Confesso che "odio" ricorrere ad Amazon (e agli acquisti on line in genere). Ma spesso non se ne può fare a meno. E non perché abito sul cucuzzolo di una collina. Anche a Broni, che è sulla statale 10 e che è la "regina" della logistica, insieme a Stradella e a Castel San Giovanni, spesso è inevitabile ricorre ad Amazon.
Adesso poi Amazon fa da anche da "sensale" (che bello questo termine antico!). Ovvero, media fra l'acquirente finale e magazzini non Amazon: a loro volta rivenditori on line. Ci mette insomma la faccia ed evade molti ordini che non fanno capo alla logistica Amazon in senso stretto.
Oltre alla possibilità di avere prezzi stracciati, Amazon offre un altro vantaggio: puoi ordinare un singolo pezzo e non importa se questo pezzo viene dalla Polonia o da Saronno.
Stamane ero da Lux e Relax, rivenditore al dettaglio di materiale elettrico di rilevanza regionale. Avevo bisogno di un relè di corrente Finder e mi è stato detto che non potevano fare previsioni circa la consegna. Lo stabilimento Finder è a Torino (mentre, per esempio, quello ABB è in Romania). Ma Finder non consegna a Lux e Relax un singolo pezzo. Consegna dopo aver raggiunto un plafond di ordini (500 euro). Quindi: il mio ordine per essere evaso deve per forza entrare in una lista d'attesa.
Da Lux e Relax pagherei il doppio e dovrei aspettare non si sa quanto. Ricorrendo ad Amazon posso arrivare a pagare la metà e sono certo di aver il prodotto in una settimana.
Detto questo, Bezos mi è pure antipatico! Ma che devo fare? Non sono masochista.
Stranamente, però, nel comparto farmaceutico le cose non funzionano così. In qualsiasi farmacia la frase che ti sentire dire, se il prodotto non è in casa, suona così: "Sarà disponibile da domani mattina".
E questo magari anche quando il prodotto viene da un grossista di Cuneo o di Vicenza. Non ha importanza.
Certo le farmacie ti fanno il prezzo pieno, mentre le farmacie on line minimo ti fanno uno sconto del 20%. Però in questo caso la situazione risulta ribaltata: è l'on line che ti fa aspettare.
Vi sto raccontando tutto questo perché è evidente che c'è un pizzico di follia nelle cose quotidiane (e non solo nelle relazioni geopolitiche) e per vivere a questo mondo... ce n'è da saperne di cose! (direbbe Renzo, agitando i suoi capponni).
Ma la faccenda non finisce qui. Anche gli strumenti che noi idolatriamo, come Internet, hanno la loro piccola dose di perversione.
Esempio. Ho bisogno di sapere come fare il cablaggio di un RELE' di TENSIONE. Ovvero di un dispositivo che scatta e interrompe la corrente quando la tensione (che dovrebbe essere di 230 volt) sale troppo (es. 280 volt) o scende troppo (es. 180 volt). In entrambi i casi le vostre apparecchiature ne soffriranno e avrete buttato via dei soldi.
Non è un UPS, cioè un Gruppo di Continuità. Che vi garantisce una corrente "pulita", sempre costante, qualunque pasticcio faccia il fornitore. Purtroppo però l'UPS è un "armadio". Invece il Relè di Tensione è un componente piccolo come un pacchetto di sigarette, da inserire nel Quadro elettrico.
Chissà cosa dice Intenet?
Beh, in questo caso posso assicurarvi che Internet in pratica non dice niente.
Cablaggio vuol dire che io ho bisogno di sapere non solo come fare i collegamenti. Cosa questa che in genere le case produttrici (es. Finder) ti spiegano. Ma che ho bisogno di sapere DOVE inserire, nel Quadro, questo dispositivo. Sui Differenziali e sui Magnetotermici Internt è ridondante. Se ne parla più del tumore alla prostata. E anche su You Tube i video che ti spiegano qualcosa su questi dispositivi, ormai "scontati", si sprecano. Magari le cose che Internet ti racconta sono sempre le stesse. Ma almeno hai la possibilità di fare dei raffronti. Invece, sui Relè di questo tipo, ti devi accontentare di quattro nozioni in croce e comunque non c'è proprio niente a proposito del loro cablaggio (tranne un filmato di You Tube alquanto "sospetto").
Oh, attenzione! Non sto parlando di qualche strano aggeggio avveniristico. Gli sbalzi di tensioni in certe località sono quotidiani e le apparecchiature elettroniche alla lunga vanno a catafottersi, come direbbe Catarella. Insomma, non c'è bisogno di un fulmine per rottamare il computer o la lavatrice. Ci pensa l'Enel!
Chissà perché invece sugli SPD (cioè sui dispositivi che proteggono dalle Sovratensioni imputabili ai fulmini), il paniere di Internet è pieno come un uovo. Non c'è ditta o esperto improvvisato che non dica la sua. Eppure gli SPD non sono poi così diffusi. Ma sono fortemente "raccomandati" nei nuovi impianti e perciò il mercato e Internet si adeguano.
Detto questo, una cosa l'ho capita ed è questa cosa che mi preme oggi dirvi: Internet (o meglio Google) non è una Enciclopedia. Non è un elenco ragionato e intelligente di argomenti. Dietro i vari "articoli" di Google non c'è una REGIA. Al massimo c'è una Intelligenza Artificiale che ti fa un riassuntino. Dopo di che tutto quello che puoi trovare scrollando il tuo smartphone è solo spazzatura. E' cioè quello che finisce sotto il tappeto. E tutto ciò che si accumula a caso nello spazio di Google. O meglio: ciò che qualche algoritmo con una logica più commerciale che tecnica ha deciso di offrirti in lettura. Senza intendimenti nè divulgativi, nè scientifici.
Leggiti un libro!
Grazie, signo Grillo Parlante! Peccato che di libri che ti spieghino come cablare un Relè di Tensione Finder della serie 70 (quello per la corrente monofase è il 70-11) non ne esistano! E gli Elettricisti che sanno come far il cablaggio di questo Relè, in una zona che si chiama Oltrepo' e che si dovrebbe chiamare Burundi, non se ne trovano neanche a cercarli col lanternino. Tanto è vero che Lux e Relax di Broni, di questi dispositivi, negli anni non ne ha mai venduto neanche uno!