mercoledì 7 dicembre 2022

FARE la POETESSA a Pietra de' GIORGI

Oggi voglio farvi un "omaggio floreale" e perciò pubblico una poesia che è stata scritta un bel po' di anni fa da una ragazza (oggi non più ragazza) di Pietra de' Giorgi. Lei me la mandò così, fra il dire e il fare, e non ha mai concepito l'idea che io potessi pubblicarla. Ma siccome non faccio il suo nome, non mi sento in colpa. Se poi lei mi autorizza, vi dirò chi è la brava poetessa. 


LA REGINA DELLA PATTUMIERA
E’ insito nella mentalità comune che la Donna sia regina della Casa.
Chiudi gli occhi e già la vedi nella sua reggia dorata:
cibi prelibati, piatti “brillantati”, dentifrici tappati, bagni disinfettati. 
Ma,  come dice il proverbio,”non è sempre  tutto oro quello che luccica”:
 
Status: single
Età:33 anni
Genere: femminile
Apro gli occhi:
 
INGRESSO/STUDIO
In un’esplosione d'arancio (pista ciclabile per ragni allegrotti) l'ordine maniacale dei miei libri suona 
come un canto stonato di fronte ai mozziconi, ascoltatori insofferenti nel teatro di un posacenere gonfio.
Litiga sulla scrivania una tessera TIM RICARICA con una moltitudine di scontrini illustrati dai miei
pensieri bagordi.
Il cavo dell'auricolare tenta di strozzare un malcapitato scatolino di filo interdentale
(ma che cacchio ci fa sulla scrivania?..bah).
La stampante non risponde e vomita di tanto in tanto fogli con grosse chiazze di inchiostro nero
(si sarà avvelenata con le nuove cartucce a basso costo?).
Rimane immobile il bidone aspiratutto (segno evidente dell' intenzione di pulire
(per ora rimasta solo intenzione).
Nessun oggetto accenna un minimo riflesso di luce (un po’ come i vampiri,che non hanno ombra), 
tutti sono rinchiusi in un cappotto di polvere (suderanno lì sotto?..è giugno).
 
CUCINA
In un’esplosione di giallo ocra, una piramide di pentole chiazzate impera su un lavandino 
che ha perso la sua lucentezza dietro nuvole di calcare impertinente.
Sul tavolo la bottiglietta (vuota) di birra chiede a quella
(vuota) dell'acqua “che ci fa” accanto a loro una scatola di front line mentre il cartone della pizza 
chiede al piatto se il cesto da cucito di stoffa l'ha invitato lui a pranzo;
una spoletta teme la grattugia mentre un vanitoso stabilo boss
ammira la sua immagine riflessa in uno specchietto tondo.
 
CAMERA DA LETTO 
In un’esplosione di rosso granata, abbaiano quattro scatole di scarpe semi aperte.
Lava di panni misti cola dal vulcanico cassettone che ride dei bubboni di un letto sfatto, 
dentro i quali insoliti oggetti giocano a nascondino (tana!!!ho visto il  telecomando!).
Mio padre dichiara che oggi mangia a casa sua: leggo nei suoi occhi il terrore di prendersi il tifo.
Guccini urla che “Dio è morto”.
Io ribatto (cantando) che magari si è semplicemente perso in questo casino 
e che, una volta fatte le pulizie salterà fuori vivo e vegeto.

Oggi mi sento la regina della pattumiera!!!

martedì 6 dicembre 2022

STALKERAGGIO FELINO

Conoscete già la gatta siamese PUTIN e la BIANCHINA. Sono due gatte rivali che si aggirano in via Ferrari, attingendo al Macdonald di Daniela e al mio. Provengono entrambe da un villone situato su un poggio che si affaccia su via Ferrari. Non pensate che nel villone si torturino i gatti. Con tutta probabilità li si asfissia con le coccole ed è il motivo per cui le due gatte se ne sono andate, preferendo la vita randagia (assistita).

Ultimamente la conflittualità fra le due micie è cresciuta a dismisura e la Bianchina assale la sua rivale appena la vede. Così, alla brutta. Senza far precedere l'assalto dalle solite circospette mosse gattine e dai soliti miagolii di "presentazione".

Il paradosso è che a vincere nella tenzone, o, per lo meno a darle di santa ragione è Putin, che spesso ha ciuffi di pelo bianco addosso. Ma questo non impedisce a Bianchina di assaltarla.

In che cosa consiste il problema?

E' presto detto. Pur essendo perfettamente in grado di difendersi e di menare sberle e unghiate, Putin non è una Stalker, mentre Bianchina lo è. Ciò significa che Putin, pur essendo "militarmente" più attrezzata, subisce psicologicamente la Biachina e dunque non la contrasta, ma si limita a schivarla.

E' il contrario di quello che è successo in UCRAINA, dove lo stalker Putin (quello vero) non ha per niente intimorito gli Ucraini. Anzi, ha rinvigorito il loro patriottismo, consentendogli prima di non subire l'aggressione russa, poi di contrattaccare.

Purtroppo lo "schema" che abbiamo descritto si ripropone pari pari in molte situazioni di coppia, dove l'aggressivo di turno (in genere un maschio) induce una sottomissione psicologica nella vittima. La quale, se volesse, potrebbe tranquillamente prevalere: con un calcio ben assestato, con una martellata o con una denuncia ai carabinieri.

Ma il più delle volte non fa niente, limitandosi, quando va bene, a parare i colpi.


venerdì 2 dicembre 2022

PAESAGGI ITALIANI

Due anni fa ho fatto una girata nel mantovano e nel parmense. Volevo visitare alcune piccole località ricche di arte e di storia. Prima tappa Fontanellato (Labirinto della Masone), poi Suzzara (Museo del premio Suzzara), a seguire Pomponesco (uno dei borghi più belli d'Italia), poi Salsomaggiore Terme e per finire Castell'Arquato.

Nel seguire questo percorso mi sono trovato diverse volte a fare anda e rianda sulla tangenziale di Parma e in quei momenti ho realizzato che l'Italia è fatta di due distinte realtà: i piccoli borghi a vocazione turistica (come Pomponesco) e le periferie delle città, dove fluisce ininterrotto il traffico di quelli che sono chiamati in modo appropriato i "bisonti della strada". Ve a dire i TIR che trasportano le merci da est a ovest e da nord a sud.

In realtà l'Italia è più complessa. L'itinerario che stavo seguendo suggeriva quella semplificazione. Ma  accanto ai piccoli borghi e alle tangenziali ci sono le città, quelle "piccole", come Faenza e Forlì; poi quelle "medie", come Parma, Modena, Pavia... poi quelle "grandi" come Torino. Infine ci sono i "dormitori", che possono essere delle cittadine come Rozzano oppure dei villaggi come Pietra de' Giorgi. 

Probabilmente semplifico anche adesso. Diciamo che questa catalogazione ha il vantaggio di farti cogliere a colpo d'occhio la stridente contraddizione fra realtà "povere" e "passive" come Pietra de' Giorgi e realtà cresciute in modo abnorme e disordinato come le periferie e gli snodi autostradali, dove regna imperturbata la logistica.

Il bello è che queste realtà agli antipodi si trovano dislocate a una manciata di chilometri di distanza le une dalle altre.

Qui a Pietra de' Giorgi siamo in un "dormitorio" di campagna a prima vista tagliato fuori dal mondo, senza servizi, luoghi di ritrovo, luoghi di incontro (gli unici incontri avvengono in occasione di un funerale o di un matriimonio). Ma a cinque chilometri da qui c'è la nuova logistica di Stradella e poco più in là c'è il grande polo logistico di Castel San Giovanni, con Amazon.

La coesistenza è storica e geografica contemporaneamente. Geografica: da una parte il mondo della collina con le sue strade approssimative a una carreggiata e mezzo; dall'altra la pianura con le sue autostrade. Coesistenza di realtà storiche diverse: il passato contadino in estinzione e il presente del commercio internazionale.

Girando in mezzo a questi paesaggi la domanda che viene spontanea è: "Ma chi glie lo fa fare di vivere in questi posti?". Mi riferisco soprattutto alle brutte località che costituiscono il paesaggio della bassa lodigiana, cremonese, mantovana, piacentina etc. etc. Dove anche le strade provinciali sono tutto un via via di TIR.

La stessa cosa si potrebbe dire di chi vive in un "avamposto" collinare come Pietra de' Giorgi. "Chi glie lo fa fare?".

In Italia esistono per fortuna località bellissime, che non condividono le brutture del paesaggio "commerciale" o lo stato di abbandono di certo paesaggio collinare. 

Chi vive a Lucca o a Forlì vive in uno scenario da operetta. 

Magari non saranno neanche lì tutte rose e fiori. Ma intanto in questi centri ci sono bei palazzi, belle vie, bei negozi, c'è animazione, gente che passeggia, gente che gira in bicicletta... 



QUALI PROGETTI per PIETRA de' GIORGI?

E' arrivato il momento di cominciare a pensare al futuro. Ovverosia: cosa possiamo immaginare per Pietra de' Giorgi?

Non a caso ho usato il termine "immaginare". 

Qui si tratta di fare uno sforzo di fantasia, per proiettarsi "oltre" le solite banali dichiarazioni programmatiche delle liste che si presentano alle elezioni amministrative. 

Fantasia non significa tuttavia mancanza di realismo. E realismo non significa di per sè disfattismo.

REALISMO Innanzitutto vuol dire rendersi lucidamente conto della "realtà" di Pietra de' Giorgi. E non parlo delle risorse finanziarie del Comune, che sicuramente non sono tali da suggerire scenari di gloria.

Realismo significa prendere atto che Pietra de' Giorgi probabilmente non avrà mai una inaspettata RIPRESA economica. Ma probabilmente non avrà neanche una inaspettata ripresa demografica o culturale.

Il paese così com'è non fa gola a nessuno. D'altronde, Pietra de' Giorgi è sempre... partito con il piede sbagliato. In passato era una modesta realtà fra le tante presenti nel circondario. Villaggio contadino con una ancentrale vocazione vitivinicola, è sempre stato caratterizzato da un'edilizia povera, da patrimoni di piccola taglia, da scambi commerciali su scala ridotta. Adagiato su un crinale, il villaggio non è lambito da importanti arterie stradali, come per esempio Greve in Chianti. La mancanza di centralità geografica fa il paio con l'assenza di un significativo patrimonio storico. A differenza di molti villaggi "abbandonati" di altre parti d'Italia, che possono vantare pregevoli monumenti, Pietra de' Giorgi ha solo una modesta fortificazione e un piccolo complesso ecclesiastico.

Oggi, dopo l'esodo del primo dopoguerra e l'abbandono della lavorazione dei campi, è un paese dormitorio in cui l'unica attività economica che viene praticata in loco è la monocultura della vite, esercitata per lo più da un limitato numero di imprese familiari.

Insomma, i 900 circa abitanti di questo Comune lavorano "fuori" o non lavorano affatto (cioè sono pensionati). Poi alla sera tornano a casa e in questo ritornare a casa (o restare a casa) consiste tutto il loro essere abitanti di Pietra de' Giorgi.

Cosa vedrebbe un viaggiatore che per caso dovesse capitare a Pietra de' Giorgi? Non dico un ciclista, perché i ciclisti sono tutti immersi nella loro "cultura della bicicletta" e sicuramente non si guardano intorno. Diciamo, cosa vedrebbe un mal-capitato?

Bè, vedrebbe un villaggio in cui non si svolgono le cose solite che avvengono nei villaggi abitati da persone anziane: partite a carte, chiacchiere di piazza, donne che si arrabattono su e giù. A Pietra de' Giorgi c'è una socialità ridotta ai minimi termini e soprattutto non ci sono luoghi dedicati alla socialità.

Ecco perché ho detto che il vivere a Pietra de' Giorgi consiste quasi unicamente nel tornare a casa.

Se questo è lo scenario che si presenta al viaggiatore, c'è da chiedersi: come mai Pietra de' Giorgi esiste ancora?

Beh, la risposta è presto detta. Pietra de' Giorgi, malgrado i suoi tanti limiti, possiede un nucleo di predalini impenitenti che non riescono a staccarsi dal loro paese e che non considerano un inconveniente il fatto di vivere in un paese che offre così poco.

Forse bisognerebbe partire da qui per immaginare qualcosa di buono per il futuro di questo villaggio. 

 


 

 

giovedì 1 dicembre 2022

IL CARATTERE danneggia anche IL GATTO

Tutti noi "anzianotti" sappiamo benissimo che il carattere (brutto o bello non importa) può danneggiare le persone, farle deviare da un percorso "virtuoso", rendergli la vita più difficile. Da giovane si fanno spesso delle scelte "al buio" e così facendo ci si caccia in un tunnel. Apparentemente sono scelte razionali. In realtà è la nostra pancia che detta il percorso. E la pancia, checché ne dicano i sostenitori di "istinto è bello", quasi mai ci azzecca.

* Naturalmente il termine carattere, pancia, scelte al buio sono termini... alla buona. Dietro c'è ben altro. Ma non complichiamoci la vita...

Vi stupirete se vi dico che anche i gatti hanno un carattere che li può danneggiare. Gli animali non sono solo istinto. Hanno un temperamento, una personalità. Sono "individui" in ogni senso.

Bene.

Bianchina (che per la cronaca è riuscita a scappare dalla sua casa appiccicosa) odia Putin, la siamese che anche lei non ne vuole sapere di vivere in una casa appiccicosa e preferisce la vita randagia assistita. Appena Bianchina incontra Putin la aggredisce e le due se le danno di santa ragione (ogni tanto Putin compare con ciuffi di pelo bianco addosso).

Putin è riuscita a conquistarsi le mie grazie e io, oltre a darle da mangiare, la ospito per la notte nel mio studio. Dove la gatta mi ha espropriato del divano. Però Putin può anche contare su altre due famiglie e se la gioca come le gira.

Bianchina è invece imbranata ed è riuscita a procurarsi un solo protettore, la mia vicina di casa, Daniela.

Daniela ha tuttavia un altro gatto, anziano (Spillo) e perciò non fa entrare in casa la Bianchina.

Dove trascorre la notte questa gattina caratteriale? Non si sa. Ma non credo che abbia, come Putin, un divano su cui ronfare.

Io non avrei niente in contrario a ospitare, in inverno, anche la Bianchina. Ma è lei che frappone ostacoli.  L'odio per Putin, ovvero il bisogno esasperato di avere un territorio tutto suo, in buona sostanza sta mettendo a serio rischio il suo benessere. 

P.S. non credo esistano psicoterapeuti per i gatti... Ci sono per gli umani, ma non tutti gli umani ricorrono ad essi. E non certo per una questione di soldi (in gergo si chiama resistenza)




 

SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...