martedì 7 marzo 2023

NON si può TORNARE indietro

Non si può tornare indietro. E forse non conviene neanche...

C'era infatti molta POVERTA' in questo paese, quando la corrente elettrica veniva erogata a singhiozzo e i bambini frequentavano la scuola un giorno sì e un giorno no.

Ma questa povertà faceva rima con COMUNITA'. E questa è senz'altro  qualcosa che si è persa per strada.

La Pietra de' Giorgi di un tempo era un mondo in cui molti tiravano a campare. Ma c'era anche chi si ingegnava per guadagnare un piccolo surplus,  portando le uve a valle. C'era chi tentava la carta del commercio. Piccolo commercio. Familiare. Di paese. Fra avere solo una bottega (la situazione di adesso) e avere un'intera via  di botteghe, non c'è dubbio che "era meglio" prima.

Nostalgici, i più anziani. Indifferenti, i più giovani.

Questo è!

Peccato che non si senta il bisogno di far parlare la gente. Di capire cosa ne pensa.

Un'amministrazione intelligente è questa la prima cosa che dovrebbe fare. Dar la parola ai cittadini. 

E invece: avete votato? Adesso tocca a noi!

I risultati si vedono. Pietra de' Giorgi è immobile su un crinale dove da una parte c'è un passato che non può tornare e non conviene per certi versi che torni. E dall'altra c'è un futuro che non promette niente di buono.

L'ago della bilancia si è spostato chiaramente da un'altra parte. Basta percorrere la statale 10 e far la conta delle logistiche, dei supermercati, degli ipermercati...

Era ineluttabile? Neanche per sogno. Certo, che con l'introduzione delle macchine scomparissero i bovini da lavoro, questo sì che era ineluttabile. Ma non lo era che scomparissero gli alberi da frutto, i boschi, i pozzi, le culture foraggere, le leguminose, gli animali da cortile...

Non lo era che chiudessero tutti i negozi di paese. Non lo era che chiudesse l'ultima e unica trattoria rimasta aperta. Trasformando il paese in un villaggio western abitato per metà, ma senza saloon.

La colpa? Un po' di tutti, amministratori in primis. 

Perchè non si discute, non ci si confronta. E ci si accontenta di qualche raduno enogastronomico e di qualche esibizione musicale, proposta con malagrazia. Mentre il paese avrebbe bisogno di ben altro. E soprattutto avrebbe bisogno di interrogarsi. "Ci sta bene tutto questo?".





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