martedì 20 febbraio 2024

REPORT e il vino dell'OLTREPO'

Non so quanti di voi abbiano visto la puntata di Report dedicata al VINO. So, per averlo letto, che c'è stata una levata di scudi da parte dei viticultori, che hanno accusato Report di superficialità e di malafede.

Purtroppo da una trasmissione giornalistica non ci si può aspettare che faccia dei distinguo. E quindi una certa azienda produttrice di Redavalle, che dal cognome si evince che non è neanche della zona, diventa il riassunto di una intera categoria di viticultori, che al suo interno comprende una grande varietà di situazioni.

Questo però lo può sapere solo chi vive da queste parti e conosce personalmente, come me, un certo numero di produttori, di cui beve il vino quotidianamente.

Fatta questa premessa, bisogna dire però che Report ha sollevato dei problemi reali. 

Io sono anni che dico: "Ci piacerebbe sapere che cosa sversano i viticultori quando dicono di dare l'acqua".  

Alessandro Baricco già parecchi anni fa aveva "denunciato" il processo di standardizzazione del vino (I Barbari, 2004). Imputabile, come ci ha chiaramente spiegato Report, all'uso  dei lieviti industriali, che vengono prodotti dalle multinazionali e che vengono impiegati dai viticultori di mezzo mondo, dall'Australia alla California per la fermentazione in cantina  delle uve.

Qualcuno fa conto ancora sui lieviti "spontanei" che crescono sugli acini nel campo. Ma quanti sono?

E da quanto tempo l'enologo ha preso il sopravvento sul viticultore?

D'altronde la battaglia sul glifosato sta lì a dimostrare che ci sono forti resistenze nei confronti di chi vorrebbe abbandonare certe pratiche dannose per la salute e la recente discesa in campo degli agricoltori di mezza Europa è stata scandita da slogan a favore dei pesticidi.

Negli ultimi anni le colline di Pietra de' Giorgi si tingono in primavera di rosso e sono sempre di più i viticultori che fanno uso di diserbanti.

Tutto questo non fa ben pensare, anche se chiaramente i tempi dei vino al metanolo (1986) sono per fortuna lontani.

Ma c'è una questione che è stata evidenziata da pochi. Fino a quando ci potremo permettere la coltivazione estensiva della vite dalle nostre parti?

I cambiamenti climatici stanno infatti trasformando l'Italia in una regione semi tropicale e quest'anno si sono viste anticipazioni della primavera in febbraio!

Forse il viticultore previdente dovrebbe cominciare a valutare la coltivazione del DATTERO a Pietra de' Giorgi!


giovedì 15 febbraio 2024

E dopo la FIBRA... la COLONNINA ELETTRICA

Siamo moderni, siamo modernissimi (altro che la Ferragni....) e perciò dopo avervi parlato  dei misteri e dei miracoli della FIBRA vi voglio parlare delle COLONNINE elettriche, dette in gergo tecnico-commerciale WallBox.

A che pro dotarsi di una WallBox (non so se è maschile o femminile...)?

Semplice. Prima o poi ci serviremo di una macchina elettrica e dunque tanto vale attrezzarsi.

Ma non basta una normale presa Schuko?

Beh, per ricaricare una e-bike può bastare. Ma per ricaricare un quadriciclo elettrico (non parliamo di una macchina elettrica che costa un capitale) è più performante una WallBox, che consente una ricarica più rapida e "morbida".

Stiamo parlando naturalmente di ricariche "notturne", espletate a domicilio. A differenza delle colonnine pubbliche a ricarica rapida, la WallBox funziona a corrente alternata e ha dei "tagli" coerenti con le  utenze di casa nostra (meglio  avere una potenza contrattuale di 4.5  KW). Il "taglio" più adatto è quello base di 3,7 KW. Dopo di che si passa a quello  da 7,4 KW, che però richiede una "potenza di fuoco" del contatore da 6,5 KW.

Piccolo inconveniente, la WallBox costa un po' di più di una presa Schuko, perchè la più performante si aggira sui 500,00 euro.

Fermi, non spegnete il cellulare!

Sappiate infatti che il governo sovvenziona questo tipo di acquisto. Il bonus previsto copre addirittura l'80% del costo, comprensivo dell'installazione.

E sovvenziona anche l'acquisto di un quadriciclo elettrico, seppur in misura inferiore: 3.000 euro + 1.000 in caso di rottamazione (non di una vettura, ma di un motociclo).

Il che significa che se intendete acquistare un quadriciclo "pesante", che vi consente di raggiungere la velocità di 70 km orari, spenderete all'incirca 10.000,00 euro.

Vi sembrano troppi? Beh, non sono niente rispetto al costo di una macchina elettrica o di una ibrida. Naturalmente stiamo parlando di un "aggeggino" con cui non vi consigliamo di andare al mare o in montagna. E' da usare per SCOLLINARE, come se fosse una Ape Car, ma più carina e più confortevole. E' la "macchinetta" dei giovani e dei pensionati. Adattissima in città, dove si può parcheggiare ovunque. Ma con un po' di coraggio la si può usare anche nelle nostre colline. Basta non essere tallonati dal furgone di un corriere o da certi preti che corrono come dei dannati. Utile per andare a bere un cappuccino dalla Chadia, far compere all'Slunga, andare dal parrucchiere o a comperare il giornale etc. etc. Quello che io faccio oggi con un motore convenzionale, che mi fa spendere minimo 100,00 euro di benzina al mese. Per non parlare dei tagliandi.

Peccato solo che alcune casa automobilistiche, come Stellantis, producano solo la versione "leggera" (es. la nuova Topolino), che non va oltre i 40 km all'ora. In pratica, la vetturetta dei ragazzi con i brufoli...

Fateci un pensierino, gente!


mercoledì 7 febbraio 2024

Le Canne, i Pozzi, la SICCITA'

Da Wikipedia

"La canna comune preleva grandi quantità di acqua dal suolo umido per sostenere la sua rapida crescita, che può arrivare fino a 5 cm al giorno durante la stagione primaverile.

Dal punto di vista ecologico una macchia di Arundo donax vigorosa indica sempre ricchezza di acqua nel sottosuolo e profondità del suolo stesso".


Eccovi serviti, signore e signori. Dunque io non straparlavo quando dicevo che le nostre colline sono probabilmente ricche di acqua sotterranea. Ovunque ti volti c'è infatti un canneto che spunta a bordo strada. In inverno è giallo e sembra secco. In primavera "butta" rigogliosamente e diventa verde.

Vi segnalo un canneto fra i tanti: strada per Cigognola (SP 46), poco dopo la casa di Antonella e Candido, lato destro della strada.

Ma a segnalare la presenza di acqua sotterranea non c'è bisogno della Arundo donax (nome scientifico della canna comune o canna domestica, diversa dalla più pregiata canna di bambù). Basta la nutrita quantità di pozzi, in mattoni, che si incontrano lungo gli appezzamenti e le strade. Ve ne segnalo alcuni:

1) pozzo che si trova poco prima delle Cinque Strade di Pietra de' Giorgi, vicino alla casa di Paola Manfredi

2) pozzo che si trova in località Valsorda, sul ciglio della strada, lato destro scendendo

3) pozzo che si trova in località Torricella, via Famiglia Cignoli (uno dei più belli della zona).

Ma i pozzi si trovano anche in pianura, in via Fondoni, località Vicomune...

E via di questo passo.

Chi ci fa caso a questi pozzi? Nessuno, signori miei. Neanche i viganioli che scrutano il cielo con preoccupazione, perchè da un po' di tempo di pioggia se ne vede poca da queste parti.

Domanda: qualcuno si è preoccupato di verificare se per caso c'è ancora acqua al fondo di questi pozzi?

Sono certo che esiste una "stringente" normativa (eufemismo) su questi pozzi e sull'uso delle acque sotterranee. Sono certo che questa normativa potrebbe rendere la vita difficile a chi volesse sfruttare questo patrimonio sotterraneo... Mi informerò e poi vi saprò dire...

Prima ancora, però, mi piacerebbe sapere quando e perchè sono stati abbandonati i pozzi delle nostre colline. Chi lo sa batta un colpo.


P.S. avevo già chiesto in giro e posso dirvi che ho incontrato solo espressioni stranite. Sottinteso per non udenti: "Ma questo qui, cosa minchia vuole?".

Morale: ci aggiorniamo a quando ci razioneranno l'acqua dell'acquedotto, come si sta facendo già da anni in Sardegna. I primi a soffrirne saranno i giardini, che potrebbero invece beneficiare dei pozzi.



INUTILE LAMENTARSI....

Infratel Italia, la società di Invitalia che gestisce il piano BUL (Banda Ultra Larga), lamenta poche ATTIVAZIONI. I Comuni raggiunti dalla Fibra sono ormai sono seimila e le unità immobiliari che potrebbero essere "allacciate" sono più di tre milioni. Ma di allacci alle abitazioni in questo momento se ne vedono pochi!

Sfido io! Se avete avuto la pazienza di leggere i miei precedenti post, vi sarete resi conto che il BUL, cioè la Fibra, è un qualcosa di cui nessuno parla, nessuno dice di sapere niente, nessuno fa niente per farla conoscere.

Sono stato in Comune e mi è stato detto: "Sa, questo è un paese di vecchi... chi vuole che sia interessato alla Banda Ultra Larga!".

Una sega! Io sono vecchio (compio quest'anno 79 anni) e a me la Fibra interessa eccome.

Ecco come un pregiudizio può sputtanarti una iniziativa lodevole, come quella di portare Internet veloce anche nei comuni addormentati come il nostro.

Addormentato! Sì, addormentato! Perchè se avessimo una amministrazione locale come dico io sul sito del Comune ci sarebbe scritto: "Attenzione... a Pietra de' Giorgi è arrivata la Fibra! Fateci un pensierino, voi che agonizzate giù in pianura in mezzo alle polveri sottili....".

Le aziende che commercializzano Internet veloce sono anche loro colpevoli. Malamente colpevoli. Perchè fanno un sacco di pubblicità  alla Fibra (in Televisione, su Google...) , ma non ti dicono che magari la Fibra è disponibile anche nel tuo Comune. ANZI! Non ti dicono proprio niente e perciò gli abitanti di un villaggio addormentato come il nostro vedono sullo schermo TV una avvenente signorina che ti dice quanto è bello e buono il Modem di Sky, ma la cosa non gli suggerisce nessuna idea, perché gli manca un tassello fondamentale: attenzione, gente, controllate se il vostro villaggio addormentato è stato raggiunto dalla fibra! Magari lo è. Cosa aspettate dunque?

Come vi ho già detto in un altro post, se a giorni io avrò la Fibra sarà solo grazie a:

1) la mia tenacia

2) la disponibilità di Omar e di Matteo, due compaesani preparati e intelligenti

Così va il mondo. Mi chiedo se lo stesso torpore mentale non ci sia anche a proposito della SICCITA'. Sono anni che io "batto" sui pozzi abbandonati. Sono convinto che nel nostro sottosuolo ci sia dell'acqua. Basta vedere quanti canneti ci sono in giro per le colline. Ma nessuno mi sa dire qualcosa dei tanti pozzi che i nostri avi hanno costruito in tutte le località. Qualcuno è anche bello architettonicamente parlando. E potrebbe, con un minimo di restauro, abbellire il paesaggio, che è già bello di suo.

Ma tant'è... In questi pigri villaggi addormentati si riesce solo a concepire qualche festino a base di salame e bonarda. Oltre, il Q.I. locale non riesce ad andare.

La morale che potremmo trarne è una sola: "Tutto va bene, purchè si mangi e si beva!".

Non lo trovate un po' penoso, gente?




SIGNORI, GETTO la SPUGNA

Oggi ho avuto una crisi di sconforto. Ma non per quello che fa Trump o Putin o quel criminale che governa a Tel Aviv.  Per come siamo messi ...