venerdì 2 dicembre 2022

QUALI PROGETTI per PIETRA de' GIORGI?

E' arrivato il momento di cominciare a pensare al futuro. Ovverosia: cosa possiamo immaginare per Pietra de' Giorgi?

Non a caso ho usato il termine "immaginare". 

Qui si tratta di fare uno sforzo di fantasia, per proiettarsi "oltre" le solite banali dichiarazioni programmatiche delle liste che si presentano alle elezioni amministrative. 

Fantasia non significa tuttavia mancanza di realismo. E realismo non significa di per sè disfattismo.

REALISMO Innanzitutto vuol dire rendersi lucidamente conto della "realtà" di Pietra de' Giorgi. E non parlo delle risorse finanziarie del Comune, che sicuramente non sono tali da suggerire scenari di gloria.

Realismo significa prendere atto che Pietra de' Giorgi probabilmente non avrà mai una inaspettata RIPRESA economica. Ma probabilmente non avrà neanche una inaspettata ripresa demografica o culturale.

Il paese così com'è non fa gola a nessuno. D'altronde, Pietra de' Giorgi è sempre... partito con il piede sbagliato. In passato era una modesta realtà fra le tante presenti nel circondario. Villaggio contadino con una ancentrale vocazione vitivinicola, è sempre stato caratterizzato da un'edilizia povera, da patrimoni di piccola taglia, da scambi commerciali su scala ridotta. Adagiato su un crinale, il villaggio non è lambito da importanti arterie stradali, come per esempio Greve in Chianti. La mancanza di centralità geografica fa il paio con l'assenza di un significativo patrimonio storico. A differenza di molti villaggi "abbandonati" di altre parti d'Italia, che possono vantare pregevoli monumenti, Pietra de' Giorgi ha solo una modesta fortificazione e un piccolo complesso ecclesiastico.

Oggi, dopo l'esodo del primo dopoguerra e l'abbandono della lavorazione dei campi, è un paese dormitorio in cui l'unica attività economica che viene praticata in loco è la monocultura della vite, esercitata per lo più da un limitato numero di imprese familiari.

Insomma, i 900 circa abitanti di questo Comune lavorano "fuori" o non lavorano affatto (cioè sono pensionati). Poi alla sera tornano a casa e in questo ritornare a casa (o restare a casa) consiste tutto il loro essere abitanti di Pietra de' Giorgi.

Cosa vedrebbe un viaggiatore che per caso dovesse capitare a Pietra de' Giorgi? Non dico un ciclista, perché i ciclisti sono tutti immersi nella loro "cultura della bicicletta" e sicuramente non si guardano intorno. Diciamo, cosa vedrebbe un mal-capitato?

Bè, vedrebbe un villaggio in cui non si svolgono le cose solite che avvengono nei villaggi abitati da persone anziane: partite a carte, chiacchiere di piazza, donne che si arrabattono su e giù. A Pietra de' Giorgi c'è una socialità ridotta ai minimi termini e soprattutto non ci sono luoghi dedicati alla socialità.

Ecco perché ho detto che il vivere a Pietra de' Giorgi consiste quasi unicamente nel tornare a casa.

Se questo è lo scenario che si presenta al viaggiatore, c'è da chiedersi: come mai Pietra de' Giorgi esiste ancora?

Beh, la risposta è presto detta. Pietra de' Giorgi, malgrado i suoi tanti limiti, possiede un nucleo di predalini impenitenti che non riescono a staccarsi dal loro paese e che non considerano un inconveniente il fatto di vivere in un paese che offre così poco.

Forse bisognerebbe partire da qui per immaginare qualcosa di buono per il futuro di questo villaggio. 

 


 

 

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