venerdì 14 febbraio 2025

Un caro saluto a GIUSEPPINA che ci ha lasciati

Io la conoscevo appena, ma diciamo che lei si "imponeva" nel giro di un secondo, con una presenza quieta, ma assertiva e ironica. 

Era la moglie di Angelo Manfredi e la mamma di Paola. Da giovane faceva di cognome Fortunati

Prima di sposarsi viveva in una frazione di Mornico Losana, che si trova al confine meridionale di Pietra de' Giorgi. Io l'ho intervistata, assieme al marito, quando mi sono messo a scrivere un romanzo ambientato nella Pietra de' Giorgi degli anni '40 e '50. Gli anni del grande cambiamento, quando Pietra ha cominciato a spopolarsi. Giuseppina era seduta al tavolo della sala e cercava di infilarsi nel racconto, vibrato e appassionato, di Angelo, che rievocava il suo esodo verso la pianura e l'approdo finale a Milano. Lei da giovane, se ricordo bene, portava "giù" le mele del suo podere. Altri portavano "giù" l'uva o il vino. Era un fervido commercio alla buona, che coinvolgeva più o meno tutti: i piccoli e i grandi proprietari. 

Pietra allora non era ancora un quartiere dormitorio di campagna, incentrato sulla mono cultura della vite. Era un villaggio di duemila anime, sparse in varie frazioni, i cui abitanti, quando non facevano i contadini, facevano i negozianti o i ciabattini o i parrucchieri o i maniscalchi. A parte i ricordi di gioventù, Giuseppina non mi ha raccontato molto, quella volta. Ma quando è uscito il libro (dal titolo un po criptico: Croak Pi), lei e Angelo hanno cominciato a strapparselo di mano, cercando di individuare nei personaggi di fantasia i loro compaesani. In buona sostanza Paola Manfredi è riuscito a leggerlo solo quando i suoi genitori hanno smesso di vivisezionarlo.

Ho un altro ricordo di Giuseppina. Una festa di capodanno. Ma non nel solito cantinone medievale di Pietra. A Canneto Pavese, se ricordo bene. Eravamo, io e mia moglie, allo stesso tavolo di Giuseppina, Angelo e Paola. Bon! Debbo dire che quella volta li ho invidiati, soprattutto i due vecchi. Perchè si sono riempiti il piatto di ogni ben di Dio, senza fiatare. Sono sicuro che non hanno incontrato nessuna difficoltà a digerirlo.

E poi... e poi... quando passavo davanti a casa loro, per andare a fare una passeggiata sulla Costa Grossa, vedevo lei e il marito che zappavano l'orto, dove coltivavano soprattutto verze. Zappavano tutti e due alacremente. Ma Giuseppina lanciava frizzi, del tipo "Sono io che coltivo l'orto, mica lui".

Aveva ottantotto anni. Mi auguro che nell'al di là possa continuare a riempire dei bei piatti con ogni ben di Dio.




sabato 8 febbraio 2025

Mala tempora currunt et forsit peiora parantur

Siccome i giornali hanno preso il vezzo di non tradurre le espressioni inglesi, io non tradurrò questa espressione latina. C'è sempre Google, d'altronde.

Forse però non è del tutto vero che mala tempora currunt. Solo noi vecchi, che abbiamo vissuto il dopoguerra "a stelle e strisce" e abbiamo cantato - beata incoscienza - Siamo i Watussi! possiamo pensare che si stiano preparando tempi bui. Quelli più vecchi di noi hanno conosciuto la claustrofobia dei rifugi con il pitale in mano, mentre gli Alleati bombardavano le loro città. Per cui cosa vuoi che si spaventino per un Trump! I più giovani hanno già intuito per tempo che "non ce n'è" e a loro probabilmente un truce come Netanyahu non fa nessun effetto. Un terzo dei bambini è oggetto di bullismo. Dunque i più piccoli crescono tiranneggiati e il cattivismo che dilaga nel mondo probabilmente non li sconvolge più di tanto. Altro che il dottor Spock che ha ingentilito la nostra infanzia!

Ciononostante, è una pena vedere cosa sta succedendo ogni giorno. Sì, ogni giorno. Perché ogni giorno, ormai, un qualche forzuto dà un colpo di accetta ai diritti,  alla legalità e alla speranza di poter coltivare ognuno il proprio progetto di vita. Se, per caso, qualcuno di noi si illudeva che un governo di Destra NON fosse una sciagura, beh, ecco, quello che sta succedendo qui e altrove sta dimostrando che invece è proprio... una sciagura! 

Non culliamoci tuttavia nell'illusione che il problema sia solo un problema politico. Eh no, cari miei. Il problema è universale. Il problema riguarda ognuno di noi. Trump, Orban, Netanyahu, Salvini e &. sono lì perchè ce li abbiamo mandati NOI. E Noi ce li abbiamo mandati perchè nel frattempo siamo diventati più o meno tutti delle carognazze

Ultimamente c'è il vezzo di dire che la gente si è spostata a Destra perché è spaventata. Balle! La gente si è spostata a Destra perchè è diventata individualista, egoista, intollerante, retrogada, cinica e cattiva.

Ovvio che non tutti sono così truci e bastardi. Ma il grilletto facile è ormai un vezzo trasversale. Basta frequentare un qualsiasi spazio pubblico. Dove ci si spintona maleducatamente.  Si calpesta chi cade. Si insulta chi non è "dei nostri".

Roba da tifoseria violenta.

Vi siete mai chiesti come mai ci siano tante persone disposte a menare a sangue qualcun'altro solo perché ha il torto di tifare per una squadra di calcio diversa?

Il solo fatto che esista (e non da oggi) gente così fa capire che la CIVILTA' è appesa a un filo. Basta un niente e viene giù tutto.

C'è solo una cosa che può consolarci. A questo mondo anche i più fanatici, i più determinati, i più intolleranti... i più cazzuti insomma... falliscono miseramente. Guardate che fine ha fatto il Reich Millenario! E' durato solo 12 anni. Facendo milioni di morti, questo sì. Ma provate a pensare quanti ne avrebbe fatti se fosse veramente durato 1.000 anni! 



domenica 2 febbraio 2025

ANCHE le PICCOLE COSE non FUNZIONANO qui

Adesso lo so che qualcuno si scandalizzerà, perché di problemi grossi, ma veramente grossi c'è n'è in giro un fottio. 

C'è chi è in condizione di povertà assoluta, chi si sbatte x lavorare e contemporaneamente occuparsi dei figli, chi sta x essere sfrattato... E poi ci sono i giovani senza cultura e senza futuro, le madri sole, i padri soli, i vecchi con la pensione minima, i malati in (lunga) lista d'attesa... 

Intanto chi ci governa fa anda e rimanda con l' Albania dicendo che difende i confini nazionali e contemporaneamente rilascia anzichè arrestarli pericolosi criminali di guerra. 

Ma agli Italiani sta bene così, non si sa perché... Forse perchè sono diventati tutti ipovedenti...

Ma veniamo al tema di cui voglio occuparmi oggi. La mia esperienza mi dice che anche nelle minime cose oggi siamo al palo! In altre parole, le cose vanno "storte" anche a chi è così fortunato da permettersi un qualche assaggio di comfort. Ma attenzione: un comfort minimo, proprio minimo, come leggere il giornale in santa pace in un bar rispettabile, frequentato da gente rispettabile, bevendo un cappuccino e mangiando una brioche che non sia di carta o di gomma.

Siamo nell'Oltrepò, terra di agricoli. Non solo: terra di piccoli proprietari. Che a volte hanno la mentalità - tranne lodevoli eccezioni - di una gallina. Gente che non sa tenere in ordine neanche il bordo strada dei loro campi. Gente che, una volta in pensione, non trova di meglio da fare che concionare nei bar. Ma anche le signore non sono da meno. Alla mattina i bar di Broni sono peggio di un suk indonesiano.

Io ho litigato con la mia pasticceria preferita, perchè ogni due per tre era chiusa. Motivo? Ah, saperlo. Neanche uno straccio di cartello fuori per dire: ci scusiamo, siamo malati; ci scusiamo si è rotta una tubatura dell'acqua; ci scusiamo, ho il bambino con la varicella...! Stufo di trovarmi davanti a una porta chiusa senza uno straccio di motivo, ho detto: "Adesso basta!". 

(per certi versi è colpa di Bersani e di Monti, che per favorire la libera concorrenza hanno abolito ogni obbligo: in pratica il proprietario di un bar è libero di fare il cazzo che vuole, avendo come unico vincolo quello di rispettare l'orario affisso).

Così facendo però ho perso la mia preziosa zona comfort. Illudendomi di poterne trovare facilmente un'altra da qualche altra parte.

In realtà sto facendo più fatica di un cercatore di pepite d'oro. Questa mattina... Bar pasticceria per celiaci... Cappuccino di soia, brioche al cioccolato. La brioche era di gomma. Il conto salato: 4,10 euro! Nella mia pasticceria preferita, a cui ho voltato le spalle, mangiando una brioche come dio comanda spendevo 3,80 euro. 

Mentre io cercavo di leggere il giornale, intanto nel locale la radio a volume alto trasmetteva un radiogiornale. Non del jazz, non del blues. No, un fastidioso radio giornale!

Regola n. 1: spendere  non sempre garantisce una qualità migliore. Un locale può essere cafone anche se ti fa pagare una cifra! 

Sei un fotturo classista! Già lo sento il grillo parlante. Non sono d'accordo! Io non impedisco all'agricolo di sgolarsi nel suo bar. Contento lui... Io non pretendo che i bar siano dei santuari silenziosi e ovattati. Questo sì che sarebbe essere classista. Io desidero solo poter far conto anch'io (come l'agricolo) su una situazione che mi vada a fagiolo. Una situazione a misura di gentiluomo (ah, che parola e che concetto superato, da film di Visconti!). E non a misura di villanzone... Un bar con un certo stile, frequentato da gente con stile, dove rilassarsi un quarto d'ora leggendo il giornale.

Già lo sento il fottuto grillo parlante: ecco la prova che la Sinistra è diventata il partito delle Ztl.

Fottiti!

A proposito di leggere giornale, pratica in estinzione. In questa terra di agricoli, certi giornali non si trovano. Come Il Domani. Troppo di sinistra, troppo antigovernativo. Troppo colto. Troppo intelligente. A parte il fatto che a Broni l'edicola centrale due volte alla settimana non è raggiungibile in macchina, per via del mercato, che invade tutto il centro (io ho qualche difficoltà a camminare). Aggiungiamo che, se ti va bene, ne trovi una... di copia del Domani. E comunque devi far chilometri per trovarla. Se riesci a trovarla.

Un altro scotto che si paga alle ridenti colline dell'Oltrepo'.






SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...