martedì 1 aprile 2025

SIAMO ARRIVATI al CAPOLINEA

Sono anni che io, nel mio piccolo, sollevo il problema degli ANZIANI. Che sono una bella grana, non nascondiamocelo. Ma sono una grana anche perché nessuno è preparato ad affrontare il problema. E soprattutto non c'è la volontà di alleggerire il carico delle famiglie.
Pietra de' Giorgi in questo è un bell'esempio di politica OMERTOSA, cioè di una politica che fa finta che il problema non esista. Ho personalmente conosciuto una sorta di assitente sociale, che si divide fra Pietra e altri Comuni. L'impressione è di una persona che si sbatte. Ma dietro di lei c'è il deserto. Perchè non si tratta tanto di affrontare singole emergenze (sanitarie e abitative), quanto di creare le condizioni perchè gli anziani, anche quando non sono in emergenza, possano poter far conto su un ambiente  accogliente e stimolante, adatto a loro. Ma qui a Pietra, si sa, non esiste neanche un luogo in cui incontrarsi. Prima c'era la trattoria-bar-panetteria Torti. Da quando questa ha chiuso, ci sono solo due panchine, poco confortevoli sia in inverno sia in estate.

Per descrivere la situazione discriminatoria nei confronti degli anziani hanno coniato un nuovo termine: Ageismo.
Ben venga, se serve a far luce sul problema. Ci spero poco... ma è già qualcosa.
D'altronde la società italiana è omertosa un po' su tutto. Sulla Stampa di oggi c'è un articolo che racconta la fuga dei giovani più preparati dall'Italia. Altro che problema immigratorio, del quale si fanno paladini i nostri politici peggiori. Qui c'è un problema emigratorio piuttosto serio. Del quale non gliene sbatte niente a nessuno! Siccome non colpisce la fantasia malata di tutti quelli che si preoccupano per l'arrivo dei profughi, allora il problema non esiste. Non è un problema di sicurezza, di ordine pubblico. E' un problema che riguarda direttamente il futuro del nostro paese. Ma fa niente. Certe menti in formato ridotto non ci arrivano. E quindi la fuga dei cervelli non "è in agenda!". Come non è in agenda il benessere degli anziani. Che poi vuol dire quello delle famiglie.

Io mi considero un anziano privilegiato, malgrado non sia un anziano ricco. Ma la mia pretesa di ritagliarmi qualche piccolo diversivo innocente, come leggere il giornale in santa pace in un locale confortevole, viene quotidianamente vanificato da tanti piccoli, stupidi inconvenienti.  Per essere sicuro di poter leggere il Domani mi tocca telefonare all'edicolante di Broni entro le otto di mattina e prenotarlo. Se mi sveglio più tardi, non c'è verso di trovarne una copia in giro neanche a pagarla a peso d'oro. Naturalmente non cè da contare sul fatto che il distributore fornisca qualche copia in più. Macchè. Il distributore probabilmente ha le rotelle arrugginite. E poi abbiamo paura dell'intelligenza artificiale! Se l'intelligenza umana è questa, ben venga l'IA!
Ma non è finita. A Broni ogni due per tre chiudono il centro. Perché ci sono le giostre, il pattinaggio, il mercato del venerdì e della domenica, gli ambulanti di Forte dei Marmi...
Ergo raggiungere il bar confortevole (nel mio caso Civardi) diventa impossibile per uno come me che ha qualche problema deambulatorio.Prima andavo da Chocolat, sulla statale 10. Ma Chocolat aveva il vizietto di tener aperto a capocchia. Cioè di chiudere quando gli girava. Per cui ci ho messo una pietra sopra.
Dico io... perchè non avete il coraggio di trasformare il centro di Broni in una Zona a Traffico Limitato? Sarebbe più onesto. Invece così, scendendo da Pietra de' Giorgi, uno non sa mai cosa può incontrare. E a volte è costretto a raggiungere Stradella e il bar dell'Slunga. Anche qui però non è detto che riesca a trovare il Domani. Perchè il distributore, come abbiamo appurato, ha le rotelle arrugginite. Ergo centellina le forniture a capocchia.

Sono problemi da poco. Ma di cosa vive un anziano? Vive proprio di questo. Se gli rendi la vita difficile in queste piccole cose, è come aver tolto il biscotto di bocca a un bambino. Poi c'è anziano ed anziano. Qualcuno ce la fa ancora a coltivare l'orto. Qualcuno invece rimbambisce davanti alla televisione. In tutti i casi l'anziano è un "terminale", anche se non ha una male terminale. E quindi il ragionamento implicito è: "Ma cosa rompe, questo qui?".

Brutta storia. L'anziano sarà pure un terminale. Ma la nostra società non è messa meglio. E se una società è terminale, il problema riguarda tutti: giovani, meno giovani e vecchi.

AMEN


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