Ovviamente la frase va intesa in senso lato.
Del Comune abbiamo bisogno se vogliamo rinnovare la carta di identità. Al Comune dobbiamo portare la nostra bella pratichetta se vogliamo costruire una veranda. Etc. Etc.
D'altronde non siamo nel Far West, dove l'unico problema all'inizio era costituito da Toro Seduto o da Cavallo Pazzo. Anzi. L'italia è il paese dove ogni cosa richiede una carta bollata, un permesso, un'istanza etc. etc....
In che senso allora non abbiamo bisogno del Comune?
Non ne abbiamo bisogno, fondamentalmente, se vogliamo IMMAGINARE un futuro per Pietra de' Giorgi.
Prima cosa: se ci sforziamo, possiamo arrivarci anche noi a immaginare un futuro per Pietra de' Giorgi. Noi abitanti di Pietra. Noi che non siamo Assessori o Sindaci.
Seconda cosa: l'Amministrazione Comunale fino ad oggi non ha esattamente brillato per fantasia. Forse non è nelle sue corde progettare qualcosa. Forse non è nelle sue intenzioni riscattare questo paese dormitorio dal suo pacioso declino.
Terza cosa: non abbiamo visto Assessori spendersi molto per fare qualcosa. Molti Assessori di Pietra si direbbe che dormono il sonno di Biancaneve. Per cui qui non si fanno gare di atletica e non si mette a disposizione della collettività una biblioteca o un archivio. Tanto meno un museo!
A pensare male, vien da pensare che fare l'Assessore predalino consista unicamente nel mettersi una patacca sull petto.
Oddio... ogni tanto si organizza qualche evento, per lo più gastronomico, ma a volte anche culturale.
Solo che a organizzarlo è spesso gente che ne sa poco, che improvvisa, che è piena di boria ma povera di istruzione. Oppure è gente che non possidede una fantasia sfrenata. E che perciò propone sempre le solite... arie!
Questo è un paese che è stato contadino fino a 60 anni fa. Inutile proporre il salotto musicale borghese. Caso mai offriamo ai cittadini di Pietra un bel concerto (danzante) di fisarmoniche. Tanto per non scordarci le radici e meditare sul tempo che passa (nel tempo che passa mettiamoci anche il declino della fisarmonica di Stradella, che è stata nei tempi gloriosi un punto di riferimento mondiale).
Se proprio si vuol fare musica classica, allora pensiamoci su due volte. Perchè la musica "alta" arriva anch'essa al cuore, ma va apparecchiata come se fosse un pranzo di nozze.
Anche Pavia non brilla come una stella di prima grandezza. Ma nel paniere pavese c'è qualcosa a cui Pietra può attingere. Per esempio il teatro di improvvisazione.
Anche in questo caso non abbiamo bisogno del Comune. Ci sono case in questo paese abbastanza grandi per ospitare un evento teatrale.
Tassativamente su invito, nevvero, per non scatenare il can che dorme. Quanto al cachet, chi non è disposto a fare un'offerta, in cambio di un'ora di buon umore?
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