lunedì 18 agosto 2025

Quarta puntata: C'E' PER CASO DELL'ALTRO?

Certo che c'è dell'altro. Ma al momento ci possiamo anche rilassare un po'. 

In buona sostanza abbiamo visto che la polveriera su cui siamo seduti consiste in due distinte minacce: il rischio di prendere la SCOSSA e il rischio che vada A FUOCO tutto. 

Non c'è niente di misterioso e di irreparabile in tutto ciò. Se facciamo i bravi, i rischi si possono minimizzare.

A titolo di esempio, fate una cosa che spesso gli elettricisti giudicano superflua: installate un interruttore bipolare a monte della presa della lavatrice e poi mettetelo su OFF quando ritirate il bucato. In questo modo la macchina non è in tensione mentre voi toccate il cestello (di metallo). Non si sa mai!

Più in generale, procedete a sfilare i cavi se sapete che sono lì da una vita e poi sostituiteli con cavi all'altezza della situazione. Su questo non c'è da spendere molte parole. Cavi da 2,5 per le utenze normali, cavi da 4 mm per le utenze "pesanti". E cavi più piccoli, da 1,5, per l'illuminazione. Nelle vecchie case i cavi da 4 mm non c'erano. E scommetto che non ci sono neanche in molte delle nuove. Il concetto infatti non è ancora passato. Peccato! Perchè in elettricità non vale il detto "stretta la foglia larga la via". Al contrario, vale il principio che l'elettricità scorre meglio e crea meno guai se il percorso è bello "largo". Cioè se non si lesina sui cavi. O almeno su quelli che "contano".

La seconda cosa da fare sarebbe metter giù uno schemino del vostro impianto, cosa che è possibile fare dopo aver aperto tutte le scatole di derivazione e le prese (a volte le prese fungono da scatole). E' un lavoraccio, ma ne vale la pena. Consideratela una TAC che state facendo al vostro Impianto elettrico. Potreste scoprire di avere singole linee che si dipartono dallo stesso punto (impianto radiale) o linee più corte che si dipartono da delle dorsali. In quest'ultimo caso i cavi (delle dorsali) devono essere tassativamente da 4 mm. Ma è meglio usarli anche per la lavatrice e il forno.

Lo schemino serve non solo per decidere che cavi "tirare" al posto di queli vecchi, ma serve anche per programmare le aggiunte che ritenete di dover installare. Ricorrendo, mi raccomando, alle canaline e non alle prolunghe. Se optate per la canalina, va da sè che i nuovi "frutti" saranno ospitati in scatole a vista. Sono brutte? Non è vero. E comunque sono più sicure di un cavo volante e di una ciabatta.

Conosco una persona che ha speso 400 euro perchè una ciabatta si era bagnata e aveva mandato in corto l'impianto. Il pronto intervento ha in pratica disattivato il Differenziale che saltava e ... buona notte ai suonatori.

Se avete seguito questi consigli non avete fatto altro che i tirafili. Tirafili intelligenti, ma pur sempre tirafili.

Adesso si tratta di coinvolgere un elettricista. Ma che sia bravo a accondiscendente. Organizzare un Quadro elettrico è infatti una cosa delicata.

Questa Centralina deve infatti ospitare i Differenziali giusti (al plurale) e i giusti Magnetotermici (sempre al plurale). In Italia vale la regola di separare la LUCE dalla FORZA (ovvero le prese). Non è così dappertutto. Io ho preferito fare la distinzione fra linee leggere e linee pesanti.

C'è qualche differenza?

Sì, perchè nelle linee leggere io ho sia la lampada della cucina, sia il frigorifero. E fra le pesanti ho il fornetto De Longhi e la lavastoviglie.

Anche per il resto della casa ho quindi proceduto a zone, "tirando" delle DORSALI di collegamento. 

Quanto ai Differenziali, ve ne ho già parlato. Differenziali di tipo F (cari) e di tipo A (un po' meno cari) dove confluiscono "macchinari" sofisticati, con un "cervello" elettronico. Differenziali di tipo AC (economici) per tutto il resto.

Magnetotermici. Facile. Mettetene il più possibile. Cioè create  più linee possibili. Da 16 (linee pesanti) e da 10 ampere (linee leggere). Naturalmente bisogna osservare un certo rapporto fra Magnetotermici e Differenziali.

Qui è fondamentale lavorare di conserto con l'elettricista, perchè ci sono dettagli che fanno la differenza. Purchè non sia uno stronzo, un incompetente, un "so tutto mi". Cercate un bravo ragazzo che sappia il suo mestiere e che vi ascolti e motivi tutto quello che fa.

Dopo di che sposatelo!

P.S. Naturalmente la faccenda non finisce qui. Ci sarebbe da parlare del Montante, cioè del collegamento fra Contatore e Centralina (o Quadro elettrico). Almeno 6 mm, se non 10. Con dispositivi di protezione ad hoc (esempio un Magnetotermico da 32 ampere).

Ci sarebbe da parlare degli sbalzi di tensione, tipo quelli che "crea" l'ENEL. Non sono pericolosi, ma sono DANNOSI. Esitono svariati dispositivi (es. i POP) che servono a prevenirli o a prevenirne i danni. Costano un po' di più, perchè è roba recente. Anche in questo caso un sopraluogo non guasta. Siete nelle vicinanze o siete lontani da una Cabina dell'Enel? A seconda della risposta, cambia la musica.

Poi ci sono gli SPD, che scongiurano i danni provocati dai fulmini. E' roba tosta, bisogna saperla installare. Ma se non avete la messa a terra, scordatevela.

Per cui, prima installate una MESSA a TERRA fatta come dio comanda e poi si può anche ragionare di come pararsi il culo in caso di temporale violento.

Terzo e ultimo dispositivo, gli AFDD, che prevengono gli incenti. E' roba che costa una paccata, perchè non c'è ancora un mercato. Anche se sono molto semplici da installare.

Ah... dimenticavo! Non mescolate le marche. Se scegliete ABB, che sia tutto ABB.

In questo caso (ma solo in questo caso) il meticciato è controproducente. Meglio sposarsi fra consanguinei.


NEWS: il 21 agosto un fulmine è "sceso" con un boato impressionando nella piazza di Pietra de' Giorgi. Sono rimasti "secchi" la cassa del negozio di alimentari, il sistema informatico dell'ufficio postale e tutti i dispositivi elettronici dei dintorni, fino a oltre 500 metri. Una volta c'erano i parafulmini. Adesso esistono gli SPD, da installare nel Quadro elettrico. Conditio sine qua non, avere una Messa a Terra. Sulla qual cosa io non ci giurerei, per quanto riguarda le case di qui, che sono rimaste agli anni '40. Eccezion fatta per le villette che i vecchi abitanti hanno costruito negli anni '60 fuori paese, abbandonando alla loro sorte di ruderi le obsolete abitazioni di famiglia, in paese.




  

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