Il dibattito sulla Palestina si sta, per fortuna infittendo, dopo mesi in cui tutti hanno fatto quasi finta di niente. Di conseguenza Israele sta intensificando la sua propaganda e in taluni casi mette di mezzo il Mossad e distribuisce minacce velate, come quelle indirizzate ai giudici dell'Aja.
Problema: è o non è GENOCIDIO?
Ovviamente Israele nega che lo sia. Quando mai? Sono tutti colpi sparati per sbaglio...
Per fortuna nessuno ci crede più, a partire dal papa e da Mattarella. Come nessuno si fa più intimidire dall'accusa di antisemitismo. Comodo, ma del tutto pretestuoso.
E allora?
Il problema è che c'è di mezzo quel macigno dell'Olocausto. E l'Olocausto impedisce di applicare a Israele la stessa accusa rivolta ai nazisti. Di aver perpetrato cioè un omicidio di massa scientifico, finalizzato al completo annientamento di un popolo (nel caso degli Ebrei di un popolo-razza).
In un precedente post abbiamo elencato stermini di massa di consistenza pari a quello perpetrato dai nazisti nei confronti degli Ebrei. Alcuni sono stati definiti "genocidi" (come quello nei confronti degli Armeni), altri semplicemente sono stati rubricati come guerre di sterminio.
Ma qual è il punto? Ed è poi vero che l'Olocausto non ha precedenti nella storia?
Io credo che effettivamente nell'Olocausto ci sia una lucida intenzionalità che magari è mancata in altri stermini di massa. Voglio dire: i coloni americani hanno sterminato gli Indiani e lo stesso hanno fatto con gli Indios gli Spagnoli e i Portoghesi. Ma avevano realmente intenzione di farli sparire dalla faccia della terra o volevano "semplicemente" eliminarli perchè costituivano un ostacolo?
C'è da dire che anche l'Olocausto è venuto crescendo col tempo. Hitler e i suoi consideravano gli Ebrei una minaccia esistenziale per il popolo tedesco. Ma all'inizio hanno seriamente valutato l'ipotesi di spedirli in Madagascar, dove sarebbero comunque morti o di fame o di malattie. Poi, in piena guerra, forse pressati dalle circostanze, hanno progettato la cosiddetta "soluzione finale" e non c'è stato più scampo. Il vizietto di sterminare gente per motivi razziali comunque ce l'avevano a prescindere e infatti sono andati giù pesanti con i Polacchi e i Russi, che essendo Slavi per loro costituivano una razza subumana.
Tornando a Israele. E' chiaro che la reazione "sproporzionata" all'attentato di Hamas non si può considerare come un caso o un abuso pour cause. C'è dietro qualcos'altro e chiunque non abbia il naso otturato la sente una certa puzza di marcio.
Il marcio nazista era una folle paranoia su base biologica. Nel caso di Israele c'è un complesso di superiorità su base etica (il popolo eletto) che giustifica lo sterminio di gente giudicata "inferiore" come i Palestinesi. D'altronde la Bibbia è piena di sollecitazioni alla strage, comprese donne, vecchi, bambini e animali. Il Dio della Bibbia, quando gli "girava" incitava gli Ebrei a compiere azioni repellenti, come quelle che sta praticando ora il governo israeliano e che i più fanatici di loro giustificano proprio appellandosi alla Bibbia.
Dunque, non si può parlare semplicemente di sterminio. C'è un qualcosa in più e questo qualcosa in più è costituito dalla convinzione ebraica di avere un destino nella storia diverso da quello di altri popoli.
Si può parlare di Genocidio? In senso strettamente giuridico forse no, perché non c'è l'intenzione di sterminare un intero popolo o un'intera razza. Ma sicuramente c'è l'intenzione di "punire" ad oltranza i Palestinesi per il fatto di esistere e di costituire un problema per Israele.
Dunque, bando alle sottigliezze e non caschiamo nella trappola di confondere le vittime con i carnefici.
Questo significa stare dalla parte di Hamas? Ma mi faccia il piacere... direbbe Totò.
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