Mi è stato cortesemente detto che parlando dei cosiddetti Identitari sono stato un po' fazioso. Ovvero, ho riconfermato lo stereotipo dell'uomo di Sinistra (traduzione: supponente e intollerante).
Sinceramente non ci tengo a essere etichettato così. Anzi, il tipico esponente della Sinistra mi ha sempre fatto venire l'orticaria (già a partire dal '68...). Però ci tengo a certi obiettivi che sono genericamente di Sinistra. Così come non condivido certi obiettivi che sono genericamente di Destra (es. il nazionalismo).
Ma chi cacchio sono questi identitari? Bella domanda. Possiamo dire che si oppongono alla globalizzazione, che si oppongono al pluralismo delle culture, delle religioni, delle abitudini? Direi di sì. E soprattutto si oppongono al meticciato, arrivando in certi casi estremi al suprematismo bianco.
Ma questo basta x definirli?
Direi di no.
Quello che conta infatti è cosa c'è dietro questo rifiuto. Non il rifiuto in sé, che a essere onesti per certi aspetti è anche comprensibile e condivisibile.
Senza tornare alle posizioni nostalgiche di Pasolini, non si può non piangere su certe cose che abbiamo perso e non si può accettare in toto ciò che ci offre la contemporaneità.
Però nell'atteggiamento identitario "tipico" ci sono alcune componenti che vanno respinte: per esempio la paura del diverso o del nuovo. Anche qui, occorre fare delle distinzioni. Si può condividere il fastidio per certa narrazione corrente (vedi, per fare un esempio banale, il nuovo festival di San Remo o le esternazioni di Fedez, qualunquistiche come una volta erano quelle di Celentano). Ma non si può codividere l'arroccamento su acritiche posizioni passatiste e il rifiuto di tutto ciò che viene d'oltremare.
Insomma, va bene respingere la contemporaneità del "mercato", del "consumismo", del globalismo, del politicamente corretto. Ma non va bene (a mio parere) respingere l'allargamento della sfera dei diritti e in primis la loro tutela. Così come non va bene l'indifferenza, la mancanza di empatia e di solidarietà (valori rivendicati dalla Sinistra, ma che non sono un monopolio della Sinistra).
Il discorso a questo punto si fa chiaramente lungo e complicato e temo che a molti non interessi. Però è centrale, perché l'atteggiamento identitario non va rifiutato, ma caso mai va rivitalizzato e raddrizzato. Cosa ce ne facciamo (ed è un esempio soltanto), di un CRISTIANESIMO di facciata o, peggio, oscurantista?
P.S. Ringrazio Mario Morini x avermi stimolato ad affrontare il tema.
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