Davanti a casa mia, in via Ferrari, ho visto passare negli anni diverse gare podistiche.
Che tristezza!
Drappelli sparsi di donne e uomini di tutte le età, con i loro calconzini corti e le loro magliette sponsorizzate che percorrevano in su e in giù la strada provinciale. Non si sapeva dove andavano, non si sapeva da dove venivano.
Tifoserie lungo il percorso neanche a parlarne. Erano gare in solitaria, da giorno feriale. I corridori erano chiaramente indifferenti al paesaggio. Gli bastava una striscia d'asfalto in salita e in discesa. La "loro" striscia d'asfalto. La striscia d'asfalto della "loro" gara personale.
Un vuoto penumatico.
Non so chi ha organizzato queste "competizioni". L'Assessorato allo sport? La Pro Loco? Qualche Società podistica locale?
Beh, il mio auspicio è che la prossima volta si faccia qualcosa di meglio. Anche in questo caso non si tratta di spendere più soldi. Si tratta di avere una immaginazione più fervida. Orientata verso il lato buono della vita.
Per Pietra de' Giorgi mi augurerei qualcosa di più "passionale" e di più tradizionale. Autentiche corse campestri, disputate fra le vigne. Con tanti giovani desiderosi di mettersi in luce. Con ali di folla ai lati del percorso. Magari, perché no, gare competitive. Dove ci sono dei "campioni" da consacrare.
Basta con queste tristi esibizioni di "coscette" senz'arte nè parte. Senza gioia. Senza entusiasmo. Senza partecipazione.
Apriamo le gare con uno squillo di tromba. E divertiamoci insieme ai paesani degli altri borghi.
Non sembra di chiedere molto. Ma coi tempi che corrono e con certe facce di pietra che si vedono in giro, forse è chiedere tanto.
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