venerdì 20 gennaio 2023

IL RILANCIO del CENTRO STORICO di PIETRA de GIORGI

Come abbiamo già detto in altri Post, Pietra de' Gorgi è fondamentalmente composta di 3 zone:

1) il vecchio, angusto, centro storico, costruito lungo la direttrice di una sola via: la via Ferrari (un tempo chiamata via Maestra) e la sua prosecuzione nella via Moretti (un tempo chiamata via Mornico).

2) le villette che  alcuni predalini hanno edificato nel dopoguerra, lasciando le abitazioni del centro storico, per migliorare il loro confort abitativo (è il caso della famiglia Manfredi, della famiglia Mezzadra e di moltre altre). Queste villette si trovano ai confini del paese, lungo la strada che porta a Redavalle (via Ferrari) o lungo quella che porta a Mornico Losana (via Moretti).

3) le frazioni, sia quelle "storiche" come Pecorara (un tempo persino più importante del centro storico), sia quelle decentrate in campagna, come Fitti. Ma del Comune fa parte anche la "frazione" di Scorzoletta, che si sviluppa in pianura lungo la strada provinciale 198 (che prosegue per Rocca de' Giorgi), e che è composta per lo più di villette sparse, alcune recenti.

Un tempo la quasi totalità dei negozi si trovava nel centro storico, lungo l'asse via Ferrari-via Moretti. Oltre agli alimentari (macellerie, fruttivendolo...) in questa via potevi incontrare un forno, un mulino, una distilleria, un cinema, un bar trattoria (quella dei Torti-Tidone), due parrucchieri, una merceria, un ciabattino, un fabbro...

Oggi di tutti questi negozietti sopravvive solo la serranda, naturalmente abbassata.

L'ultimo esercizio a chiudere è stato il bar, panetteria, posteria, trattoria di Roberto Torti e di Marisa Tidone, per anni il vero ed unico centro di aggregazione del paese.

Di tutte queste zone che compongono il mosaico di Pietra de' Giorgi, quella che versa in uno stato peggiore è il centro storico. La ragione è presto detta: si tratta di case "minime" l'una addossata all'altra, con un lato sulla strada e l'altro sulla campagna. Un ingresso, due stanze, una scala, un secondo piano con altre due stanze. A volte un terzo piano. Probabilmente un bagno solo.

Non dissimili da queste case minime, le strade che compongono il quartiere di via Vedaschi, la via dove si trova il Municipo. Questa via, scendendo, si riconnette poi con la via Moretti.

Anche in questo quartiere, frammezzate alle vecchie case a schiera, trovi delle villette, alcune vetuste e in stato di abbandono, altre più recenti o restaurate.

Il quartiere di via Vedaschi è la conferma del fatto che Pietra de' Giorgi è cresciuta nel corso del tempo per sommatoria, ovvero "sovrapponendo" case nuove, più spaziose, negli spazi lasciati liberi dalle case più antiche e più asfittiche.

Questo fenomeno non ha riguardato solo i tempi più recenti. Nel quartiere di via Vedaschi si trovano edifici isolati, alcuni dei quali imponenti, che riecheggiano un'architettura di tipo vagamente "razionalista".

L'abbiamo fatta un po' lunga. Ne convengo. Ma se siete arrivati fino a qui avrete capito dove si intende andare a parare.

Cosa si potrebbe fare se si volesse "rilanciare" Pietra de' Giorgi?

Beh, è abbastanza chiaro. Dato che non è pensabile che l'economia, prevalentemente vitivinicola, di questo paese possa lasciare il posto ad altre forme di produttività, l'unica speranza per Pietra è quella di attrarre gente da fuori che pratichi il telelavoro. Insomma, che Pietra  diventi veramente quello che ora è solo virtualmente: un villaggio residenziale.

Ma per far questo, va da sè che occorre puntare su una offerta abitativa adeguata. Ergo, occorrerebbe restaurare (ma sul serio) tutte le abitazioni unifamiliari fatiscenti, a schiera, che si sviluppano lungo il centro storico. 

La banda ultra larga è stata installata. Ora occorre che si faccia avanti qualcuno che sia disposto a rilevare le vecchie case abbandonate e  riqualificarle.

Un investimento di natura immobiliare così ambizioso non può però poggiare solo sulle spalle di un privato.

Se c'e un Comune a Pietra de' Giorgi, batta un colpo! 





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