In questo momento il mondo del clero è spaccato in due: falchi (come Kirill o come gli Ayatollah iraniani) e colombe. Da noi a Pietra de' Giorgi sopravvive una terza figura, quella del buon curato d'antan, amante della buona cucina e con la tonaca fino ai piedi.
Non essendo religioso, io non ho mai messo piede nella chiesa di Castagnara e perciò non so se il nostro attuale curato, oltre ad essere un provetto guidatore è anche un forbito oratore.
Però so che sovrintende a un bellissimo edificio, che è quella specie di battistero a pianta quadrata, con gli angoli smussati e due ingressi che sorge a fianco della chiesa. Battistero, oratorio... non so di cosa si tratti. L'ho potuto vedere di dentro solo sollevandomi fino al bordo di una delle grandi finestre del piano inferiore (sopra ci sono bellissime finestre ovali).
Chi ha congegnato un simile prezioso edificio deve aver pensato più a incontri mondani che ad adunate religiose. Là dentro ci si immagina infatti tutti con il vestito della festa ad ascoltare un quartetto d'archi.
Purtroppo non credo che l'edificio sia mai stato "sdoganato". Da quando io vivo a Pietra de' Giorgi (cioè dal 2004) non ci ho mai visto brillare all'interno una luce o vibrare un suono. Neanche una voce.
Cosa si aspetta a mettere a disposizione di questa comunità derelitta un tale prezioso reperto "rinascimentale"?
P.S.
Nelle vicinanze di questo "oratorio" sorge la casa dei Melograni, che ai vecchi tempi era un asilo. E' stata ristrutturata in modo da ospitare famiglie con bambini in terapia al San Matteo di Pavia. Purtroppo è stata inaugurata poco prima che scoppiasse il covid e dunque ha potuto avere solo pochi ospiti. Attualmente sembra dismessa e questo costituisce di per se uno sfregio. Non so cosa sia costato il lavoro di ristrutturazione e chi l'abbia pagato. Sicuramente qualcuno potrà spiegarmi come stanno le cose.
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