmodica di una caffetteria comme il faut (problemino di cui ormai siete tutti informati) incoccio in una serie di ragazze che definire oche starnazzanti è un complimento. Sono le nuove leve dell'Oltrepo, raccattate non si sa dove. Su un marciapiedi? In una discoteca? Magari banalmente in un centro fitness...

Vestono in modo da sbatterti in faccia la loro mercanzia. Il che sarebbe anche il meno. Ma soprattutto parlano, parlano senza mai smettere. In genere dei loro problemi personali. E lo fanno, urlando. 

Mettere le cuffie è inutile. Nel locale non c'è il wifi. Peccato, perchè i tavoli e le sedie sono carini, invitano alla sosta. E ci sono pure due o tre stanzette appartate. Ma la voce della "ragazza" arriva ovunque e ti manda di traverso il fagottino vegano (che peraltro è una schifezza). Per cui scappi via senza essere riuscito a leggere dell'ultima cagata fatta da Trump e del come Victor Orban continui a metterla da quelle parti all'Unione europea, senza che la von der Leyen accenni a una minima rimostranza.

Attenzione però. L'altro giorno ho incontrato una fata turchina!

Essendo il compleanno di Fiorella ero andato in una profumeria di quelle che hanno tutto. Sapevo che facevano delle offerte interessanti. Ma non mi aspettavo di trovare una tale deliziosa commessa. Carina, esile, giovane. Ma soprattutto competente, capace di usare gli aggettivi e capace di capire le mie esigenze.

Ne sono uscito non solo con il cadeau. Ma soprattutto con una intima sensazione di pace e di gioia serafinica. Ma allora non tutto è perduto!

Oggi sono stato tentato di tornare da lei, per chiederle: "Scusi, ma lei come nasce?". Una locuzione cagliaritana piuttosto volgarotta che sta a sinignificare: da che famiglia proviene? che studi ha fatto?

Poi ovviamente ho rinunciato, per paura di passare per un vecchio satiro. Spero solo che la ragazza abbia un futuro luminoso. Lo merita.

Quanto alle altre, mi dispiace che siano così dozzinali. Ma credo che sia impossibile riportarle sulla retta via. Che poi, questa retta via non esiste più. La carineria non è più coltivata in nessun luogo. Il nuovo stile è quello che viene praticato dal nostro Presidente del Consiglio: caciaroso, offensivo, maleducato. E poi si scandalizzano che il vecchio Prodi abbia detto a una giornalista: "Ma lei ce l'ha il senso della storia?". Ecco, Prodi ha osato fare quello che io non me la sono sentito di fare. Cioè afferrare una ciocca di capelli della barista e dirle: "Cocca! Abbassa il volume!".

P.S. Non escludo che qualche femminista ravvisi nelle mie esternazioni una puntina di vetero sciovinismo maschile....


martedì 1 aprile 2025

SIAMO ARRIVATI al CAPOLINEA

Sono anni che io, nel mio piccolo, sollevo il problema degli ANZIANI. Che sono una bella grana, non nascondiamocelo. Ma sono una grana anche perché nessuno è preparato ad affrontare il problema. E soprattutto non c'è la volontà di alleggerire il carico delle famiglie.
Pietra de' Giorgi in questo è un bell'esempio di politica OMERTOSA, cioè di una politica che fa finta che il problema non esista. Ho personalmente conosciuto una sorta di assitente sociale, che si divide fra Pietra e altri Comuni. L'impressione è di una persona che si sbatte. Ma dietro di lei c'è il deserto. Perchè non si tratta tanto di affrontare singole emergenze (sanitarie e abitative), quanto di creare le condizioni perchè gli anziani, anche quando non sono in emergenza, possano poter far conto su un ambiente  accogliente e stimolante, adatto a loro. Ma qui a Pietra, si sa, non esiste neanche un luogo in cui incontrarsi. Prima c'era la trattoria-bar-panetteria Torti. Da quando questa ha chiuso, ci sono solo due panchine, poco confortevoli sia in inverno sia in estate.

Per descrivere la situazione discriminatoria nei confronti degli anziani hanno coniato un nuovo termine: Ageismo.
Ben venga, se serve a far luce sul problema. Ci spero poco... ma è già qualcosa.
D'altronde la società italiana è omertosa un po' su tutto. Sulla Stampa di oggi c'è un articolo che racconta la fuga dei giovani più preparati dall'Italia. Altro che problema immigratorio, del quale si fanno paladini i nostri politici peggiori. Qui c'è un problema emigratorio piuttosto serio. Del quale non gliene sbatte niente a nessuno! Siccome non colpisce la fantasia malata di tutti quelli che si preoccupano per l'arrivo dei profughi, allora il problema non esiste. Non è un problema di sicurezza, di ordine pubblico. E' un problema che riguarda direttamente il futuro del nostro paese. Ma fa niente. Certe menti in formato ridotto non ci arrivano. E quindi la fuga dei cervelli non "è in agenda!". Come non è in agenda il benessere degli anziani. Che poi vuol dire quello delle famiglie.

Io mi considero un anziano privilegiato, malgrado non sia un anziano ricco. Ma la mia pretesa di ritagliarmi qualche piccolo diversivo innocente, come leggere il giornale in santa pace in un locale confortevole, viene quotidianamente vanificato da tanti piccoli, stupidi inconvenienti.  Per essere sicuro di poter leggere il Domani mi tocca telefonare all'edicolante di Broni entro le otto di mattina e prenotarlo. Se mi sveglio più tardi, non c'è verso di trovarne una copia in giro neanche a pagarla a peso d'oro. Naturalmente non cè da contare sul fatto che il distributore fornisca qualche copia in più. Macchè. Il distributore probabilmente ha le rotelle arrugginite. E poi abbiamo paura dell'intelligenza artificiale! Se l'intelligenza umana è questa, ben venga l'IA!
Ma non è finita. A Broni ogni due per tre chiudono il centro. Perché ci sono le giostre, il pattinaggio, il mercato del venerdì e della domenica, gli ambulanti di Forte dei Marmi...
Ergo raggiungere il bar confortevole (nel mio caso Civardi) diventa impossibile per uno come me che ha qualche problema deambulatorio.Prima andavo da Chocolat, sulla statale 10. Ma Chocolat aveva il vizietto di tener aperto a capocchia. Cioè di chiudere quando gli girava. Per cui ci ho messo una pietra sopra.
Dico io... perchè non avete il coraggio di trasformare il centro di Broni in una Zona a Traffico Limitato? Sarebbe più onesto. Invece così, scendendo da Pietra de' Giorgi, uno non sa mai cosa può incontrare. E a volte è costretto a raggiungere Stradella e il bar dell'Slunga. Anche qui però non è detto che riesca a trovare il Domani. Perchè il distributore, come abbiamo appurato, ha le rotelle arrugginite. Ergo centellina le forniture a capocchia.

Sono problemi da poco. Ma di cosa vive un anziano? Vive proprio di questo. Se gli rendi la vita difficile in queste piccole cose, è come aver tolto il biscotto di bocca a un bambino. Poi c'è anziano ed anziano. Qualcuno ce la fa ancora a coltivare l'orto. Qualcuno invece rimbambisce davanti alla televisione. In tutti i casi l'anziano è un "terminale", anche se non ha una male terminale. E quindi il ragionamento implicito è: "Ma cosa rompe, questo qui?".

Brutta storia. L'anziano sarà pure un terminale. Ma la nostra società non è messa meglio. E se una società è terminale, il problema riguarda tutti: giovani, meno giovani e vecchi.

AMEN


SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...