Non solo le dittature hanno le mani sporche di sangue. Anche le democrazie sono figlie della violenza. Altro tratto in comune: entrambe nascono dall'azione di una minoranza. L'idea che sia il Popolo a decidere è priva di ogni fondamento. Anche se la retorica vuole il contrario (ricordate El pueblo unido jamàs serà vencido?).
La prima democrazia moderna, quella americana, viene partorita da una guerra di liberazione (contro gli Inglesi) e si consolida meno di un secolo dopo attraverso una guerra civile (la guerra di secessione). Dunque a tenerla a battesimo è la guerra.
La triade Libertà, fraternità, uguaglianza (ovvero la Rivoluzione francese) si è servita ad libitum della ghigliottina. Ma non per giustiziare i criminali, bensì per giustiziare gli avversari. Dunque a tenerla a battesimo è stata la violenza politica.
Il comunismo, un'ideologia della liberazione, è stato imposto da una minoranza che si è autodefinita "avanguardia di classe" e ha forgiato la società attraverso il Terrore (come definire diversamente i regimi di Stalin, Mao, Pol Pot...). Anche qui guerra e violenza.
La nostra adorata Repubblica (lo dico con profondo rispetto) è nata da una Guerra Civile, che si preferisce chiamare Guerra di Liberazione. In realtà è stata l'una e l'altra. Lotta armata contro i dominatori Nazisti e guerra di Italiani contro altri Italiani.
Dunque non si può dire che la Repubblica Italiana sia stata tenuta a battesimo a furor di Popolo. E' stata voluta dalla sapiente coalizione dei partiti contrari al regime (e da questo messi al bando) e ha ottenuto il consenso di una metà "più uno" degli Italiani (favorevoli alla Repubblica quasi 13 milioni, favorevoli alla Monarchia che, nota bene, aveva consegnato il paese al Fascismo, quasi 11 milioni) .
Andando più indietro, quello che viene presentato dalla retorica nazionalistica come un evento Popolare, il Risorgimento, è figlio di una minoranza di combattenti e di due sponsor lungimiranti, Vittorio Emanuele II e Cavour. I contadini (che erano la maggioranza) o erano indifferenti o erano francamente ostili alla causa risorgimentale. E quando sono scesi in campo per rivendicare le loro ragioni, come a Bronte, in Sicilia, nel 1860, sono stati fucilati dalle camicie rosse comandate dal garibaldino Nino Bixio. L'Italia unita, inoltre, nei suoi primi 50 anni, è stato un paese in cui a governare era una minoranza di padroni e di notabili. Il suffragio universale maschile risale infatti al 1912 e quello femminile al 1946.
Queste banali considerazioni mi vengono in mente tutte le volte che leggo sui giornali lamentazioni per la "decadenza" della Sinistra, che viene imputata al fatto che la Sinistra ha perso il contatto con il Popolo.
Questo dibattito in primis ha il vizio di indossare i panni della nostalgia. Nostalgia per il periodo in cui il Popolo votava Togliatti, Nenni, Berlinguer. Cosa vera soltanto in parte, perchè nel 1976, l'anno del trionfo della Sinistra, la DC conservava pur sempre, sia al Senato, sia alla Camera la maggioranza. Dopo la nostalgia, ecco che arriva la reprimenda moralistica! Se la Sinistra vuole contare di nuovo, deve uscire dai salotti e tornare a parlare alle Masse, smettendola di essere il partito delle elites urbane (zone ZTL).
Cosa c'è di vero e di falso in questo discorso? Non sarà per caso che sono le Masse ad aver voltato le spalle alla Sinistra? Non sarà che le Masse si sono stufate di battersi per il Progresso, per l'Uguaglianza, per la Libertà? Valori che la Sinistra rivendica come propri, ma che spesso e volentieri la Sinistra ha tradito nel suo operato di governo? In fondo è già successo in Germania nel 1933, quando le Masse, deluse e frustrate, hanno portato al potere Hitler, che prometteva il riscatto nazionale. Ma anche il fascismo si è avvalso di un consenso di Massa, agitando anch'esso temi nazionalistici.
Una cosa è certa. Se la Sinistra in quasi 80 anni di storia repubblicana ha cambiato pelle più di una volta, altrettanto si può dire delle fantomatiche Masse.
Impensabile, alla luce di queste banali considerazioni, che la Sinistra, figlia del pensiero illuministico, possa tenere sempre il passo con i tempi, a meno di negare se stessa o di annacquare il suo vino. Tutte cose che pure ha fatto. Può insomma capitare che le Masse in certi momenti non trovino più abbastanza appetitoso lo storico menù delle Sinistre, perché nel frattempo i problemi sono diventati altri e gli attori sociali nel frattempo hanno cambiato pelle.
Un'unica speranza si staglia all'orizzonte e non è il Sol dell'Avvenire. Le speranze in realtà sono due. La prima: che le Destre, travestite da Populisti, possano, dopo aver fatto il pieno di consensi, dimostrare alle Masse che la vecchia Democrazia è forse meglio di un nazionalismo sterile. La seconda: che effettivamente la vecchia Democrazia riesca a mantenersi all'altezza delle sue premesse. Cosa quest'ultima che non è scontata affatto.
Tanto per fare un esempio, la Francia, in cui in questo momento con le Olimpiadi trionfa la retorica dei diritti, ha una grave responsabilità nel genocidio ruandese del 1994. Se non l'ha favorito, di sicuro ha fatto finta di niente, pur essendo presente. Indovinate chi era allora il Presidente della Repubblica? Ve lo dico io, risparmiandovi una andata su Google: il socialista F. Mitterand.
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