Siamo - o dovrei dire: SIETE - perchè io sono padrone solo di una casa di campagna, di una scassatissima KA e di un gatto siamese.
Stamane ero all'Slunga, che era piena come sotto natale. Ordino una brioche integrale ai frutti di bosco e un cappuccino di soia "bello caldo, mi raccomando!". Poi cerco un tavolo libero. Niente da fare. Mi siedo a un tavolo già occupato e inevitabilmente si viene a chiacchierare. Il signore aspettava che la moglie finisse di fare la spesa. Sessantacinque anni. Albanese. Emigrato in Italia negli anni '90. Mi è sembrato di capire che avesse terreni suoi e delle viti. Tre figli, tutti ben piazzati, chi qua chi là. Svariati nipotini. Non dico un possidente, ma sicuramente un benestante. Buon per lui!
Poi si scivola a parlare di politica e salta fuori che è un simpatizzante di Mussolini e della pedagogia autoritaria dei bei tempi andati.
Vi risparmio il resto della conversazione, in cui io faccio di tutto per nascondere la mia natura di "anarchico" spagnolo, ateo e nichilista. Incalzato da lui, devo ammettere che non ho figli, cosa per cui sicuramente lui mi avrà compatito. E finisco per ammettere di essere stato un insegnante. Altro motivo di compatimento, perchè in Albania gli insegnanti fanno la fame.
"Ho di fronte a me un padroncino", ho pensato fra me e me. Da un lato lo ammiravo, perchè era chiaro che si era fatto tutto da solo. Ma quando a un certo punto mi ha detto che gli stavano sullo stomaco gli immigrati, sono saltato sulla sedia. Ecco perchè i latinos in America hanno votato Trump! Perchè pur essendo degli immigrati, non vogliono altri immigrati fra i coglioni.
Dopo di che mi viene in mente cos'era Gressoney negli anni '50, quando io ci andavo con mia zia, che affittava due stanzette da dei contadini. Sono tornato qualche anno fa e mi sono trovato davanti agli occhi una cittadina di ville, chalet, cottages. Tutti costruiti negli anni del boom. Centinaia di nuove costruzioni, la maggior parte di prestigio. Allora ho pensato: l'Italia è un paese di padrocini...
La mentalità dei padroncini è quanto di più reazionario ci possa essere. Essi chiedono allo stato di far il meno possibile. Strade in ordine, sicurezza, i treni che arrivano più o meno in orario, asili e il medico della mutua. Zingari e negher fuori dai coglioni.
Certo nessuno di loro farebbe il Risorgimento o la Resistenza. Non è gente con degli ideali. E non legge, per cui può pensare che Mussolini è stato un benefattore. Invecchiare nel solito collaudato tran tran. Con figli e nipoti piazzati bene, possibilmente non troppo lontani da loro. Il delitto di Garlasco? Non è roba che li riguarda. E invece li riguarda fin troppo! Ma non ci arrivano a capirlo.
Ed ecco che nel frattempo, dopo un Renzi, un Berlusconi e una Meloni, ecco che l'Italia si sta disfacendo sotto i loro piedi. Il sistema industriale arranca. Molti cominciano a scendere la china e si ritrovano improvvisamente poveri. I giovani soffrono in silenzio. Un covid qualsiasi semina morti nell'insipienza dei nostri governanti, centrali e locali. Le ragazze troppo "audaci" vengono ammazzate senza tanti complimenti. La Sanità... per carità. Non è neanche il caso di parlarne. Le pioggie autunnali travolgono immancabilmente case, fattorie, strade, ponti e fabbrichette. Ma anche l'estate non è da meno, fra incendi e trombe d'aria. I polmoni vengono precocemente intaccati dall'inquinamento e chissà perché i casi di cancro sono in aumento e cominciano a morire di tumore anche i giovani. La scuola... non si sa cos'è diventata. Ma è certo che le nuove generazioni sono ignoranti. Colpa dei cellulari. Va be!
L'Esse Lunga però è sempre piena e i carrelli sono stracolmi. Sono i carrelli dei padroncini. Non certo di quelli che ormai non hanno più neanche gli occhi per piangere.
Si sono accorti costoro che la marea sta salendo e che comincia a lambire i loro piedi? Sì, probabilmente una qualche percezione che le cose non stanno andando proprio nel verso giusto ce l'hanno anche loro. Ma è colpa degli emigranti, ca va san dire. Non è certo colpa della loro mancanza di ideali, di empatia, di fantasia, di cultura. E di tutti i governi che hanno beneficiato del loro voto. Padroncini anche loro. I votanti e gli eletti.
"Stessa faccia, stessa razza!". Una razza che però sta mandando il paese alla malora!
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