Una cosa di cui non ci rendiamo perfettamente conto ma che sicuramente lavora come un tarlo nel nostro cervello (non ho usato il termine anima perchè suona - aimè - come leggermente ottocentesco) è il fatto di non poter... FAR NULLA!
Esempio. Gli Israeliani stanno facendo il tiro al piccione con i Palestinesi, accanendosi in particolari sui bambini. Noi cosa possiamo fare? Al massimo firmare una petizione (inutile) o partecipare a una manifestazione (anche questa abbastanza inutile, a mano che non porti in piazza milioni di persone, cosa che non avviene). Più risolutivo boicottare i prodotti israeliani. Ma non è che sui prodotti del supermercato ci sia impressa la stella di Davide. Per cui... anche una cosa così banale ci vede impotenti.
Votare in un certo modo piuttosto che in un altro.
Serve, certo. Ma ora che ci chiameranno al voto i Palestinesi saranno bell'e che morti tutti. E la Von Der Leyen avrà avuto modo di esercitare fino in fondo il suo nefasto mandato. Per non parlare dei nostri governanti, che se ne stanno girati tutti dall'altra parte o si posizionano a 45 gradi per la libidine del BULLO.
Io verso un modesto obolo mensile a Save the Children. Loro mi ringraziano in tutte le salse e mi dicono che salvo bambini. Sarà! Ma a me non sembra proprio di fare molto. Sono molto lontano da San Martino che tagliò in due il suo mantello. Io del mio mantello regalo una misera pezzuolina, che serve al massimo a tenere in caldo un passerotto.
Insomma. Se ci guardiamo allo specchio non possiamo non dirci in tutta sincerità 1) che non contiamo niente 2) che ci prendono tutti i giro, facendoci credere che siamo padroni del mondo perchè possediamo uno smartphone e una quattro ruote.
E invece anche volendo non siamo in condizioni neanche di salvare la pelle a qualche bambino palestinese o africano. Come lo facciamo arrivare qui? A che titolo lo ospitiamo a casa nostra (ammesso di avere una casa nostra)? Anche essere caritatevoli oggi è diventato una cosa eroica e fuori dall'ordinario. Sì, ci sono delle organizzazioni che si occupano degli sfigati del mondo. Ma quando non sono vigliaccamente ostacolate dai Salvini di turno, che in questo modo si vantano di aver salvato l'Italia dalle orde barbariche, tu cittadino qualunque non sai neanche come contattarle e come metterti al loro servizio. Essendo che noi siamo ormai diventati tutti (o quasi) degli atomi che vagano nel vuoto, senza appartenere a nulla che non sia il nostro piccolo insignificante guscio, non è dato più di poter aiutare qualcuno. Come, per esempio, hanno fatto certe persone eccezionali in tempo di guerra. Aiutando quegli Ebrei che adesso sparano sui bambini Palestinesi.
Per certi versi "invidio" quei giornalisti o quei volontari che ci hanno lasciato la pelle nella striscia di Gaza. Loro erano là. Io, alla mia età, non potrei neanche provarci a essere là. E comunque non è nel mio DNA. Non sono neanche andato a salvare i manoscritti durante l'alluvione di Firenze del 1966. Era uno studentello universitario e mia madre mi proibì di andarci, quando i miei compagni erano invece là tutti col fango fino alle ginocchia. Aveva paura che mi buscassi una polmonite.
Le mamme! non partoriscono certo eroi! Probabilmente Leonida era nato sotto un cavolo. E con lui i suoi Trecento.
Conclusione. C'è da vergognarci ad essere così impotenti, così fuori gioco, così inutili.
Faccio una proposta, che sembra non c'entrare niente con quanto ho detto fin qui. Scriviamoci delle lettere.
Ebbene sì, prendiamo in mano una lettera, una penna, una busta, un francobollo e scriviamo a qualche conoscente.
A cosa può servire? A dirci fra noi e noi: se voglio posso reagire alla schiavitù di Whatsapp e degli odiosi messaggi vocali. Se voglio posso uscire dal gregge, per un minuto o due. Chissà che da cosa non nasca cosa e che magari domani io non riesca ad aiutare un Palestinese.
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