Traggo spunto da un articolo del Domani del 7 settembre per parlare di una cosa di cui, chi vive in una bolla, come molti di noi, non è consapevole. E cioè: come vive chi non ha privilegi?
Domanda sottintesa: cosa vuol dire avere, oggi, dei privilegi?
Partiamo da questa seconda domanda, perché è quella che ci riguarda più da vicino.
Privilegio rievoca ricordi scolastici: gli aristocratici della corte del Re Sole, i ricchi borghesi della City, i gentiluomini di campagna dei romanzi inglesi, i facoltosi parigini della Belle Epoque che si potevano permettere di mantenere una cocotte...
Smentiamo subito questo luogo comune. Privilegio vuol dire: essere di pelle bianca, essere del nord piuttosto che del sud, possedere una casa e un lavoro, abitare in un posto poco dispendioso, aver ereditato dai genitori cromosomi di "buona qualità"...
Se ci fate caso è più o meno la "dote" che possediamo quasi tutti noi.
Poi ci sono i privilegi acquisiti, cioè quelli che non abbiamo ereditato. E qui la faccenda si fa più ingarbugliata.
Un privilegio acquisito è il livello culturale (e non tutti ce l'hanno). Un altro privilegio acquisito è aver avuto nel corso della vita diverse esperienze: lavorative, sentimentali etc. Anche in questo la forbice si allarga, perché c'è gente che non si è mai schiodata dalla propria piastrella e magari ha avuto una sola relazione sentimentale in 50 anni.
Non siete d'accordo? Concesso! Potreste anche avere ragione voi. Una relazione stabile è una risorsa. Tante relazioni burrascose sono un dispendio di energia. In linea di massima però "cambiare" offre delle opportunità in più. Come si suol dire... "fa crescere". A patto di non incocciare in relazioni tossiche!
Avere figli è un privilegio? Come sanno tutti quelli che ce l'hanno... dipende! E' talmente ovvio che non val la pena di dilungarsi.
Certo vivere a Pietra de' Giorgi potrebbe costituire una forma di privilegio (in questo caso un privilegio per lo più ereditato). Soprattutto se si è di qui e si possiede una casa di famiglia. Vivere in collina è scomodo, ci vuole la macchina. Però vuoi mettere stare a Milano? Soprattutto se non si possiede una casa in una via residenziale tranquilla e alberata.
Ma cosa voglia dire avere dei privilegi lo si capisce meglio se... i privilegi non li si possiede.
Laureato in ingegneria, ma di pelle nera o mussulmano. Qui i problemi cominciano ad affollarsi. Sei gay? Peggio ancora.
Secondo il Domani con questi requisiti è difficile trovare casa in una città. Persino a Modena, che non è certo una città leghista.
Una volta l'handicap era non essere una copia sposata o venire dal profondo Sud. A Torino negli anni '60 i meridionali facevano un favore alla Fiat, ma molte madamin non gli volevano affittare casa. Altri motivi di discriminazione: essere Ebreo sotto il fascismo o essere di religione protestante nella bigotta e oscurantista Italia democristiana.
Morale: allora, come adesso, se vuoi essere un privilegiato non devi appartenere a una MINORANZA.
In questo senso fa ridere lo slogan: prima gli italiani! Come se ad essere Italiano si rischi qualcosa di particolare.
Certo, non tutti gli Italiani se la passano bene. Ma se la passano peggio i neri, i mussulmani, i gay, le donne che non accettano di essere soggette ai maschi.
Per un Italiano che finisce sotto i ponti, quanti sono gli Italiani che vivono nella loro bella BOLLA, al riparo di tutto (o quasi tutto)?
Si continua a dire che il potere d'acquisto degli Italiani è scemato, che sono finite le vacche grasse.
Certo, rispetto a quando si cantava: Siamo i Watussi o Sapore di sale, molte cose sono cambiate in peggio. In primis la Sanità. Ma gli italiani sono quelli che hanno in assoluto il tesoretto più consistente sotto il materasso. Il nostro Stato paga fior di interessi per il suo debito mostruoso. Ma gli Italiani, evadendo volentieri, nel loro piccolo sono "ricchi". Il che costituisce, va da sè, una risorsa. O se vogliamo, un privilegio.
Avete fatto caso a quante seconde case ci sono in montagna o al mare? Quando io da piccolo, negli anni '50, andavo a Gressoney c'erano solo baite e vacche. Adesso per vedere i prati devi uscire dal paese, che si è allargato a macchia d'olio. Forse oggi una seconda casa è un costo. Ma il fatto che ce ne siano tante in giro per l'Italia dimostra che c'è stato un momento in cui gli Italiani eravano tutti dei Paperoni.
"Ce li siamo fatti lavorando e risparmiando".
Non ne dubito. Peccato che chi non gode oggi, qui da noi, di privilegi, non solo fatica a trovare una casa in affitto, ma spesso fatica anche a trovare un lavoro decente.
Due pesi e due misure!