giovedì 2 marzo 2023

QUALCUNO si è INCAZZATO!

Ebbene sì. Qualcuno ha preso male l'ultimo post sui "vizietti" dei nostri Amministratori.

Riepilogo le sue contestazioni perché c'è chi potrebbe essere d'accordo con "lei" (o "lui").

1) Non bisogna confondere l'attuale Amministrazione con la precedente. Questa fa quello che può; la precedente ha portato il Comune sull'orlo della bancarotta.

2) L'Auser adesso funzione, dopo le convulsioni iniziali. E grazie ai suoi volontari svolge una funzione utile per la Comunità.

3) La Pro loco organizza eventi che vedono un'alta partecipazione, come l'ultima cena (a base di pesce) che si è svolta nel Cantinone di Pietra de' Giorgi.

"Tutto qui"? Mi è scappato di dire. Dopo di che mi sono sentito buttare addosso una serie di complimenti al contrario, il principale dei quali: "Comodo starsene mollemente adagiati davanti alla tastiera!".

Sentirmi definire un "leone da tastiera" ovviamente mi ha fatto imbestialire. A prescindere dal fatto che soffro di una neuropatia agli arti inferiori che mi costringe a limitare i movimenti. Ma non è tanto questo il punto. Il punto è che l'interessata (o l'interessato) non ha capito minimamente lo spirito di questo blog. Il quale vuole evidenziare il degrado in cui è piombata questa Comunità, ma soprattutto vuole suggerire uno sforzo di "fantasia", affinche i suoi abitanti cerchino di compensare il brutto e il degradato con qualche bella iniziativa.

"Non si può fare niente se non ci sono soldi da spendere!".

Sbagliato. Ascoltare gli altri non costa. Sorridere agli altri non costa. Far visita agli altri non costa. Pensare al futuro del paese e parlarne non costa.

E poi c'è un'altra cosa. Partecipare alle sedute del Consiglio Comunale o fare il volontario dell'Auser non è meglio di scrivere un blog. Da quando scrivere di cose che ci riguardano tutti è un'attività che conta meno o che addirittura può essere equiparata allo starsene in panciolle mentre gli altri faticano?

Questo pregiudizio antiumanistico e anti intellettuale è tipico dei tristi tempi che viviamo e mi ricorda le purghe inflitte agli intellettuali dalle guardie rosse di Mao Tze Tung. Certo non me lo aspettavo da una persona che fa un lavoro intellettuale.

Voglio chiudere questa cronistoria citando un pensatore che stimo, pur non essendo di sinistra: Marcello Veneziani (Dispera bene. Manuale di consolazione e resistenza al declino, 2020).

Non è il massimo "vivere in un paese in cui i morti superano i nati, i vecchi superano i giovani, i pensionati e i disoccupati superano i lavoratori, gli animali domestici superano i figli e  i nipoti, i ragazzi vanno all'estero e svuotano famiglie e città".

Tutto ciò comporta "la perdita della storia, della cultura, della lettura, del paesaggio, dei legami viventi col territorio" e "svuota i borghi, gonfia in modo anomale le periferie. Il Brutto avanza e si accompagna allo Sporco e al Cattivo e al primato arrogante dell'ignoranza".

Sono considerazioni che riguardano anche la nostra Comunità. E non basta di certo un rito collettivo come un pranzo a base di pesce per migliorare le cose. Tanto più che ormai molta gente ha disimparato a fare tutto ciò che non appartiene alla sfera dell'abboffo (preferibilmente di salame).

Dice a questo proposito Veneziani:

"E' fondamentale illuminare i giorni di riti, feste e simboli, scandire il tempo con cerimonie di passaggio, liturgie e catarsi.  Danno nobiltà, senso, gusto alla vita".

E via di questo passo, in un discorso che chiaramente non ha niente a che fare con la mediocre liturgia delle cene a base di pesce  e non appartiene neanche al regno della contabiltà spicciola (non ci sono soldi!), ma caso mai mette piede nel regno dell'Utopia.  

Chissà se Veneziani appartiene anche lui alla categoria dei fannulloni che "danno la linea" standose mollemente seduti davanti alla tastiera!



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