mercoledì 17 maggio 2023

E' arrivata l'ora di dire BASTA!

Basta a che cosa?

Basta all'ignavia, che caratterizza il nostro modo di vivere in comunità. Sia da parte dell'Amministrazione Comunale, sia da parte dei cittadini. 

In questo Comune non si fa niente. Non si progetta niente.

Eppure anche qui ci sarebbe da tirarsi su le maniche. Magari non ci arriverà addosso una bomba d'acqua del tipo di quella che ha messo in ginocchio Cesena in questi giorni. Ma il rischio di frane esiste anche da noi, malgrado i "vecchi", molto più saggi di noi, abbiano costruito le loro abitazioni centenarie su un terreno solido. Sono le villette recenti che sono sorte sui declivi collinari. D'altronde Pietra de' Giorgi si chiama così perché sorge su una sorta di "zolla" più dura.

Ma non è delle frane che intendo parlare. Intendo parlare dell'ACQUA, che nel nostro territorio scorre in abbondanza nel sottosuolo e che nessuno utilizza più, malgrado si profili il rischio di una siccità senza precedenti anche nel Nord.

Chi fa le passeggiate nel territorio del Comune si sarà accorto, immagino, di 2 cose: ovunque, pressochè in ogni podere, ci sono vecchi pozzi in muratura. Alcuni semplici, altri più elaborati. 

E poi... ovunque uno si volti, nel nostro territorio ci sono canneti, che spesso sono estesi.

Canneto vuol dire acqua, lo sanno anche i bambini.

Uno dei problemi di cui soffre l'Italia è l'incapacità di sfruttare appieno l'acqua piovana. Pare che ne venga immagazzinata solo il 4%. Il resto viene assorbito dal terreno o scivola a mare. Quello che viene assorbito dal terreno è una riserva importante. Ma nessuno se la fila. 

Per la cronaca c'è un Regolamento della Regione Lombardia che disciplina l'utilizzo delle acque superficiali e sotterranee (24.03.2006). L'articolo 4 dice che il proprietario di un fondo è tenuto solo a dare Comunicazione alla Provincia, se intende utilizzare l'acqua che attraversa il suo terreno per scopi privati (es. annaffiare i fiori o lavare la macchina). Non sembra un adempimento particolarmente oneroso... Cosa ne dite?

In realtà si preferisce utilizzare, sprecandola, l'acqua dei rubinetti.

Cosa aspettiamo, buon dio, a riattivare i vecchi pozzi?

Altro problema su cui si glissa, come se non esistesse: le ondate di caldo. Il maggio di quest'anno è piovoso e freddo. Ma vi ricordate il maggio dello scorso anno?  Praticamente ha fatto il caldo che fa di solito in luglio e agosto.

Vi risulta che ci sia qualche privato che abbia deciso di attrezzare la propria casa per affrontare le ondate di caldo? Quando dico attrezzare, intendo dire: dotarsi di quei "dispositivi" tradizionali che servono a raffrescare (naturalmente) gli ambienti e che da secoli vengono impiegati in Spagna, in Sardegna (case campidanesi) e nel Vicino Oriente (torri del vento). No! L'unica cosa a cui arriva la fantasia locale è acquistare un impianto di aria condizionata. Che non è sano e comporta dispendio energetico (magari si acquistasse in alternativa una pompa di calore!)

Il discorso si fa lungo... e riguarda sia i Cittadini, sia l'Amministrazione Comunale. La quale non ci pensa proprio a "rinfrescare" in modo naturale il territorio, incrementando per esempio il verde pubblico (ma anche una fontana sarebbe utilissima e  gradita).

Purtroppo il nostro è un Comune inerte. Una sorta di Bella Addormentata che non ci pensa neanche a diventare virtuosa.

Sulla Provincia Pavese di oggi leggo che il Comune di Codevilla ha ottenuto il riconoscimento di Comune amico delle Api. E questo perchè il Comune di Codevilla persegue da tempo una politica green. Che vuol dire anche promuovere il verde pubblico e disincentivare l'utilizzo dgli erbicidi.

Qui da noi ha udienza solo la viticultura e a me piacerebbe tanto sapere  di che sostanze fanno uso i viticultori quando danno l'acqua alle vite. Un Comune avveduto convocherebbe i cittadini per spiegare cose succede nei mesi di maggio-agosto, quando vediamo ovunque, anche a due passi da casa, macchinari che spruzzano "acqua chimica" nebulizzata. Ma qui tutto tace e i cittadini si limitano a chiudere le finestre. Ignorando il fatto che i tumori aumentano. Sarà colpa dei diserbanti o dei fitofarmaci? E' possibile... In Veneto è scoppiato un caso, proprio a proposito dei fitofarmaci che vengono irrorati sulle culture del Prosecco per sconfiggere non ricordo più quale insettino. Sono fitofarmaci proibiti dalla Comunità europea perché cancerogeni, ma la Regione Veneta, per fare un favore ai viticultori, ne ha consentito l'utilizzo "in deroga"!

Complimenti!

E qui come stanno a questo proposito le cose? Ah Saperlo!

Vogliamo diventare anche noi un comune virtuoso? Perché non cominciamo a non stendere asfalto dove si potrebbe, per esempio, seminare erba.

Perché non cominciamo a porci il problema degli anziani, che se viene una Ondata di Caldo Africano non hanno neanche un posto fresco dove andare...

Perché non apriamo un dibattito sulla viticultura e sulla salute pubblica?




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