lunedì 20 novembre 2023

FEMMINICIDI: quanta confusione sotto il cielo!

Quando è un giovane a compiere un femminicidio possiamo continuare a dire che è colpa del patriarcato?

Il problema me lo sono posto dopo l'ultimo raccapricciante episodio, di cui i media si sono impadroniti con insolito accanimento: ieri sera non c'era talk show che non si occupasse della morte di Giulia per mano del suo fidanzato Filippo.

Per carità, non voglio assolvere il patriarcato. Ma non ho l'impressione che in Italia siamo ancora così tanto immersi in una cultura di tipo patriarcale.

Mi sembra anzi che le analisi dei giornalisti e degli "esperti" che hanno fatto propria questa tesi pecchino un po' di faciloneria (caso estremo quello di Montanari, lo storico dell'arte che è spesso ospite del programma di Lilli Gruber, che ha messo nello stesso calderone femminicidi, guerra in Ucraina, vocazione guerrofondaia delle liberal democrazie occidentali, il rapimento-stupro di Dafne ad opera di Apollo immortalato dal Bernini e chi più ne ha più ne metta).

A dirla tutta mi convincono di più le tesi degli psicologi, come Crepet, che insistono sul retroscena narcisistico di questi omicidi di donne in quanto donne.  Omicidi che vengono per lo più perpetrati nel  contesto di una relazione sentimentale (il che non vuol dire per motivi d'amore), com'è il caso di Giulia e Filippo o in un contesto familiare.

Non è un caso che di femminicidi si parli da un decennio circa a questa parte. Le statistiche ministeriali relative a questo fenomeno risalgono, in Italia, al 2012. E prima? Prima sicuramente le donne venivano ammazzate, come venivano ammazzati gli uomini. Ma la domanda è: venivano ammazzate in quanto donne (femminicidio)?

Io sono vecchio e dunque sono portato a idealizzare il passato e a veder nero nel presente. Ma non ricordo che ai miei tempi le relazioni fra ragazzi e ragazze, a volte tempestose, finissero in questo modo scellerato.

Non se ne parlava o non succedeva? Bella domanda...

Quello che mi sembra invece chiaro è che nel nostro paese sono cresciute delle generazioni (parlo sia dei giovani, sia dei quarantenni) decisamente ego-referenziali. Per non dire di peggio. Uomini, ma anche donne, dominati dal mito del successo, in perenne competizione, assillati dal problema dell'aspetto e del consenso, insofferenti di ogni disciplina....

Sono considerazioni da grillo parlante? Può darsi... 

Non credo che sia colpa di internet o di facebook o di instagram o di tik tok. Io avevo una pagina facebook, ma dopo un po' me ne sono disfatto, perchè i miei interlocutori passavano il loro tempo a farsi belli o a litigare all'ultimo sangue. Dunque, volendo si può anche fare a meno dei social.

Ma se, puta caso, non si riuscisse a digerire l'idea che una fidanzata si è stufata di te? Se la tua autostima dipendesse da quanto sei amato, accettato, condiviso? Se la tua psicologia fosse così fragile da non reggere a una disconferma e non fosse capace di elaborare il lutto per una perdita o per un abbandono?

Beh, se le cose stessero così, allora sì che saremmo di fronte a un bel problema! Più generazionale, direi, che individuale. In tal caso non ci sarebbe inasprimento delle pene che tenga (proposta della destra), ma non ci sarebbe neanche educazione all'affettività che tenga (proposta della sinistra).

Una illazione piuttosto macabra: se certi ragazzi appaiono dei bravi ragazzi e poi si scopre che massacrano la fidanzata, non sarà che genitori e vicini di casa e compagni di scuola e insegnanti non hanno avvertito, prima, il problema perchè erano esattamente come loro? Certo questa - macabra - illazione non vale per quelle poverette che magari avevano denunciato il loro ex, ma non erano state nè ascoltate, nè protette.

P.S. uno

Alcune opinioniste hanno  detto: sì, però le ragazze e le donne, quando vengono lasciate, mica uccidono i loro ex! Verissimo. In questo senso non abbiamo ancora omicidi - di genere - al maschile, cioè maschicidi. E però vi invito a guardare quante madri hanno ucciso i loro figli appena nati. Anche questa è un'emergenza. E se il patriarcato magari qui non c'entra, può darsi che c'entrino invece i problemi di autorealizzazione (distorta) e di incapacità a gestire lo stress che affliggono le nuove generazioni.

P.S. due

Naturalmente non credo che tutti i giovani, tutti i trentenni o i quarantenni siano afflitti da una sindrome narcisistica acuta. Per fortuna esistono ancora uomini e donne con la testa sulle spalle e capaci di affrontare le durezze della vita. E sono la maggioranza!


 


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