Nell' ultimo recentissimo post mi esprimevo in modo tale da indurre qualche lettore a credere che la COLLINA sia un postaccio abbandonato da Dio e dall'uomo.
Tutto il contrario. La collina, anzi, potrebbe tornare a vivere, se la gente di collina non avesse le ragnatele nella testa.
Sono cose ormai note. Il COVID ha demolito il concetto del lavoro in presenza. Il cambiamento climatico ha reso invivibile la pianura, che era già tossica prima. Le maggiori città sono diventate residenze x impiegati e studenti ricchi (si chiama gentrificazione). In tutti i casi sono luoghi in cui trionfa la rendita di posizione.
Tutto concorrebbe a favorire la collina, che in fondo dista una manciata di chilometri dalla pianura.
Però nessuno ci arriva a capirlo. Anzi qui si sa solo concepire il misero tornaconto dei vignaioli e dei trattori (= proprietari di trattorie). E lo chiamano anche valorizzare il territorio!
È penoso leggere ciò che scrivono i nostri amministratori. Domanda: qualcuno di loro ha capito che la fibra è un valore aggiunto? E si è reso conto che la fibra (BUL = Banda Ultra Larga) grazie ai finanziamenti europei è arrivata a Pietra de Giorgi, mentre non c'è ancora a Chiaravalle (MI).
Certo, senza una adeguata politica urbanistica, senza strade decenti, senza luoghi di ritrovo, esercizi commerciali, servizi alla persona... la fibra da sola non può costituire un'attrattiva sufficiente.
E quindi i vecchi di Pietra de' Giorgi continueranno a vivacchiare "come color che son sospesi" e la collina perderà la sua occasione storica di tornare ad essere il luogo d'elezione di chi vuole vivere facendo a meno dell'aria condizionata, del traffico, dell'inquinamento.
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