domenica 19 marzo 2023

I NOSTRI DESIDERI SEGRETI

La vita psichica di noi tutti è abbastanza SEMPLICE e lo dimostra ad abundantiam la letteratura, lo strumento più raffinato a nostra disposizione nel campo dell'osservazione dell'individuo. Tranne in Proust e pochi altri (fra cui Musil), i personaggi dei romanzi non presentano una particolare complessità. 

Quanto alla psicologia, che è l'osservatorio "istituzionale" della psiche, spesso essa cade nello schematismo. Basti pensare ai "tipi psicologici", in cui si sono cimentati un po' tutti. Freud ne contempla cinque. Jung, che è un tantino più "raffinato", ne teorizza otto. Ma sono declinazione diverse di due tipi fondamentali: l'introverso e l'estroverso.

E' sensato ridurre la varietà dell'individuo a queste poche categorie? Non so se è sensato. Sicuramente molti di noi inorridiranno a sentir ridimensionare in questo modo ciò che noi percepiamo come un campo (= il nostro Io) dominato dalla complessità. 

Tuttavia anche la visione che noi abbiamo di noi stessi (mediante l'introspezione) è fallace. Quando noi ci raccontiamo, il più delle volte ci limitiamo a dare sfogo alle nostre ansie e ai nostri rancori. Cioè ci perdiamo in mille rivoli, convinti di raccontare un universo mondo. Intanto gli altri, mentre ci ascoltano, sbadigliano, perchè dal di fuori  il nostro Io è abbastanza banale e le nostre istanze spesso si riducono a sterili rimostranze: per lo più nei confronti della mamma, del babbo, del fidanzato (fidanzata) o del capufficio.

*** Da questo punto di vista i film psicologici americani sono esemplari: quasi sempre la trama si riduce al rancore della figlia o del figlio nei confronti del padre assente. Dopo di che il padre, ormai vecchio, le tenta tutte per riguadagnare l'affetto del figlio/figlia. I quali per quasi tutto il film si comportano da autentici stronzi, finché, quando apprendono che lui ha il cancro, allora lo stringono in un abbraccio strappalacrime  ***

C'è tuttavia in alcuni di noi un "segreto" che ci portiamo dietro nel tempo e che spesso risale agli anni verdi. Un segreto che a volte non mettiamo neanche a fuoco. Questo segreto non rientra fra i soliti consolidati "meccanismi" della psiche umana (odio, amore, gelosia, invidia, ansia di controllo etc. etc.). E' forse più un "sogno", una fantasia. Una sorta di desiderio che si è installato nella nostra psiche chissà quando e per chissà quale strano motivo. Ma, proprio perché si è manifestato quando la nostra psiche era era ancora "acerba", esso non è riuscito quasi mai a realizzarsi. Di conseguenza, questo desiderio inappagato continua a galleggiare dentro di noi anche quando gli anni in cui è stato concepito sono ormai lontani. Costituendo una sorta di miraggio nel deserto.

Va da sè che non intendo sbottonarmi in questa sede circa il mio desiderio segreto, il mio miraggioVi dico solo che esso ha a che fare con l'invidia. E dunque è figlio di una sorta di "complesso di inferiorità". Ma come dal letame nascono i fiori, così dall'invidia è nata dentro di me una "bella" fantasia intima. Che, alla stregua di una stella polare, mi ha accompagnato per tutto il cammin di nostra vita.



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