Conoscete già la gatta siamese PUTIN e la BIANCHINA. Sono due gatte rivali che si aggirano in via Ferrari, attingendo al Macdonald di Daniela e al mio. Provengono entrambe da un villone situato su un poggio che si affaccia su via Ferrari. Non pensate che nel villone si torturino i gatti. Con tutta probabilità li si asfissia con le coccole ed è il motivo per cui le due gatte se ne sono andate, preferendo la vita randagia (assistita).
Ultimamente la conflittualità fra le due micie è cresciuta a dismisura e la Bianchina assale la sua rivale appena la vede. Così, alla brutta. Senza far precedere l'assalto dalle solite circospette mosse gattine e dai soliti miagolii di "presentazione".
Il paradosso è che a vincere nella tenzone, o, per lo meno a darle di santa ragione è Putin, che spesso ha ciuffi di pelo bianco addosso. Ma questo non impedisce a Bianchina di assaltarla.
In che cosa consiste il problema?
E' presto detto. Pur essendo perfettamente in grado di difendersi e di menare sberle e unghiate, Putin non è una Stalker, mentre Bianchina lo è. Ciò significa che Putin, pur essendo "militarmente" più attrezzata, subisce psicologicamente la Biachina e dunque non la contrasta, ma si limita a schivarla.
E' il contrario di quello che è successo in UCRAINA, dove lo stalker Putin (quello vero) non ha per niente intimorito gli Ucraini. Anzi, ha rinvigorito il loro patriottismo, consentendogli prima di non subire l'aggressione russa, poi di contrattaccare.
Purtroppo lo "schema" che abbiamo descritto si ripropone pari pari in molte situazioni di coppia, dove l'aggressivo di turno (in genere un maschio) induce una sottomissione psicologica nella vittima. La quale, se volesse, potrebbe tranquillamente prevalere: con un calcio ben assestato, con una martellata o con una denuncia ai carabinieri.
Ma il più delle volte non fa niente, limitandosi, quando va bene, a parare i colpi.
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