Ho usato il termine "vizietto" perché non ho trovato di meglio. Ebbene sì, le iniziative che le Amministrazioni di Pietra de' Giorgi promuovono (e hanno promosso in passato) sembrano tutte studiate all'unico fine di dare VISIBILITA' all'Amministrazione stessa e ai suoi esponenti di spicco.
Pensateci su un momento. A chi servono iniziative che non giovano alla Comunità, come aprire una scuola in un paese con quasi zero bambini? A pensare male spesso non si sbaglia. Iniziative come questa hanno l'aria di fiori all'occhiello, tacche sul fucile. Insomma, esibizioni di regime. "Vizietti" di una politica che mira solo al consenso, all'applauso di circostanza. Alla promozione del clan che di volta in volta i predalini scelgono per amministrare il paese.
Anche il Melograno, cioè la casa che doveva ospitare i bambini in cura presso l'oncologia del San Matteo, è un'iniziativa meritevole, ma fuori contesto.
Leggo su Internet:
L’idea progettuale nasce dietro proposta del Comune di Pietra de’ Giorgi e grazie alla disponibilità di AGAL (associazione di genitori) per la successiva gestione della casa.
L’edificio è stato riqualificato dal Comune di Pietra de’ Giorgi nell’ambito del Progetto Oltrepò (bio)diverso, con il fondamentale contributo del Programma Intersettoriale AttivAree di Fondazione Cariplo.
Come si vede il Comune "c'entra", anche se non è l'unico sponsor.
Che fine ha fatto questa iniziativa? Per sua sfortuna è stata inaugurata a ridosso dell'epidemia di Covid-19 e credo che alcune famiglie straniere, ospitate nella struttura con i loro piccoli, siano rimaste praticamente incastrate nella Casa per dei mesi, i mesi del primo lockdown duro. In una località, Castagnara, che non offre niente, se non un melanconico parco giochi e la Chiesa.
Il fatto che la casa dei Melograni oggi come oggi sia praticamente "chiusa" (dopo neanche tre anni dalla sua inaugurazione) dimostra senza ombra di dubbio che il progetto era "campato in aria". Troppo lontano da Pavia (tempo di percorrenza tre quarti d'ora buoni), e poi, inserito in un nulla totale. La casa dei Melograni sorge infatti alla periferia del paese, con una ulteriore aggravante: sorge alla periferia di un paese, come Pietra de' Giorgi, che è totalmente sguarnito dal punto di vista dei servizi.
Cosa si aspetta, a Pietra de' Giorgi, a promuovere iniziative che riscattino il paese dalla sua agonia? Una agonia che non è di oggi, perchè ha le sue radici nell'esodo dei giovani predalini all'indomani della guerra e nel sopravvento che a un certo punto ha avuto la viticultura su ogni altra forma di produzione, agricola e no.
P.S. C'è da chiedersi anche come mai le numerose fabbriche che la zona possedeva nel dopoguerra (una delle quali situata a Pietra de' Giorgi: la distilleria) abbiano melanconicamente chiuso TUTTE i battenti. Si direbbe che sulla prima collina dell'Oltrepo pavese gravi la maledizione di Tutankhamon.
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