domenica 30 novembre 2025

SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv. 

Per come siamo messi Noi.

Adesso c'è un nuovo capitolo che si apre ed è quello della scalata bancaria. Ma soprattutto mi getta nello scoramento vedere pubblicata sul Domani la faccia di Caltagirone, insieme agli altri due Notabili indagati dalla procura di Milano. 

Ecco, per l'appunto, i Notabili

Sono loro che mentre noi pensiamo ai regali di Natale stanno decidendo cosa sarà dell'Italia. Loro e tutti quelli che come loro sono seduti nella Stanza dei Bottoni (termine usato da Pietro Nenni nel lontano 1962). 

E state pur sicuri che non stanno pensando al bene dell'Italia e degli Italiani. 

Come i tanti deputati che siedono nel Parlamento Europeo non pensano al bene dell'Europa. Pensano a far quadrare i conti degli industriali, degli agricoltori, degli importatori e degli esportatori. Pensano agli affari, non alla gente. E se fanno qualcosa per la gente, fanno le cose più cretine che possono passare per la testa della gente. Come rimandare indietro i migranti. 

Perchè la gente è spesso stupida, molto stupida. E di gente stupida abbiamo anche molti esempi qui, nel nostro paesello.

La pochezza delle forze che possono contrastare questo "fronte interno" dell'ottusità getta nello sconforto. Dalla nostra abbiamo Ilaria Salis, Paola Albanese, i ragazzi dei centri sociali, gli innocui manifestanti pro Flottiglia. Non a caso è tutta gente che viene quotidianamente svillaneggiata dai giornali, dalle TV, dai signori della politica. I partiti della Sinistra sono impegnati nei loro giochi e i loro leader quando parlano articolano le parole nello stesso modo in cui le articolano i loro colleghi della Destra. Fateci caso. Non è solo una questione di dizione. L'abito fa il monaco, credeteci! 

Per fortuna che la Destra al governo ogni tanto fa qualche cazzata. Ma non c'è da sperare che le cazzate di Salvini bastino per rovesciare il tavolo. Il tavolo è apparecchiato x i soliti. Non c'è scampo!

A noi spetta solo il compito di tirare avanti nelle nostre faccende quotidiane, districandoci fra avversità che per qualcuno sono minime, x altri sono più serie. Nel mio caso specifico, l'età non mi consente di agire. Posso solo aspettare e sperare. Ma ormai ho esaurito tutte le mie risorse. Non ci credo più che le cose possano migliorare. No, non ci credo proprio. Troppi indizi suggeriscono l'idea che stiamo andando alla malora. Indizi a cui la gente non fa caso, purtroppo. Altrimenti sì che rovescerebbe i tavoli!

Intanto il mondo VIENE GIU'. E non viene giù per colpa dei soliti cattivoni, cioè della Banda Bassotti. Viene giù perché noi siamo ciechi come cattini appena nati. 

Ecco perché GETTO la spugna. Mi arrendo perché non credo più nella Gente (uso la maiuscola per carità di patria).

Contestualmente  faccio gli auguri ai tanti fessi più giovani di me, che non si sono accorti di essere imbarcati su una zattera malconcia che va alla deriva, perchè il timoniere anzichè tener dritta la barra pensa solo ai cazzi suoi.

giovedì 27 novembre 2025

GUERRA fra poveri, SCIATTEZZA, offese agli ANZIANI

 Scrivo a caldo, dopo un episodio che mi è successo ieri sera, alle 18 e 12 minuti, sulla provinciale che i locali chiamano di Calchera (provinciale 47). Per chi non è di qui, si tratta della strada principale che dal fondovalle porta a Pietra de' Giorgi. Una delle 4 strade che raggiungono il nostro comune.

Fate caso a quei 12 minuti, perchè sono uno degli ingredienti della storia.

Bon!

Da qualche giorno stanno asfaltando a pezzi alcune strade dei dintorni. Ed essendo strade strette, le chiudono al traffico. Solo che nessuno si è premurato di mettere un vero cartello di segnalazione. C'è solo un misero pannello scritto a mano da un ragazzino delle elementari (sic) che recita: chiusura x lavori dalle 07 alle 18.

Bon!

Ieri io vedo il cartelo, dove oltretutto c'è scritto erroneamente che è interrotta la provinciale 46 per Corvino San Quirico, una località che non c'entra niente con Pietra de' Giorgi e neanche con la strada che io mi accingevo a percorrere. Constato che sono passate le 18 e perciò salgo tranquillo verso il paese.

A 3/4 della strada incoccio in un mezzo che stava rullando l'asfalto. Il mio testosterone residuo si impenna e forte del mio diritto decido di passare lo stesso.

L'operaio addetto al mezzo scende e sbraita che io "non rispetto il lavoro". Io rispondo che lui non rispetta l'orario.

In breve, ci insultiamo a vicenda. Poi lui dice: "Non sta venendo nessuno e io potrei benissimo spedirti a gambe all'aria". Tiro su il finestrino, chiudo la sicura e dico: "Vai a cagare!". Al che mi tira un calcio nella portiera!

Fine della storia.

Morale: 

1) è stata una guerra fra poveri, un operaio probabilmente pagato in nero e un modesto pensionato (io). 

2) L'operaio ha dimostrato di essere un bullo e di non sapere cosa sono i diritti.

3) io, essendo della vecchia generazione, ho difeso diritti che non interessano più a nessuno (e forse non sono mai interessati a nessuno, il fascismo insegna).

4) l'operaio ha dimostrato di non avere nessuna considerazione per un anziano (non dico un cittadino, che è pretendere troppo... dico un anziano).

Il cantiere non era chiaramente a norma. Nessuna segnalazione luminosa, nessun responsabile. Solo un povero ragazzaccio di indole violenta.

La responsabilità? Della Provincia, del Comune? Chi lo sa. In tutti i casi " u pisci fete sempre dalla capa".






venerdì 21 novembre 2025

SIAMO un po' tutti dei PADRONCINI

Siamo - o dovrei dire: SIETE - perchè io sono padrone solo di una casa di campagna, di una scassatissima KA e di un gatto siamese.

Stamane ero all'Slunga, che era piena come sotto natale. Ordino una brioche integrale ai frutti di bosco e un cappuccino di soia "bello caldo, mi raccomando!". Poi cerco un tavolo libero. Niente da fare. Mi siedo a un tavolo già occupato e inevitabilmente si viene a chiacchierare. Il signore aspettava che la moglie finisse di fare la spesa. Sessantacinque anni. Albanese. Emigrato in Italia negli anni '90. Mi è sembrato di capire che avesse terreni suoi e delle viti. Tre figli, tutti ben piazzati, chi qua chi là. Svariati nipotini. Non dico un possidente, ma sicuramente un benestante. Buon per lui!

Poi si scivola a parlare di politica e salta fuori che è un simpatizzante di Mussolini e della pedagogia autoritaria dei bei tempi andati.

Vi risparmio il resto della conversazione, in cui io faccio di tutto per nascondere la mia natura di "anarchico" spagnolo, ateo e nichilista. Incalzato da lui, devo ammettere che non ho figli, cosa per cui sicuramente lui mi avrà compatito. E finisco per ammettere di essere stato un insegnante. Altro motivo di compatimento, perchè in Albania gli insegnanti fanno la fame.

"Ho di fronte a me un padroncino", ho pensato fra me e me. Da un lato lo ammiravo, perchè era chiaro che si era fatto tutto da solo. Ma quando a un certo punto mi ha detto che gli stavano sullo stomaco gli immigrati, sono saltato sulla sedia. Ecco perchè i latinos in America hanno votato Trump! Perchè pur essendo degli immigrati, non vogliono altri immigrati fra i coglioni.

Dopo di che mi viene in mente cos'era Gressoney negli anni '50, quando io ci andavo con mia zia, che affittava due stanzette da dei contadini. Sono tornato qualche anno fa e mi sono trovato davanti agli occhi una cittadina di ville, chalet, cottages. Tutti costruiti negli anni del boom. Centinaia di nuove costruzioni, la maggior parte di prestigio. Allora ho pensato: l'Italia è un paese di padrocini...

La mentalità dei padroncini è quanto di più reazionario ci possa essere. Essi chiedono allo stato di far il meno possibile. Strade in ordine, sicurezza, i treni che arrivano più o meno in orario, asili e il medico della mutua. Zingari e negher fuori dai coglioni.

Certo nessuno di loro farebbe il Risorgimento o la Resistenza. Non è gente con degli ideali. E non legge, per cui può pensare che Mussolini è stato un benefattore. Invecchiare nel solito collaudato tran tran. Con figli e nipoti piazzati bene, possibilmente non troppo lontani da loro. Il delitto di Garlasco? Non è roba che li riguarda. E invece li riguarda fin troppo! Ma non ci arrivano a capirlo.

Ed ecco che nel frattempo, dopo un Renzi, un Berlusconi e una Meloni, ecco che l'Italia si sta disfacendo sotto i loro piedi. Il sistema industriale arranca. Molti cominciano a scendere la china e si ritrovano improvvisamente poveri. I giovani soffrono in silenzio. Un covid qualsiasi semina morti nell'insipienza dei nostri governanti, centrali e locali. Le ragazze troppo "audaci" vengono ammazzate senza tanti complimenti. La Sanità... per carità. Non è neanche il caso di parlarne. Le pioggie autunnali travolgono immancabilmente case, fattorie, strade, ponti e fabbrichette. Ma anche l'estate non è da meno, fra incendi e trombe d'aria. I polmoni vengono precocemente intaccati dall'inquinamento e chissà perché i casi di cancro sono in aumento e cominciano a morire di tumore anche i giovani. La scuola... non si sa cos'è diventata. Ma è certo che le nuove generazioni sono ignoranti. Colpa dei cellulari. Va be! 

L'Esse Lunga però è sempre piena e i carrelli sono stracolmi. Sono i carrelli dei padroncini. Non certo di quelli che ormai non hanno più neanche gli occhi per piangere.

Si sono accorti costoro che la marea sta salendo e che comincia a lambire i loro piedi? Sì, probabilmente una qualche percezione che le cose non stanno andando proprio nel verso giusto ce l'hanno anche loro. Ma è colpa degli emigranti, ca va san dire. Non è certo colpa della loro mancanza di ideali, di empatia, di fantasia, di cultura.  E di tutti i governi che hanno beneficiato del loro voto. Padroncini anche loro. I votanti e gli eletti. 

"Stessa faccia, stessa razza!". Una razza che però sta mandando il paese alla malora!




sabato 8 novembre 2025

SIAMO alla FRUTTA

Siamo alla frutta. E non per quello che stanno combinando la von Der Leyen e la Meloni (tanto per citare qualcuno fra i nemici del "popolo": espressione molto old fashion).

Ore 7 e 30. Mi fermo davanti alla mia edicola preferita, con gli studenti del vicino liceo che schizzano di qua e di là. Compero l'unica copia del Domani che viene fornita dal distributore. E' la mia copia. Nessun altro la compera. Chiedo all'edicolante: "Ma come mai con un liceo vicino non c'è nessun insegnante che comperi il Domani?". "Ma dove vive? Gli insegnanti non leggono più il giornale!".

Se è per questo neanche gli studenti, penso io e intanto con la memoria vado ai miei anni liceali, quando io leggevo il Mondo di Pannunzio. 

Ore 9 e 30. Mi reco dal mio medico di Medicina Generale. Scopro che nell'anticamerina, grande come uno sgabuzzino, ci sono altre 3 persone. "Io ho appuntamento alle 9" dice uno. "Anch'io ho appuntamento alle 9", dice un altro. "Io ho appuntamento alle 9 e 30". Dice il terzo. Oibò, penso io, che ho appuntamento anch'io alle 9 e 30. Qui c'è sicuramente qualche infiltrato...

Poi, dopo essermi incazzato non poco, telefono al numero per le prenotazioni del mio dottore e scopro che dedicano un quarto d'ora ad ogni paziente. Ma non fissano appuntamenti del tipo: 9,00/9 e 15/9,30/9,45... etc. Fissano due appuntamenti ad ogni mezzora. In questo modo forse salvano la faccia, perchè un quarto d'ora per ogni pazienza è, nevvero, un po' pochino... Solo che creano sconcerto fra i pazienti che pensano: "La solita storia all'italiana".

Beh, signori, di storie all'italiana, ma potrei dire all'europea, ormai ce ne sono a quintali. Aspettiamoci quest'inverno un bel po' di polmoniti interstiziali. E un bel po' di morti. Ne parla Bassetti (San Martino di Genova) sui social. Ma neanche lui ha il coraggio di dire: "Signori, non respirate, che è meglio. Se respirate l'aria mefitica della Lombardia vi beccate poi una qualche polmonite. Intanto... fate testamento, mi raccomando!".

Se non possiamo migliorare l'aria che respiriamo, almeno indossiamo la mascherina! Macchè. La mettono solo gli immunodepressi. Quelli che hanno il raffreddore o l'influenza girano ad impestare impuniti la gente. Non c'è più un Conte o un Draghi che imponga alla gente di fare della profilassi. "Vai avanti tu, che a me scappa da ridere!". Diceva un mio collega alla Sansoni di Firenze.

Proprio così. Vai avanti tu. Ci vediamo al primo loculo disponibile.

Intanto i ricchi sparano per sport sui Bosniaci.

Direi che bisognerebbe cominciare a riconsiderare i ricchi per quello che sono: dei nemici di classe.

Promettere asili nido e autobus gratis (sindaco di New York) è già considerata roba da comunisti. Figuriamoci spremere un po' i ricchi che si fanno ricchi sulla nostra pelle!


SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...