domenica 1 settembre 2024

Perché reagiamo male alle CRITICHE?

Perché reagiamo male alle critiche?

Torno a pormi questa domanda perché è evidente che - ultimamente - la gente è particolarmente insofferente nei confronti delle critiche.  Di qualsiasi critica, anche minimale (basta vedere in che modo violento reagisce). Dunque ci troviamo probabilmente di fronte a un qualcosa che riguarda il presente. Stiamo parlando di una condizione contemporanea!

Se guardi su Google il primo articolo che compare a questo proposito sostiene la tesi che chi reagisce male alle critiche soffre di bassa autostima. Se uno si sente un Calimero, va da sè che qualsiasi valutazione negativa lo sprofonda nella disperazione. E allora cosa fa il nostro Calimero? Morde!

Spesso si tratta di una reazione SPROPOSITATA. E questo è l'aspetto che rende interessante la questione. E' abbastanza normale che uno si senta offeso se gli dicono: "Tua madre era una poco di buono!". Nei film si arriva ai cazzotti per una frase del genere. In Toscana invece la mamma viene spesso vituperata senza che nessuno si faccia male: "Il budello di tu' mamma...". é un insulto - molto triviale - che  è risuonato spesso nella serie Sky su Pineta (avete presente i Bimbi?).

Epperò oggi si reagisce male per qualsiasi cosa, anche, per dire, se uno chiede gentilmente a un tizio di abbassare la voce. Dove sta la critica? Ovvio, se ti chiedo di abbassare la voce significa che giudico villano il tuo comportamento!

Ma perchè non si dice quasi mai: "Mi scusi". E invece ci si mette a lanciare insulti pesantissimi. E a volte si passa persino alle vie di fatto?

Butto lì una mia modesta riflessione. Se uno in pubblico urla al punto da infastidire i vicini, probabilmente vuol dire che è una persona maleducata. Niente di strano a questo punto che una persona maleducata non si scusi e che anzi reagisca con l'ingiuria a una semplice richiesta di moderare i toni.

Non vi convince?  Troppo semplicistico?

Può darsi. Però, visto che la questione, come abbiamo detto è contemporanea, questo mi induce a pensare che sia il riflesso di un cambiamento che è avvenuto nella formazione delle persone.

E' notorio che l'educazione ha virato sul permissivo e che il cocco di mamma è sempre perfetto! Dunque, guai a criticarlo!

Se lo critichi la mamma reagisce come una vipera (il padre è per lo più assente). E da grande il cocco di mamma reagirà anche lui come una iena.

Altra considerazione terra a terra.

Ai miei tempi lo sport preferito dei genitori e degli insegnanti era quello di stroncarti, di tagliarti le gambe, di dimostrare che eri una merda.

Lo stile insomma era quello dei Marines: "Palla di lardo, Biancaneve" etc. etc (tutti hanno visto sicuramente il bel film di Kubrick Full metal jacket).

Io ero il classico primo della classe e collezionavo medaglie. Ma l'insegnante di educazione fisica mi perseguitava, con grande soddisfazione dei miei compagnetti, che mi detestavano. Mio padre, se qualcuno diceva che avevo fatto questo o quest'altro mi prendeva a sberle in pubblico. Mia madre, anche quan'ero ormai grande, era sempre pronta a criticarmi: perchè non mi tagliavo i capelli, perchè non facevo carriera, perché bevevo e fumavo...

Cosa voglio dire? Voglio dire che nella nostra sfortunata infanzia noi abbiamo fatto il callo alle critiche, perchè la disconferma faceva parte del sistema educativo di allora. Dunque, a differenza dei più giovani, possediamo una pelle meno delicata e la critica non dico che ci scivola addosso, ma sicuramente ci sprofonda meno nel baratro.

Psicologia spicciola? Sono disposto ad ammetterlo. Però non negherete che c'è qualcosa di vero in queste mie modestissime considerazioni. 

Anche se, debbo ammetterlo, non si può generalizzare. Io ho vicino a me delle persone che da piccole sono state "disconfermate" come tutti. Ma che proprio per questo sono particolarmente sensibili alle critiche. Dunque con loro la mitridizzazione non ha funzionato!

Val la pena di occuparsi tanto di questa questione? Direi di sì. Perché non è banalmente un problema di maggiore o minore suscettibilità individuale. Il fatto che si reagisca così male, così pesantemente, alle critiche non vuol dire solo che siamo diventati dei "signorini" permalosi. Vuol dire soprattutto che sono cadute certe INIBIZIONI sociali. Per cui non ci peritiamo di aggredire una persona solo perchè ha messo in dubbio la nostra angelica perfezione. E la aggrediamo come farebbe un Ultras della Curva nord. 

Possiamo anche essere alla guida di un costosissimo SUV, ma di fronte a una critica diventiamo (o meglio: sveliamo di essere) un cafone , un teppista, un poco di buono, un coatto.

Dante Alighieri direbbe che tutto questo è colpa del fatto che la "città" si è riempita di neo arricchiti, di gente burina, senza tradizione, senza educazione.

Un punto di vista decisamente aristocratico. Tuttavia non me la sento di respingerlo in toto.  


 



Nessun commento:

Posta un commento

SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...