lunedì 23 gennaio 2023

Il caso della TRATTORIA Torti

Spiace fare dei nomi, ma è inevitabile se si vuole parlare di qualcosa... in concretezza.

Riportiamoci all'ormai lontano 2019. Il Covid non è ancora apparso sugli schermi ufficiali (anche se sotto sotto sta già girando in Lombardia). Siamo alla vigilia di Natale. A Pietra de' Giorgi chiude l'ultimo dei negozi, sopravvissuto alla "strage". E' anche un bar, un forno, una trattoria. La sua micca è famosa in tutta la zona. Idem le sue ciambelline. Il menù della trattoria è lo stesso da 20 anni. Piccole, innocue variazioni stagionali. Ma è un menù che attira sempre gente. Il sabato e la domenica si fa il pieno. Vecchi e giovani ascendono al "paradiso" (laico) abbuffandosi di salumi, brasato con polenta, risotto, ravioli (di loro produzione), pisarei e faso, vitello tonnato, insalata russa.

Tutto preparato da Marisa Tidone. Serve ai tavoli il patron in persona, cioè Roberto Torti. Coadiuvato a volte da qualche fanciulla rumena o thailandese (sic!).

Oggi Pietra de' Giorgi non è orfana di una "istituzione". Di più. E' disperata. Perchè nel frattempo Antonella Morini ha coraggiosamente aperto un alimentari. Ma questo negozietto in piazza non può minimamente riempire il vuoto lasciato dalla trattoria. Che era il punto di ritrovo dei vecchi del paese, era una mensa "operaia", in estate era la terrazza in cui invitare gli amici che boccheggiavano per il caldo giù in pianura (Broni 35°, Pietra de' Giorgi 30°).

Questa la cronaca.

Ma c'è un'altra cronaca su cui vorremmo attirare la vostra attenzione. Ed è la mancanza di INIZIATIVA che si intravvede in controluce in questa vicenda.

Roberto e Marisa erano stanchi, provati da anni di attività continuativa. Purtroppo non avevano "eredi". Perché i loro due figli hanno tentato altre strade e comunque è evidente che non avevano nessuna voglia di vivere in un villaggio "infelice" come Pietra. 

"Qualcuno poteva subentrare. Magari prendere l'esercizio in gestione". L'hanno pensato tutti, in paese. Ma evidentemente le trattative non sono andate in porto. C'è da dire che il locale aveva un grosso handicap: era decisamente obsoleto. Certo: questo era anche il motivo del suo fascino. I clienti anzianotti ritrovavano l'atmosfera spartana degli anni '50. Ma a voler subentrare c'era da fare troppi lavori. Insomma... una causa persa.

Ma siamo proprio sicuri che fosse una causa persa?

Da parte del Comune non ci risulta che si sia "tentato" qualcosa per preservare questa santa istituzione, che era l'unico punto di aggregazione rimasto in questo villaggio.

Ai Torti è stata conferita la "benemerenza". Ma solo perchè ci siamo mossi in tanti: i nostalgici della micca e dei pisarei e faso.





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